GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Cagliari-Napoli

Noi alla musica abbiamo dato Pino Daniele e Bennato, loro Carta e Scanu. Moralmente meritavamo di vincerla

di Bruno Marchionibus

Mertens: Bisogna assolutamente trovare un punto di cont(r)atto tra calciatore e società. Risolve la partita con un tiro a giro, anzi, alla Ciro. Da napoletano vero, e quindi uomo d’amore, a due giorni da San Valentino fa baciare pallone e palo interno, siglando il gol decisivo. Cupido.

Klavan: Comanda la difesa cagliaritana nel primo tempo, poi nella ripresa si fa “cucinare” ben bene da Mertens in occasione del gol, come fosse uno dei Quattro Sardi in Padella Findus. Prova nel finale a sorprendere Ospina con un tiro da talmente lontano che il pallone percorre la stessa distanza della tratta coperta dai traghetti Civitavecchia-Olbia. Wilma dammi la Klavan.

Elmas: Se il suo connazionale Alessandro Magno, coi suoi eserciti, conquistò il mondo, lui con la sua maglietta militare prova a conquistare Cagliari. Schierato nel tridente offensivo dà equilibrio alla squadra. E’ un po’ come la maglia della salute; quando vuoi stare più coperto la tiri fuori dal cassetto e la metti. Crescita continua.

Manolas/Maksimovic: La coppia della doppia “M” mantiene ancora una volta la porta del Napoli imbattuta. Nikola, in alcune occasioni, abbocca alle finte degli avversari con la stessa facilità con cui i bimbi abboccano al classico “ti ho rubato il naso”, ma al momento questo è il Maksimovic che passa il convento e va bene così. Kostas domina nell’area azzurra come Zeus dominava sull’Olimpo, tanto che fosse nato nello stesso posto ma migliaia di anni prima, avrebbe senza dubbio potuto far parte dei 300 di Leonida. M & M’s.

Pellegrini: Smentisce categoricamente la massima da social “ma che ne sanno i 2000?”, dimostrando che lui, su quella fascia sinistra, ne sa e come. In un calcio come quello moderno in cui quando giocano contro gli azzurri e i rossoblù in campo non ci sono né gli azzurri né i rossoblù, sono i giovani di belle speranze come lui l’unica bella speranza che abbiamo. Promessa da mantenere.

Fabian Ruiz: Sta recuperando sicurezza con la stessa rapidità con cui il PD ha recuperato consensi dopo la fuoriuscita di Renzi. Non è ancora il meraviglioso centrocampista ammirato nella scorsa stagione, ma non è neanche più la copia sbiadita di Mirko Valdifiori vista nei primi mesi di questa stagione. Di nuovo tra noi.

Cragno: Hanno ucciso l’uomo Cragno, chi sia stato non si sia. Stavolta, invece, il killer ha un nome, un cognome e un soprannome: Dries “Ciro” Mertens. Al di là del gol, è chiamato in causa da Elmas nella prima frazione e da Zielinski nella seconda, e risponde con la stessa prontezza con cui Tar e Consiglio di Stato stanno rispondendo a ricorsi e controricorsi relativi al maxi-concorso della Regione Campania. Incolpevole.

pubblicato il 17 febbraio 2020