/ IL RITORNO

Il calcio che bagna Castellammare

Complimenti alle “vespe”, ai dirigenti tutti, al tecnico, ai giocatori, allo staff ed anche alla città ed al pubblico di Castellammare di Stabia

di Giovanni Gaudiano

Castellammare e il calcio. Un binomio che affonda le radici lontano nel tempo. A pensarci, dove poteva cominciare la storia del football dalle nostre parti se non dalla costa partenopea, quella che inizia dai Campi Flegrei e termina proprio a Castellammare?

Quel mare, da cui grazie ai mercantili inglesi arrivavano merci, spezie e novità a volte esotiche, è stato il mezzo grazie al quale è arrivato dalle nostre parti quello che sarebbe diventato il gioco più bello del mondo. Gli inglesi, che lo avevano di fatto inventato per come lo si conosce oggi, avevano anche pensato di esportarlo ovunque si fermassero nei continui viaggi con i quali battevano di fatto tutte le rotte possibili.

In Italia lo avevano trapiantato in Liguria, ma poi si resero conto che Napoli ed i dintorni avevano più spazio, più respiro ed allora il calcio arrivò sotto il Maschio Angioino, passando per il pullulante e già rinomato mercato del pesce di Pozzuoli per arrivare poi a Torre ed a Castellammare.

Il nuovo sport trovò terreno fertile proprio alle pendici del grande Vesuvio e proliferò spingendo la grande città, Napoli, che agli albori del secolo scorso era una vera e propria capitale nonostante tutti i suoi problemi, a prenderlo in seria considerazione.

Fermiamoci però questa volta a Castellammare.

Lo Stabia Sporting Club nasce nel 1907 e da allora, con vicende altalenanti ma sempre condite dalla passione per questo gioco, ha saputo interpretare la vera essenza del gioco del calcio. Oggi è arrivato uno di quei momenti altisonanti e le “vespe” sono ritornate in serie cadetta. Lo stadio, intitolato all’indimenticato granata Romeo Menti che ha vestito la maglia gialloblù per una sola ma ricordevole stagione, quella del 1944-45, è di nuovo in festa. Per chi non lo ricorda, quella Juve Stabia vinse sul campo lo scudetto dell’Italia liberata dagli alleati che la FIGC non ha mai voluto riconoscerle. È dunque il momento anche di applaudire tutti a partire dal presidente Manniello, oggi dimissionario per il bene e lo sviluppo di questa società tanto amata, che ha saputo costruire in silenzio un ritorno nel calcio che conta per una terra che lo merita assieme alla sua competente tifoseria.

Complimenti quindi alle “vespe”, ai dirigenti tutti, al tecnico, ai giocatori, allo staff ed anche alla città ed al pubblico di Castellammare di Stabia impegnati sin da questo momento a fare ancora di più per sostenere il sogno realizzato che può continuare, basta volerlo.

pubblicato su Napoli n.11 del 16 giugno 2019