/ TRADIZIONI E LEGGENDE

I quattro “buontemponi” di Palazzo Reale

La Regina Margherita, i poveri prigionieri bendati e le quattro statue dei re pronti a duellare … anche di notte

di Paola Parisi

Castigat ridendo mores.

La satira politica non è nata ieri né l’altro ieri ma nel popolo partenopeo è parte integrante del suo DNA sin dalla notte dei tempi. I carnefici diventano vittime di siparietti grotteschi, afflosciando tutta la loro ridondante autorità e autocelebrazione come abbiamo spesso e volentieri avuto modo di osservare passeggiando per Piazza del Plebiscito con le sue celeberrime statue degli otto sovrani che hanno scritto la storia di Napoli e non solo.

Di questi otto, solo quattro sono i protagonisti di una leggenda popolare che si tramanda di generazione in generazione. D’impatto si potrebbero paragonare a dei concorrenti di un reality show la cui conduttrice è la Regina Margherita di Savoia che, costipata di stomaco per aver mangiato un numero considerevole di pizze, si inventa il gioco del “non si passa”. Per avere l’immunità dalla nomination, ciascun concorrente deve percorrere bendato la piazza … ma purtroppo … prova non superata per cui i quattro nominati sono costretti al ludibrio quotidiano di un pubblico esigente il quale, per la dura legge del contrappasso, diventa sovrano con palese soddisfazione di vederli almeno per una volta, sudditi e succubi.

Ed è così che trascorrono la loro giornata … sempre in piedi ed immobili nelle loro nicchie e presi di mira da migliaia di turisti di ogni parte del mondo e martoriati dai gas di scarico delle auto e dei motorini. Sono pur sempre cavalli … cavalli motore ma sempre cavalli sono.

Cala la notte ed è giunto il meritato riposo dei condottieri che finalmente scendono dai loro abitacoli per sgranchirsi le ossa. Ecco che il pignolo Carlo V di Asburgo infastidito, punta il dito in corrispondenza di una pozza d’acqua ed esclama: “Chi ha pisciato ca’ n’terra?” Carlo III di Spagna di rimando: “Je nun saccio nient” … Gioacchino Murat, invece, tronfio e spavaldo: “So’ stat io…e allor?” E dulcis in fundo Vittorio Emanuele II illudendosi di porre fine alla discussione tuona perentorio: “Mo’ te lo taglio!”. I restanti quattro sovrani che fino ad allora stoici e fieri erano rimasti muti tutto il tempo sghignazzando lo sbeffeggiano: “Vitto’ ma che vuo’ taglia’… stai semp cu’ sta spada ‘mman … pensa che poi sarai costretto a tagliarlo ad un tuo lontano discendente al quale involontariamente gli stai spianando la strada per andare a ballare in TV” …

La storia che si ripete

La gogna della Regina Margherita è diventata un gioco per i turisti che visitano Napoli ed anche per gli stessi napoletani. In tanti provano ad attraversare bendati la piazza partendo dalla porta centrale di Palazzo Reale per passare tra le due statue equestri. Si tratta di tragitto lungo 170 metri ma la meraviglia all’arrivo di quelli che ci provano è quella di aver fallito completamente la prova. La difficoltà risiede nell’irregolarità e nella pendenza che caratterizza la piazza.

pubblicato su Napoli n.11 del 16 giugno 2019