GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Inter-Napoli

L’unica giustificazione all’aver preso gol subito è che eravamo ancora scioccati dalla vista della nuova maglia dell’Inter

di Bruno Marchionibus

Caressa: Alla trecentesima volta in cui ripete “Broooz”, felice come un liceale che arriva fuori scuola e scopre che c’è sciopero, Bergomi, disperato, pensa seriamente di irrompere momentaneamente su Canale 5 a Temptation Island e chiedere un falò di confronto per abbandonarlo all’istante. Fa un’immersione ad ogni calcio d’angolo, tanto che viene da pensare che per le prossime telecronache più che monitor e microfono abbia bisogno di maschera e bombole, e tra lo stupore generale afferma ad inizio secondo tempo: “rimessa per l’Atalanta”. D’altra parte, è ovvio che viste sott’acqua le immagini della partita possano arrivare così confuse da confondere le squadre in campo. Enzo Maiorca.

Lautaro Martinez: Esulta con il segno provocatorio del “parlate, parlate” verso gli spalti completamente vuoti e le cose sono due: o ha un meccanismo di rifiuto verso tutta questa situazione, o nell’intervallo aveva preso questione con una decina di sediolini del primo anello di San Siro. Dicono pensi già a giocare al fianco di Messi e Suarez; dalla mezz’ora che ha giocato non sembra, ma se fosse così, gli chiederei gentilmente di spiegare anche ai nostri come si fa a concentrarsi già da ora mentalmente sul Barcellona. L’uomo che litigava coi sediolini.

Koulibaly/Lukaku: Un duello tra due pesi massimi così non si vedeva dai tempi del “The Rumble in the Jungle” tra Alì e Foreman. Il più delle volte, forse, la parte di Cassius Clay spetta al gigante belga, ma anche Kalidou non è da meno e tiene botta, trasformando il Meazza nel Madison Square Garden, e causando ad ogni contrasto con Romelu il serio rischio di uno spostamento dell’asse terrestre, o quantomeno di un’attività sismica a Milano e provincia. Pesi massimi.

Milik: Approccia la partita con la stessa energia e voglia di fare con cui io ho approcciato l’altra mattina un’ora e mezza in fila alla posta, tanto che il maggior segno di vitalità lo mostra al momento del cooling break quando scatta verso la panchina per bere. E a un certo punto, sul finire del primo tempo, Gattuso gli lancia un urlo dalla panchina così forte che non ho capito se lo avessi sentito dal televisore o direttamente dalla finestra aperta; sarà, quella tra il polacco e il Napoli, una di quelle storie d’amore mai pienamente realizzate che lasciano tanti interrogativi sul se ci si fosse incontrati in momenti diversi. Impalpabile.

Brozovic: L’uomo che in modo decisamente Epic ha conquistato il web, sta conquistando pian piano anche Conte e San Siro. Ad ogni “Broooz” di Caressa viene sinceramente da sperare che sia l’ultimo pallone che il croato tocchi, e invece per la felicità del buon Fabio il centrocampista nerazzurro è sempre nel vivo della manovra interista, permettendo al telecronista di mostrare tutta la sua esaltazione nel nominarlo e al sistema nervoso di Bergomi di mettere alla prova la propria resistenza. Mario Broz.

pubblicato il 29 luglio 2020