L’ANNIVERSARIO

I 60 anni dello Stadio San Paolo

Per Napoli-Juve il 6 dicembre 1959 una folla mai vista: 53.366 paganti, 12.167 abbonati e un incasso di 68 milioni di lire

di Gregorio Di Micco

Auguri, caro San Paolo. Auguri per i tuoi sessant’anni, che cadranno il prossimo 6 dicembre. Fu proprio quel giorno, nell’ormai lontano 1959, che le porte del nuovo stadio di Fuorigrotta si aprirono per la prima volta, dopo anni trascorsi sulle gradinate del Vomero, uno stadio angusto, circondato da palazzi gremitissimi di tifosi sulle balconate. Nel nuovo impianto era di scena la Juve, una delle più grandi della storia, con il trio Boniperti, Sivori, Charles. Erano trascorse appena nove giornate dall’inizio di campionato. I bianconeri in vetta, come sempre, gli azzurri con soli 7 punti tra mille ambasce, al confine con la zona retrocessione. L’inaugurazione ufficiale c’era stata il venerdì precedente, con la benedizione del cardinale Castaldo, alla presenza del ministro Togni.
Per Napoli-Juve folla mai vista: 53.366 paganti e 12.167 abbonati più i soliti portoghesi. Incasso totale di 68 milioni di lire, all’epoca cifra altissima. Sugli spalti una passione incontenibile. Chi scrive era un ragazzino abbarbicato al braccio del padre Mimì, in tribuna laterale. Nel Napoli giocatori che hanno fatto la storia del club: Bugatti, l’Ottavio volante, Di Giacomo, il bersagliere, Luis Vinicio, uno dei più grandi attaccanti approdato in Italia dal Brasile, Del Vecchio, anche lui brasiliano ma rissoso e inconcludente, e infine Pesaola, il Petisso, l’uomo che ha legato la sua vita indissolubilmente al Napoli e a Napoli.

L’avvio tra entusiasmi e paure. Quella Juve era imbattibile. Eppure, dopo appena sei minuti, l’ala destra azzurra Vitali riuscì ad andare in gol di testa su spiovente di Pesaola. Al 14’ Vinicio colpì la traversa con un tiro potentissimo. Null’altro di eclatante fino alla fine del primo tempo. Nella ripresa, al 18’, il raddoppio: cross di Vitali dalla destra, palla a Vinicio spalle alla porta, mezza girata e gol rapidissimo. Un due a zero secco, senza appigli, Juve soggiogata.
Ad un minuto dalla fine, la doccia gelata: l’arbitro Jonni fischia un improbabile fallo di Comaschi su Stacchini decretando il rigore. A nulla valgono le proteste azzurre. Sul dischetto il nazionale Cervato, specialista nel ramo. Niente da fare per Bugatti. Il portiere, per la rabbia, raccoglie la sfera in fondo alla rete e la lancia con un calcione nel fossato. Subito dopo il fischio di chiusura con un’esplosione di incontrollabile gioia. Il Comandante Achille Lauro issato sulle spalle dai tifosi e portato in giro come la statua di San Gennaro. Mortaretti in tutti i settori, tantissimi bengala accesi.
Il giorno dopo i giornali napoletani celebrano il grande trionfo. Sul Roma il direttore Alberto Giovannini elabora un fondo memorabile. Sul Mattino Gino Palumbo sottolinea: “Data storica per la città”. Guido Prestisimone sul settimanale Lo Sport parla di vittoria incancellabile.
Quella domenica rappresentò la svolta per il calcio partenopeo. Nei decenni successivi il nuovo impianto, intitolato nel frattempo a San Paolo per volere della Curia napoletana, avrebbe visto la conquista di due scudetti, più di una Coppa Italia e addirittura una Coppa Uefa. Ma anche qualche amara retrocessione in B e qualche promozione in A. E, addirittura, un fallimento. Avrebbe inoltre registrato le prodezze di un fenomeno del calcio, quel Maradona stabilmente al vertice della passione azzurra. Dopo anni di degrado lo stadio, grazie al Comune e alle recenti Universiadi, è stato rifatto da capo a piedi. Ora brilla come nel giorno del suo debutto. Nella sua seconda vita, appena iniziata, dovrà prima o poi arrivare il terzo scudetto. Riuscirà De Laurentiis, prima o poi, ad agguantarlo?

Napoli-Juventus 2-1 (6 dicembre 1959)

NAPOLI: Bugatti, Comaschi, Mistone, Beltrandi, Greco, Posio, Vitali, Di Giacomo, Vinicio, Del Vecchio, Pesaola. All. Amadei

JUVENTUS: Vavassori, Castano, Sarti, Emoli, Cervato, Colombo, Boniperti, Nicolè, Charles, Sivori, Stacchini. All. Depetrini

ARBITRO: Jonni di Macerata

RETI: 6’ Vitali, 66’ Vinicio, 89’ Cervato (rigore)

pubblicato su Napoli n.18 del 23 novembre 2019