GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Napoli-Inter

Ospina versione Superman, Maksimovic il Gladiatore, Callejon uguale a Zorro e Mertens affetto stabile per tutta Napoli

di Bruno Marchionibus

Ospina: Il match del colombiano non inizia nel migliore dei modi, col nostro portiere che, insieme a tutta la difesa, in occasione del gol dell’Inter pare più in difficoltà di Gallera alle prese con i calcoli sull’indice di contagiosità. Ma David, a sorpresa, si riprende alla grande, e alla fine si conteranno quasi più miracoli nella sua partita, uno su Eriksen in particolare, che in un capitolo del Vangelo. Il lancio improvviso che dà il via all’azione del gol, poi, anche considerandone l’efficacia può essere catalogato come vera e propria opera d’arte, e meriterebbe un premio apposito. David di Donatello.

Mertens: Scrivi Dries e leggi “leggenda”. Con la rete di stasera i gol di Ciro superano per numero perfino i “cinguettii” di Burioni su Twitter. A quota 122 realizzazioni, il “Mertens non farà più di 8 partite da titolare col Napoli” di Eziolino Capuano, nella classifica delle profezie fallite, si colloca dietro solamente al “Il 2020 sarà un grandissimo anno” di Paolo Fox. Il belga riprende esattamente come aveva finito, segnando, come se il tempo non fosse passato, come quell’amore di gioventù che re-incontri dopo anni e ti rendi conto che è bello/a esattamente come se non l’avessi mai perduto/a di vista. Il rinnovo pare ormai cosa fatta; il contratto di Ciro durerà altri tre anni, la sua storia d’amore con Napoli per tutta la vita. Piezzo ‘e core.

Candreva/Young: Antonio nel primo tempo, quando parte, riesce a dare sempre qualche metro a Hysaj, proponendosi come ottimo testimonial per uno spot sul distanziamento sociale. Quanto ad Ashley, dal suo arrivo all’Inter Conte si affida a lui quasi sempre, trasportando dalla musica al campo il celebre “Forever Young”, ma stasera l’inglese non fa la differenza ed anzi rischia il doppio giallo, dimostrando che gli anni passano per tutti, anche per chi di nome fa “Giovane”. Ali spezzate.

Maksimovic: “Sono Maksimovic Decimo Meridio”. La partita di Nikola ricorda, per carisma, l’interpretazione di Russell Crowe nei panni de Il Gladiatore. Domina di testa su qualsiasi cross avversario come fosse Gulliver in mezzo ai Lillipuziani, ed esce vincitore dal confronto con Lukaku, che proprio Lillipuziano non è, come De Luca da quello con i laureandi intenzionati a festeggiare il proprio risultato accademico a marzo scorso. Sontuoso.

Lautaro: Distratto dalle voci sul Barcellona come uno studente universitario del primo anno in procinto di partire per l’Erasmus in Spagna. Nonostante cominci voglioso di bissare quanto di buono fatto al San Paolo in campionato, così, finisce per sparire dal campo come i dadi di lievito dagli scaffali dei supermercati durante il lockdown. A tratti ha la faccia più spaesata di Salvini quando ha scoperto che no, non si può togliere la mascherina neanche per scattare una foto. Road to Barca.

Insigne: Fin qui, con i suoi tre gol nella competizione, era stato il re di Coppe. Stasera, invece, nell’azione della rete azzurra pesca un sette di denari e lo porge a Mertens che mette la scopa decisiva. Sull’assist di Ospina scatta come il bolide appena ricevuto in regalo e tiene botta fisicamente in mezzo ai giganti della difesa nerazzurra, dimostrando che sì, a livello di fisico e altezza davvero a contare non sono i centimetri ma come li sai usare. Lamborghinsigne.

pubblicato il 14 giugno 2020