I GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Barcellona-Napoli

Lenglet ha violato codice penale, civile, codice della strada, regole morali e usi e consuetudini; per Cakir però è tutto regolare

di Bruno Marchionibus

Lenglet: Più che un’azione da gol una rissa da saloon. Il difensore blaugrana prima prende per il collo Demme come nemmeno Homer Simpson a Bart quando gli urla “Brutto Bagarospo”, poi lancia il povero Diego contro Koulibaly come in un incontro di wrestling, improvvisando così una partita di domino umana. Come in un gioco della Settimana Enigmistica, a questo punto si potrebbe chiedere agli telespettatori “trovate i dodici motivi per cui questo gol deve essere annullato”; il Var, però, che probabilmente sta ancora guardando la puntata di Paperissima andata in onda prima della partita e scambia il tutto per una gag del Gabibbo, inspiegabilmente convalida, condizionando, e non poco, il match. WWE.

Cakir: il direttore di gara con la mimica facciale di chi da bambino più che l’arbitro voleva fare l’attore di soap si rende subito protagonista. Dopo il goal che convalida a Lenglet, non si può gridare al Barcellona “Siete come la Juve”, maè alla Juve che si potra’ gridare “Siete come il Barcellona”. Aiutato dal Var, che in occasione del vantaggio spagnolo può essere considerato complice di reato più che supporto tecnologico, annulla poi un gol a Messi, per un tocco di mano impercettibile, e concede un rigore al Barca, quando Koulibaly confonde Messi e il pallone e prova a rinviare la Pulce verso gli attaccanti azzurri. Cose turche.

Koulibaly: L’ex allenatore della Juve una volta disse che Reina aveva il joystick di Kalidou; ecco, il timore è che probabilmente Pepe se lo sia messo per sbaglio in valigia e il nostro difensore non risponda più ai comandi di nessuno e sia andato in tilt. Non ha colpe sul primo gol, quando Lenglet decide di improvvisare un’esibizione di tiro con l’arco dove Demme è la freccia e lui il bersaglio, ne ha però su tante situazioni dove appare incerto, confuso, quasi svogliato, e quando in piena area abbatte Messi confondendo il gioco del calcio col gioco dei calci. Britos esci da questo corpo.

Messi: È talmente rapido che quando parte spesso viene da pensare di aver premuto per sbaglio il tasto “Avanti velocità x30” del telecomando. È il genio della lampada, che realizza i desideri dei tifosi del Barca senza che nemmeno debbano esprimerglieli. Brilla di luce propria; è la luce che nelle notti di Champions, quando è in campo, renderebbe inutile perfino accendere i riflettori. E, soprattutto, è il giocatore attualmente più forte al mondo, un leone, distante anni luce da chi invece da un Lione è stato buttato fuori. Il gol è una gemma, ma per lui non così rara, considerando che ci sono più perle nella sua carriera che in un prezioso collier. E luce fu.

Insigne: Ormai, quando alla fine delle partite del Napoli ci si domanda chi è stato il migliore in campo, si potrebbe tranquillamente fare “Copia e Incolla” col nome di Lorenzo. Cresciuto tanto in personalità e convinzione sotto la guida Gattuso, gioca una partita che fa dimenticare a tutti i tifosi dell’infortunio di sette giorni fa e dei tanti dubbi legati alla sua presenza in campo, come se gli agenti di Men In Black ci avessero “sparafleshato” cancellandoci la memoria dell’ultima settimana. È il primo italiano della storia della Champions ad aver segnato sia al Bernabeu che al Camp Nou, espugnando così stadi importanti con la facilità con cui Bobo Vieri conquistava all’epoca Veline. Capitano mio Capitano.

Mertens/Lozano: Un palo per uno non fa male a nessuno. O, forse, fa male a tutti. I giocatori del Napoli, si sa, quest’anno sono particolarmente legnosi; non nel senso di imballati nei movimenti, per carità, ma proprio in quello di propensi a colpire legni. Quando Dries dopo appena un minuto, però, prende un palo che avrebbe potuto mettere la partita su binari completamente diversi, si inizia francamente a pensare che la fortuna magari è anche cieca, ma la sfiga con noi ci vede benissimo. Palo anche per Lozano nel finale, così, giusto per far terminare la stagione esattamente nello stesso modo in cui era iniziata e si era poi protratta. I pali non vanno in vacanza.

pubblicato il 09 agosto 2020