/ L’OPINIONE

Gianni De Biasi: a Dimaro un clima familiare

L’ex tecnico dell’Albania parla della scelta del precampionato partenopeo e della nuova difesa del Napoli

di Giovanni Scotto

Si parte. C’è chi vola in America, c’è chi preferisce il Qatar e c’è chi, come il Napoli, resta fedele alla tradizione. Fino al ventisei luglio gli azzurri saranno a Dimaro per preparare la prossima stagione. Un appuntamento che si ripete da nove anni e che vede protagonisti i tifosi azzurri, pronti ad invadere pacificamente la Val di Sole. Per Ancelotti saranno tre settimane importanti per mettere a punto progetti ed idee di carattere tecnico-tattico, per valutare alcuni calciatori ancora in bilico e per accogliere quelli che a breve arriveranno. I vantaggi del ritiro “old style” sono innegabili secondo l’opinione di Gianni De Biasi, allenatore di grande esperienza nazionale e internazionale.

Fino al 26 luglio il Napoli lavorerà a Dimaro per prepararsi alla prossima stagione: dal momento che tante società partiranno sin da subito per le tournée, quale importanza continua a rivestire, oggi, il ritiro precampionato?

«Se ci sono le condizioni, è sempre positivo portare avanti un certo tipo di lavoro. Un minimo di preparazione serve, ritengo sia indispensabile per costruire il gruppo, per sistemare la squadra, per conoscersi reciprocamente. Poi capisco anche le esigenze economiche dei club che oggi come oggi hanno bisogno di fare cassa partecipando a queste tournée. Si potrebbe trovare un compromesso, magari non più le tre settimane ma almeno una decina di giorni perché un certo tipo di lavoro, alla fine, giova a tutti».

Ventuno giorni, sembra un ritiro d’altri tempi. Ormai in pochi li fanno così lunghi.

«È vero. Si tratta di un segnale dei tempi che cambiano. Prima non si facevano amichevoli internazionali o tournée all’estero, oggi le cose sono cambiate. Eppure il Napoli riesce a fare un ritiro così lungo senza rinunciare ad amichevoli di prestigio. Evidentemente hanno capito che è il modo migliore per preparare la stagione, e anche Ancelotti lo sa. A Dimaro si lavora bene, e i calciatori sono contenti di stare lì. Mi risulta che spesso i loro familiari li raggiungono per stare qualche giorno insieme. Insomma c’è un clima familiare. Anche De Laurentiis sta in Trentino in pianta stabile per tutto il periodo, sposta lì il suo quartier generale. Anche questo ci fa capire come per il Napoli sia più di un semplice ritiro precampionato. Ma una vera e propria sede estiva».

In ritiro la squadra ritroverà il “vecchio allenatore” mentre le altre big del campionato hanno dato vita ad una vera e propria rivoluzione tecnica: può essere un ulteriore vantaggio per gli azzurri?

«In linea del tutto teorica è sicuramente un vantaggio, poi il calcio ci ha abituato a tante sorprese, sia in positivo che in negativo. Certo, lavorare con un gruppo che già conosci e che hai avuto modo di plasmare lo scorso anno è positivo, ti consente di accelerare la programmazione mentre gli altri dovranno ripartire da zero. Carlo potrà fare tutto con calma, il tempo può essere un alleato prezioso in questo senso perché non hai né l’esigenza né l’obbligo di soffermarti su determinati aspetti che inevitabilmente rallentano il percorso di formazione della squadra».

Fuori Albiol, dentro Manolas: cosa perde e cosa guadagna il Napoli con questo avvicendamento?

«Manolas è una garanzia sotto il profilo fisico e tattico. Ha grande corsa ed esplosività, proprio come Koulibaly. Poi penso che il passaggio dalla Roma al Napoli possa solo fargli bene sotto il profilo della voglia e delle motivazioni perché a un certo punto, per un calciatore, è anche giusto cambiare per trovare nuovi stimoli altrove. Non penso che questo avvicendamento possa in qualche modo compromettere la solidità difensiva del Napoli perché sono certo che Manolas si adatterà molto bene alle richieste di Carlo Ancelotti».

Tre settimane importanti anche sotto il profilo tattico: Ancelotti ripartirà dal 4-4-2 o si aspetta qualcosa di nuovo anche in relazione alle recenti voci di mercato?

«Prematuro parlarne adesso, l’unica certezza è rappresentata dalla difesa a quattro perché Carlo è sempre partito da questa base. Poi molto dipenderà dalle caratteristiche dei giocatori che gli verranno messi a disposizione, lui è uno bravo a cucire l’abito giusto in base al materiale di cui dispone, non ha preconcetti in questo senso».

Il Napoli ritroverà sulla panchine della principale rivale quel Maurizio Sarri etichettato come traditore: da collega, come valuta la scelta dell’ex allenatore azzurro?

«Maurizio ha fatto la scelta giusta, si è guadagnato questa opportunità sul campo e a sessant’anni non poteva certo farsi sfuggire questa possibilità, peraltro dopo aver vinto anche a Londra, alla sua prima esperienza all’estero. La Juventus ha una grande società e una grande squadra, lui è un professionista e ha agito rispettando il suo lavoro. Per lui sarà una grandissima sfida, impegnativa ma al tempo stesso anche emozionante».

E il futuro di Gianni De Biasi?

«Per ora sono in vacanza (ride, ndr). Aspetto la chiamata giusta per ritornare in pista».

pubblicato su Napoli n.12 del 13 luglio 2019