LA SFIDA DI CHAMPIONS

Gli operai azzurri contro i fenomeni blaugrana

Gattuso con umiltà per creare difficoltà ai campioni di Spagna guidati da Setién che ha lanciato Fabian Ruiz al Betis

di Bruno Marchionibus

Una “manita” da riscattare

Il gran giorno è arrivato e il San Paolo si prepara ad ospitare quella che a tutti gli effetti rappresenta una serata di gala per Napoli e la sua squadra. Il Barcellona infatti negli ultimi 15 anni, oltre a salire per ben quattro volte sul tetto d’Europa, ha conquistato come nessun’altra squadra a livello internazionale i favori di critica e tifosi, grazie alla sua filosofia di gioco ed a fuoriclasse assoluti che hanno fatto innamorare ogni appassionato di football in giro per il mondo. L’arrivo dei blaugrana a Fuorigrotta, inoltre, porta con sé tante “storie nella storia”, a partire dalla prima di Messi nel tempio di Maradona, il D10s che per la “pulce” ha rappresentato una sorta di fantasma per tutta la sua carriera.
Rimanendo all’aspetto più empirico del gioco, quello del campo, è chiaro che l’obiettivo del Napoli, in un doppio confronto che vede i ragazzi di Gattuso partire, nonostante le assenze tra le file dei catalani, con gli sfavori del pronostico, dovrà essere innanzitutto quello di ben figurare e di terminare il primo round dell’ottavo di finale con un risultato che consenta di mantenere il discorso qualificazione aperto almeno fino alla gara del Nou Camp.
Se Insigne e compagni riuscissero, anche grazie all’apporto del pubblico amico, a portare a casa un risultato positivo questa sera, sarebbe poi a Barcellona che i partenopei si giocherebbero il tutto per tutto per firmare un’impresa che rimarrebbe negli annali. Proprio nella casa del Barça, nell’agosto 2011, gli azzurri, che sotto la guida di Mazzarri si preparavano ad affrontare la prima Champions dell’era De Laurentiis, subirono una “manita” dagli spagnoli in occasione del Trofeo Gamper. Il match di ritorno del 18 marzo in terra iberica, così, potrebbe rappresentare anche l’occasione per “riscattare” quel 5 a 0 estivo di ormai quasi dieci anni fa; partita di cui, ad onor del vero, ci si ricorderà sempre anche per un meraviglioso gol in rovesciata del Matador Cavani annullato sul punteggio di 0 a 0.

Italia vs Spagna: spettacolo e sorprese

Negli ultimi anni sono stati molteplici gli incroci tra squadre italiane e spagnole nella massima competizione continentale per club, con sfide che hanno regalato emozioni ed in qualche caso anche clamorose sorprese. Il Napoli, nella stagione 2016/17, negli ottavi di finale si trovò di fronte il Real Madrid di Zidane (in panchina) e Ronaldo, venendo sì sconfitto tanto all’andata che al ritorno per 3 a 1 ma mettendo in mostra, a tratti, un calcio spettacolare e dimostrandosi meno inferiore agli avversari rispetto a quanto detto dal punteggio. Le stesse merengues, al termine di quella annata, si aggiudicarono la “Coppa dalle grandi orecchie” superando in finale la Juve con un netto 4 a 1; Juventus che, due anni prima, si era vista fermare sul più bello dal Barcellona, Campione d’Europa 2015 con un perentorio 3 a 1. Ed è stato proprio il Barcellona, poco più di due mesi fa, a estromettere l’Inter di Conte dalla fase a gironi della competizione battendola prima in Spagna e poi, nonostante la qualificazione già ottenuta ed una formazione ampiamente rimaneggiata, anche nell’ultimo atto del Gruppo F a San Siro.
Gioie italiane, invece, sono state due rimonte clamorose, tra le quali la più recente è quella della Juventus sull’Atletico Madrid dello scorso anno, quando la Signora ribaltò a Torino il 2 a 0 Colchoneros dell’andata. La più epica delle remuntade, in ogni caso, rimane quella firmata dalla Roma di Di Francesco nell’aprile del 2018 nei confronti del Barça, quando il 4 a 1 blaugrana del Nou Camp fu completamente capovolto dal 3 a 0 giallorosso dell’Olimpico, con i capitolini qualificati per le semifinali e Manolas eroe della serata.

I precedenti tra Cruijff e … Dzemaili

Tra Napoli e Barcellona non ci sono precedenti ufficiali, ma le due compagini si sono affrontate, nel corso della loro storia, più di una volta in amichevole. Oltre al Gamper del 2011 ed alle due vittorie spagnole nei match disputati oltreoceano la scorsa estate (2 a 1 e 4 a 0 i risultati finali), azzurri e blaugrana si sono trovati di fronte in altre due occasioni. La prima risale al 1978, quando i partenopei di Di Marzio e Savoldi, in fase di preparazione alla finale di Coppa Italia poi persa con l’Inter, pareggiarono per 1 a 1 col Barça di Cruijff, impegnato in una tournée europea prima che il genio olandese lasciasse il Vecchio Continente per approdare agli Aztecs di Los Angeles. Unico successo napoletano, invece, nell’estate del 2014, quando il Barcellona, ad onor del vero imbottito di giovani, fu superato nel finale dal Napoli di Rafa Benitez grazie ad un tiro dalla grande distanza di Blerim Dzemaili.

L’INTERVENTO

Maurizio de Giovanni
tra speranze e orgoglio azzurro

Maurizio de Giovanni, apprezzato scrittore di noir all’italiana ma anche tifosissimo della squadra azzurra, è fiducioso in vista della super sfida al Barcellona e punta tutto sull’orgoglio dei calciatori partenopei.

Il San Paolo è pronto ad ospitare il Barcellona, una delle squadre più forti del mondo. Che partita si aspetta Maurizio de Giovanni?

«Io mi aspetto innanzitutto una partita bella, spettacolare. È chiaro che in partenza il Barcellona sia nettamente favorito, ma proprio il fatto di avere un pronostico chiuso a favore dei catalani potrebbe rivelarsi un vantaggio per il Napoli. In teoria la partita “è persa”, dunque i partenopei potranno giocare sereni, senza obblighi di risultato; e quando la squadra azzurra scende in campo serena, soprattutto contro compagini come il Barça che, per filosofia, vogliono imporre il proprio gioco, normalmente riesce quantomeno a ben figurare. Quindi posso dire che io ho delle speranze».

Quale potrebbe essere l’arma in più a disposizione degli azzurri per provare a impensierire gli spagnoli? C’è un giocatore in particolare che potrebbe fare la differenza?

«Più che un giocatore in particolare io credo che, in generale, contro un avversario di tale livello l’arma in più degli azzurri dovrà per forza di cose essere l’orgoglio, la voglia che certi calciatori dovranno avere di dimostrare che sono all’altezza di un palcoscenico come quello rappresentato da un ottavo di Champions al cospetto del grande Barcellona».

I biglietti per la gara di questa sera sono andati a ruba. Anche il pubblico sugli spalti a Fuorigrotta dovrà fare la sua parte…

«L’apporto del San Paolo, certamente, è sempre fondamentale. Ma anche al Nou Camp si gioca in un’atmosfera “impressionante”, quindi dal punto di vista ambientale, nel complesso dei 180 minuti della sfida, non credo ci sia la possibilità di “imporre” qualcosa. Quello che c’è da “imporre” senz’altro, ripeto, è l’orgoglio dei nostri calciatori».

Dal punto di vista tattico il modello di partita da riproporre dovrà essere quello che ha permesso recentemente agli azzurri di superare la Juventus e l’Inter?

«Sì, esattamente. Come ho detto, il Napoli ha dimostrato di essere in grado di saper affrontare questo tipo di partite contro questo tipo di avversari e di riuscire sempre a fare bella figura».

pubblicato su Napoli n.24 del 25 febbraio 2020