GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Napoli-Roma

Qualcuno spieghi a Fonseca che andare in panchina indossando camicia e cravatta con 78 gradi all’ombra è quasi masochismo

di Bruno Marchionibus

Callejon: Altro che anziano. Calleti, nonostante ormai i posticipi serali si giochino sul fuso orario di Melbourne e non dell’Italia, è il più sveglio di tutti, e con un taglio che, come i capelli corti classici, non passa mai di moda, beffa la difesa giallorossa e deposita il pallone tra le gambe di Pau Lopez, molto meno chiuse delle Chiese quando ti vuoi confessare. Lo spagnolo non solo è sempre sveglio lui, ma tiene svegli tutti come un’iniezione di caffeina fatta direttamente endovena. Caffè Josè.

Pau Lopez: E’ ormai risaputo che i portieri più forti del mondo sono due: Alisson e quello che di volta in volta gioca contro il Napoli. Per gli estremi difensori avversari, infatti, calcare l’erba del San Paolo ha effetti miracolosi come per un fedele immergersi nell’acqua di Lourdes. Lo spagnolo non fa eccezione, e si rende protagonista di diversi interventi importanti, ma deve alzare bandiera bianca prima su Callejon e poi su Insigne firmando una resa incondizionata. Incolpevole.

Mario Rui: L’assist per Callejon è così perfetto che Compagnoni, in telecronaca, per buona mezz’ora decide che il nome di Demme non è più Diego ma Mario, ribattezzando anche i compagni di squadra del portoghese in suo onore. Come spesso accade, nonostante sia il più piccolo di statura è tra quelli che ci mettono più “garra”, trasportando agli esseri umani la teoria di Salemme ne “L’amico del cuore” sui chihuahua, che “più sono piccolini e più sono disgraziati (per gli avversari)”. Gladiatore in miniatura.

Insigne: E’ lui a illuminare la notte di mezza estate del San Paolo, con una parabola che attraversa il cielo di Fuorigrotta come per gli antichi greci faceva il carro di Apollo che portava luce al mondo. Si scrive “Tiraggiro”, tutto attaccato, perché quando riesce è un colpo così improvviso che non si ha il tempo neanche di staccare le parole. La traiettoria del gol, imparabile, toglie le ragnatele dall’incrocio di Lopez meglio di quanto qualsiasi squadra di disinfestazione avrebbe potuto fare, ma è la prestazione complessiva che certifica come Lorenzo sia ormai un leader di questa squadra. Quest’estate il capitano è protagonista con l’azzurro del Napoli; la prossima, c’è da crederci, lo sarà all’Europeo con quello della Nazionale. Tiraggiro d’Italia.

Mkhitaryan: Io credo che anche Mkhitaryan, perso tra le consonanti, quando debba scrivere il suo cognome vada su Wikipedia e faccia copia e incolla. Il buon Henrik è armeno, e non a caso è uno dei pochi della Roma che già nel primo tempo riesce armeno a rendersi pericoloso. Sull’azione del pareggio si ritrova avanti una prateria vasta come la Pampa argentina, ed è bravo a sfruttarla trovando un gol con un tiro dotato della stessa precisione chirurgica di chi, da bambino, il naso all’allegro chirurgo non lo faceva suonare mai. Codice Fiscale.

Zielinski/Fabian: Rivitalizzati dalla cura Gattuso come i protagonisti della pubblicità della Red Bull dopo aver assunto l’Energy Drink, dimostrano che in campo sono tutt’altro che incompatibili, come quelle coppie su cui nessuno scommetterebbe in partenza ma che poi restano insieme tutta la vita. Nelle loro partite ci sono, ormai stabilmente, più “qualità” che in una telecronaca di Pardo e più giocate “incredibili” che in una di Piccinini. Entrambi vanno vicini al gol, e ad entrambi l’urlo in gola viene spezzato solo da un Pau Lopez crudele come le spietate signore che nei parchi bucano i Super Santos ai bambini. Rigenerati.

pubblicato il 06 luglio 2020