GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Napoli-Barcellona

Per essere ammonito, Busquets ha dovuto violare tutte le norme del codice penale, mezzo codice civile e dieci articoli del codice della strada

di Bruno Marchionibus

Mertens: Nella serata in cui il Napoli di Gattuso si preoccupa di non far fare il Messi a Messi, il Barca non fa altrettanto per impedire a Dries di fare il Maradona. Il folletto belga diventa così più che altro un elfo di Babbo Natale, che porta al pubblico partenopeo un dono tutto da scartare: una rete che suona la carica dei 121 grazie ad una traiettoria che è un arcobaleno di 7 colori e 7000 emozioni. L’esultanza, poi, è tratta evidentemente dalle pagine introduttive del Galateo di Monsignor Della Casa. Impensabile non rinnovare a uno che se si candidasse alle Comunali dell’anno prossimo sarebbe eletto Sindaco con almeno l’80% dei voti. Contratto a vita.

Griezmann: Grande festa alla corte di…Spagna quando l’uomo con lo stesso parrucchiere di Lady Oscar punisce il Napoli in occasione dell’unico tiro in porta dei blaugrana. Giocare nella patria del Tiki Taka dopo anni di Cholismo implica un cambio di filosofia come diventare testimonial di Burger King dopo anni di veganesimo, ma Antoine dimostra che il lupo può cambiare pelo, ma non perdere il vizio del gol. Cinismo.

Messi: La poesia della Pulce al San Paolo è composta di un solo verso, la giocata con cui al 57esimo Leo si “illumina d’immenso” e manda i suoi in gol. Per il resto del match, però, la gabbia preparata su di lui da Gattuso diventa una cella di sicurezza di Alcatraz dalla quale è impossibile evadere, con Demme e compagni che, più che marcare, stalkerizzano il talento argentino contenendone talento e fantasia. Ermetico.

Mario Rui: Va faccia a faccia con Vidal con lo stesso cuore impavido di un chihuahua che attacca un doberman, e con l’astuzia del pescatore che attira il pesce al suo amo. Non sa cos’è la paura, e questo in alcuni rischi che prende non per forza è un bene, ma di sicuro sa cosa sia la cazzimma, intesa in questo senso come cattiveria agonistica. El Grinta.

Zielinski: Dal punto di vista della mimica è un po’ come gli attori di soap opera; che le cose vadano clamorosamente bene o clamorosamente male ha una sola espressione facciale. Il talento, però, di certo non gli manca, e in occasione del gol ma non solo illumina le azioni offensive azzurre come le luci di Natale illuminano le strade a dicembre. In un calcio che predilige sempre più la fisicità alla tecnica, è una perla rara come un musicista di conservatorio in un mondo di trapper. Compositore.

Vidal: Prova a dare al Barcellona la sua garra, ma alla fine più che altro sgarra e riceve un cartellino rosso. Immagino che tanto nervosismo gli derivi dalla notizia dell’arresto del suo barbiere, con l’accusa sia di avergli fatto un taglio messo fuori legge dal Consiglio delle Nazioni Unite, sia di non avergli tagliato una barba dentro cui è stato avvistato perfino un nido di uccellini. Si porta dietro quella innata simpatia e sportività di chi ha vestito convintamente la maglia bianconera, come una macchia sulla fedina penale da cui è impossibile riabilitarsi. Pregiudicato.

pubblicato il 27 febbraio 2020