L’INTERVISTA

“Il Napoli di Gattuso sarà protagonista”

Nando Orsi, ex portiere biancoceleste, crede che gli azzurri non partano battuti nella sfida col Barcellona e punta forte su Meret

di Bruno Marchionibus

Vent’anni tra i pali, principalmente con i colori biancocelesti addosso, poi una carriera da allenatore ed infine l’esperienza come commentatore in tv. Nando Orsi è un uomo di calcio a tutto tondo e in occasione della sfida tra Napoli e Lazio ci ha regalato una piacevole chiacchierata su diversi temi, dalla stagione delle due squadre fino a un giudizio su Meret, Ospina e … Donnarumma.

Come giudica la stagione delle due squadre stasera in campo al San Paolo?

«I campionati di Lazio e Napoli, per certi versi, hanno seguito un iter opposto. I biancocelesti sono stati protagonisti di una grande prima parte di stagione, ma poi alla ripresa hanno avuto un netto calo; il Napoli è andato male nel pre-Covid ma si è ripreso alla grande. È ovvio che la squadra di Inzaghi era forse andata oltre i propri limiti fino a febbraio, ma nessuno poteva aspettarsi di trovare, dopo la sosta forzata, una compagine così dimessa; aver sfiorato il sogno Scudetto, tuttavia, non deve far dimenticare che l’obiettivo di partenza era il quarto posto. Gli azzurri, dal canto loro, hanno affrontato nel corso dell’annata molte vicissitudini, dall’ammutinamento fino al cambio di allenatore, ma alla fine sono riusciti a rimettersi in sesto e adesso c’è da giocare un ottavo di finale di Champions che non è perso in partenza».

Per lei, dunque, il Napoli ha chances di firmare l’impresa con il Barca?

Sì, tenendo però ben presente che ci si troverà al cospetto di una squadra fortissima. Il Napoli dovrà fare una partita molto accorta, in cui riuscire anche a segnare almeno un gol. Affrontare il Barcellona è sempre molto difficile, ma sfide di questo tipo regalano ai giocatori grandissime motivazioni. Alcuni fattori potenzialmente favorevoli agli azzurri ci sono, dall’assenza di pubblico fino alla condizione non ottimale dei catalani, ma non bisogna sottovalutare il fatto che compagini come il Barca ed in particolare giocatori come Messi in una vetrina come la Champions tendono sempre ad esaltarsi e a rendere al meglio».

Il fatto di aver disputato l’ultimo mese di campionato senza grossi stimoli rischia di far arrivare i partenopei alla grande sfida senza la giusta tensione?

«Non credo. Io penso che i partenopei si stiano preparando alla gara con i blaugrana in maniera ottimale, poi quando si giocano match di tale importanza gli stimoli vengono da soli; l’importante, però, è che l’emozione non superi un certo limite, oltre il quale il rischio è di entrare in campo scarichi. Sono convinto che Gattuso saprà dare alla squadra le motivazioni giuste per arrivare alla sfida con Messi nel modo migliore. D’altra parte il Napoli ha un vantaggio psicologico: qualora vincesse farebbe un’impresa storica, mentre se perdesse difficilmente qualcuno potrebbe imputargli qualcosa».

Capitolo portieri: cosa pensa dell’alternanza tra Ospina e Meret?

«Sicuramente rispetto a una volta il calcio è cambiato, ci sono più partite e c’è più possibilità di giocare per tutti, però io sotto questo aspetto sono vecchio stampo e credo che il ruolo di portiere richieda ancora una gerarchia ben definita».

Per la prossima stagione, quindi, punterebbe su Meret stabilmente titolare ed Ospina dodicesimo?

«A me Meret come qualità tecniche ed impostazione di portiere piace tantissimo. Teniamo presente, ad ogni modo, che parliamo di due portieri di grandissima qualità, in quanto anche Ospina è un ottimo estremo difensore. Personalmente, se devo esprimere una preferenza, lo faccio in favore dell’italiano, anche perché è un patrimonio della società sul quale è stato fatto un investimento importante. Penso, tuttavia, che al momento Gattuso veda ancora Ospina un passo avanti, anche per il discorso relativo al gioco coi piedi».

Gioco coi piedi su cui Meret può crescere…

«Certo. Fermo restando che in allenamento è sempre importante lavorare su tutti gli aspetti fondamentali del ruolo, dalla copertura della porta alla tecnica con le mani fino alla personalità nel comandare la difesa. Ripeto, in ogni caso, che stiamo parlando di un dualismo tra portieri entrambi di gran valore».

A proposito di grandi interpreti del ruolo, Donnarumma ha già superato le 200 presenze con il Milan. Quanto è importante avere il coraggio di puntare sui giovani?

«Lanciare i giovani è giusto, a patto che si tratti di ragazzi di talento nei quali l’allenatore veda doti importanti in prospettiva futura. Donnarumma ha delle grandissime qualità, con 200 presenze all’attivo a soli 21 anni può considerarsi un “giovane vecchio” e io penso che la porta della Nazionale sarà in buone mani per tanti anni. In generale, tra l’altro, Mancini si sta affidando a tanti giovani che non hanno grande esperienza ma dotati di molta qualità».

Parlando di Nazionale, crede che Meret abbia possibilità di scalzare lo stabiese dal ruolo di portiere titolare dell’Italia?

«Penso che Donnarumma sarà il numero uno della Nazionale per molto tempo, anche se Meret farà qualche presenza. Da qui ai prossimi anni credo che la situazione sarà similare a quella che esisteva tra Zoff e Bordon/Castellini, dove il titolare era ben definito e agli altri restava la possibilità di qualche apparizione».

In conclusione, pensa che il Napoli nella prossima stagione potrà tornare a competere per i primi posti della Serie A?

«Sicuramente. Con la conferma di Gattuso e magari un buon mercato, avviato già con gli acquisti dello scorso gennaio, sono sicuro che questa squadra potrà ambire ai primi quattro posti della graduatoria».

pubblicato su Napoli n.27 del 01 agosto 2020