/ L’APPROFONDIMENTO

Il Napoli di De Laurentiis e gli sponsor

I ricavi commerciali sono uno dei pilastri principali del fatturato delle società calcistiche per rimanere competitivi

di Francesco Marchionibus

Sono trascorsi oramai poco più di quarant’anni da quando, nell’ottobre del 1978, la FIGC consentì ufficialmente l’inserimento del marchio dei fornitori del materiale tecnico sulle divise da gioco: nasceva così per le squadre italiane lo “sponsor tecnico”. A partire dal 1981 poi, il calcio italiano si è aperto anche agli sponsor commerciali, consentendo l’esposizione sulla parte anteriore della maglia del logo di aziende di qualsiasi settore.

Negli anni lo spazio degli sponsor di maglia è progressivamente aumentato, sia in termini di superficie utilizzabile che di numero di marchi consentiti, fino ad arrivare alla situazione attuale che, in serie A, prevede la presenza di due sponsor commerciali sulla parte anteriore della maglia, uno sul retro ed uno sulla manica sinistra. La visibilità che gli sponsor possono ottenere dalle squadre di calcio non è però legata solo alla maglia: l’azienda che si lega ad un club con un contratto di sponsorizzazione può vedere apparire il proprio nome in tutte le iniziative e le manifestazioni cui partecipa la società, a livello regionale, nazionale e, per i club più importanti, internazionale. È chiaro che maggiori sono la notorietà e la diffusione del marchio, il cosiddetto brand della società, più la stessa sarà appetibile per i potenziali sponsor e maggiori saranno i ricavi commerciali ottenibili.

In questo scenario il Napoli della gestione De Laurentiis, se da un lato ha fatto sicuramente grandi passi avanti, dall’altro sembra avere ancora molta strada da percorrere ed enormi margini di crescita. Attualmente la società azzurra può contare, tra main sponsor, sponsor istituzionali, partner ufficiali, partner commerciali e partner “semplici”, su circa 100 sponsor che forniscono complessivamente (dati di bilancio 2017/2018) poco più di 30,5 milioni di ricavi. Rispetto al primo anno di serie A, in cui i ricavi commerciali sono stati pari a poco più di 18,5 milioni, si è registrato un incremento di oltre il 63%, e rispetto al bilancio 2016/2017 l’aumento è stato dell’8%.

Il trend è dunque in sicura crescita ma non è ancora tale da assicurare alla società azzurra ricavi commerciali al livello di quelli delle altre big italiane: 147,8 milioni per l’Inter, che addirittura supera i 143,3 milioni della Juventus pre-Ronaldo, 70 milioni per il Milan e 47,8 milioni per la Roma.

Il gap è evidente, ma è altrettanto evidente che il Napoli ha tutte le possibilità per ridurlo se non annullarlo completamente, anzi al momento i ricavi commerciali rappresentano il segmento di fatturato con le maggiori prospettive di crescita. Il valore del brand Napoli ha infatti registrato nelle ultime stagioni un continuo incremento grazie soprattutto ai risultati sportivi ottenuti, con la costante presenza ai vertici del calcio nazionale e la partecipazione oramai abituale alla Champions.

Inoltre, la società ha inserito nel proprio organico un elemento di valore e prestigio mondiale come il mister Ancelotti e sembra intenzionata ad aggiungere alla rosa già competitiva calciatori di fama internazionale con un gran seguito mediatico, in grado di far aumentare il numero di tifosi e simpatizzanti degli azzurri in tutto il mondo. In definitiva, dopo anni di crescita i tempi sembrano finalmente maturi per consentire alla società partenopea di compiere un passo avanti decisivo sulla via del miglioramento qualitativo dei propri sponsor e dunque dell’incremento del proprio fatturato. C’è da augurarsi che la società colga le opportunità di sviluppo di questo favorevole momento storico, ricercando nuovi ricchi partners commerciali che possano anche ulteriormente accrescere il prestigio del club. In questa direzione sembra andare l’ipotizzato cambio di sponsor tecnico, con il passaggio a partire dal 2020 al colosso Adidas, che potrebbe garantire un importante ed immediato ritorno economico e anche la possibilità di sviluppare a livello internazionale il marketing della società sui mercati non ancora raggiunti.

pubblicato su Napoli n.13 del 07 agosto 2019

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