L’AVVERSARIO

Hernandez: il “diavoletto” rossonero

Il promettente esterno sinistro bocciato dal Real e voluto da Maldini a Milano ma che poteva vestire la maglia azzurra

di Lorenzo Gaudiano

Il pallone in casa rotola di continuo. Le urla della madre risuonano all’interno delle mura ma i piccoli Lucas e Theo Hernandez non ci fanno caso. Ci sarebbe il cortile per giocare a calcio, per evitare soprattutto di rompere qualche gingillo sparso qua e là sui mobili del salotto. La tv è accesa, papà Jean a breve scende in campo con il suo Rayo Vallecano e i due fratellini non possono, e non vogliono, perderselo. Fino a quando avevano rispettivamente 7 e 5 anni quest’immagine si ripeteva praticamente ogni domenica. Un giorno però Jean-Francois Hernandez a casa non è più tornato, sparendo all’improvviso e lasciando in lacrime i due bambini che attendevano il suo ritorno per palleggiare un po’ con lui e divertirsi tutti quanti insieme. La mamma spaesata non sa più cosa fare, sa che da ora in poi ci sarà soltanto lei per i suoi figli. Li abbraccia, fa un sospiro profondo e concede ai suoi bambini, per una volta tanto senza urla, di giocare con il pallone in casa.

I brividi al Bernabeu

A Madrid le strade dei due fratelli già si dividono: Lucas va all’Atletico; Theo va al Rayo Majadahonda. Terzini sinistri entrambi, come il papà, eppure i due Hernandez non riescono ad essere in vera competizione. Fuori dalle rispettive squadre giovanili continuano a palleggiare insieme, ad allenarsi con determinazione per diventare grandi e forse anche per cancellare il ricordo del papà che li ha abbandonati. Theo nel frattempo passa anche lui all’Atletico mentre il fratello esordisce e si afferma prima nella seconda squadra dei Colchoneros, poi nella prima. Un prestito all’Alaves e all’improvviso l’interesse del Real Madrid. È l’occasione della vita, la mamma salta dalla gioia, anche se per una volta i due fratelli in campo saranno rivali. L’ingresso al Bernabeu nel 2017 è da brividi, uno stadio pieno accoglie il nuovo terzino che prova come da rito nelle presentazioni a palleggiare dinanzi ai nuovi tifosi. Il piede trema per l’emozione, gli applausi comunque non mancano come del resto la sua qualità.

Qualche stupidaggine di troppo

Sembra una favola, ma mai sottovalutare l’assenza della figura paterna nella vita di un ragazzo. Arriva la convocazione di Sylvain Ripoll per la Francia Under 21 ma Theo non si presenta, interrompendo il suo percorso di crescita con le varie categorie giovanili della nazionale francese. Un ventesimo compleanno che si preannuncia abbastanza infelice, festeggiato però come si deve con una grande festa per dimenticare la delusione. Qualche giorno dopo circola una foto del terzino con due nani in tenuta blancos che gli puntano una pistola alla testa. La dirigenza del Real Madrid è delusa, perché da quelle parti tali atteggiamenti non sono ben accetti. La denuncia di una starlette russa, che lo accusa di violenze, complica ancora di più le cose, incrinando il rapporto con i piani alti della società. A fine stagione il passaggio alla Real Sociedad, una nuova opportunità per lasciarsi alle spalle un anno abbastanza movimentato.

Sulle orme di Maldini

Per Theo è arrivato il momento di cambiare aria, di misurarsi con un nuovo campionato ed una nuova realtà calcistica. Il Milan ha bisogno di un terzino e il francese non esita ad accettare. Si riduce persino l’ingaggio per indossare la maglia di una delle squadre più titolate in Champions e giocare nel ruolo dove Paolo Maldini ha lasciato un segno indelebile. Al primo gol in rossonero nella sfida contro il Genoa negli spogliatoi squilla il cellulare. È il fratello Lucas, ora al Bayern Monaco, che naturalmente gli fa i complimenti. I due si chiamano praticamente sempre, non possono fare a meno l’uno dell’altro, soprattutto ora che sono grandi e che hanno vissuto dall’infanzia con un grande vuoto, impossibile da colmare, che li ha uniti ancora di più e li ha guidati in un cammino finora pieno di soddisfazioni.

Theo parla di se stesso

“Ho fatto qualche stupidaggine ma sono maturato tanto come persona e ora mi considero un tipo scherzoso, ma tranquillo, che passa tanto tempo a casa con i suoi cani o a vedere tennis in tv

“È un onore essere stato scelto da Paolo Maldini. Ha fatto la storia del calcio, non soltanto del Milan, e con me è stato molto convincente. Non ci ho messo molto a decidere di accettare l’offerta. È un mito, inarrivabile. Paolo è un difensore che ha fatto la storia del calcio, credo sia un modello per tutti

“Le parole di Maldini mi hanno caricato. Quando uno come Maldini dice che posso diventare tra i migliori terzini al mondo mi sono emozionato. È importante ora lavorare e cercare di migliorare sempre. Sono qui anche per imparare a difendere meglio. Sono giovane e ho tanto tempo per crescere

pubblicato su Napoli n.18 del 23 novembre 2019