GLI EDITORI

Giallo o Noir? Parola a quattro editori

Aldo Putignano, Alessandro Polidoro, Rosario Bianco e Diego Guida parlano di Maurizio de Giovanni e dell’editoria campana

di Giovanni Gaudiano

La saga del Commissario Ricciardi chiude o forse s’interrompe ma il lavoro di Maurizio De Giovanni prosegue e proseguirà. Il lavoro del romanziere ha segnato ad oggi un punto fermo nel genere noir e dai consensi che ha raccolto tra il pubblico quanto tra la critica è chiaro come non si possa più parlare di un fenomeno ma di un autore consolidato del quale si aspettano con ansia i prossimi lavori. Abbiamo rivolto a quattro editori napoletani, Aldo Putignano di Homo Scrivens, Diego Guida di Guida Editori e presidente degli editori italiani, Alessandro Polidoro dell’omonima casa editrice e Rosario Bianco della Rogiosi Editore, tre domande per meglio esplorare il genere, l’opera di De Giovanni e lo stato dell’editoria.

I quesiti rivolti:

1) Quale è per lei la differenza sostanziale tra giallo e noir?
2) Cosa ne pensa del successo di De Giovanni e dell’addio di Ricciardi?
3) Che periodo attraversa l’editoria in Campania ed in generale in Italia?

Aldo Putignano

1) Il giallo è un gioco intellettuale che parte da un evento nefasto e le indagini che ne scaturiscono servono ad analizzare le persone, la società quindi idealmente il mondo che gira intorno alla storia. Il noir scompagina le carte perché non ha come obiettivo la certezza di una soluzione, tipica del giallo, può non arrivare ad una soluzione e questo serve ad aggiungere inquietudine nel lettore.

2) Per quanto riguarda la carriera di Maurizio ritengo sia un unicum nella moderna storia letteraria perché si è trattato di un arrivo improvviso che ha ottenuto immediatamente grande attenzione e grandi risultati in Italia e all’estero. In questo panorama Ricciardi ha avuto un preciso ruolo in una scrittura che si caratterizza per vari aspetti: quello umoristico, quello storico con il racconto di un’epoca fino ad arrivare a quello horror. Ritengo inoltre che in Maurizio sia forte il desiderio di rilanciarsi trovando nuove strade ed affrontando nuove sfide per mettersi sempre in discussione. Dispiace non leggere più di Ricciardi ma siamo anche tutti curiosi di vedere che strade De Giovanni prenderà.

3) Credo che l’editoria napoletana sia in grande fermento, ha superato la fase di un’editoria tradizionale legata agli editori-librai che nella nostra città hanno svolto un ruolo determinante per approdare ad un ambito nazionale come dimostra il fatto che tra gli scrittori italiani più letti ci siano diversi autori campani. Poi manifestazioni come “Ricomincio dai libri” e ancora di più “Napoli-Città-Libro” testimoniamo di un’attenzione importante e anche che il dialogo è ripartito.

Diego Guida

1) Credo che pochi siano in gradi di comprendere la vera differenza letteraria tra giallo e noir. Maurizio è riuscito a costruire un percorso anche di dialogo con i suoi lettori e penso che questo sia importante. Ritengo inoltre che De Giovanni abbia il merito di aver contribuito a valorizzare la nostra città con la descrizione dei posti e dei luoghi che troviamo nelle sue opere.

2) Apprezzo molto la scelta di De Giovanni perché dimostra il coraggio di inventarsi un nuovo personaggio mentre poteva vivere sugli allori di uno già noto al grande pubblico. Avere il coraggio di presentarsi con un novità vuol dire essere attento al mutamento dell’umore dei lettori e quindi personalmente plaudo a questa sua scelta.

3) Credo ci siano una serie di concomitanze che ci fanno tornare all’attenzione nazionale come editoria partenopea e campana. Sono convinto che il grande successo di alcuni nostri autori su tutto il territorio nazionale, anche se i libri sono stati pubblicati da case editrici non napoletane, combinato con il successo delle due edizioni del Salone del libro a Napoli ci abbiano riportato un po’ alla ribalta nazionale ed internazionale. La città è stata riscoperta per quella che in realtà è, oggi Napoli ha un’immagine diversa da spendersi all’esterno che ha permesso di abbandonare i soliti stereotipi.

Alessandro Polidoro

1) Credo che la chiave di lettura sia quella della contaminazione anche tra giallo e noir che sono due generi che possono avvicinarsi tra loro e attrarre una platea di lettori eterogena e più vasta rispetto ad una classificazione troppo rigida.

2) Il successo di De Giovanni è da considerarsi meritatissimo, ha dimostrato di essere un creativo che ha saputo attraversare diverse forme artistiche come la scrittura, la sceneggiatura, il teatro, il cinema, la televisione dimostrando di essere un artista camaleontico capace di raggiungere un pubblico molto vasto. L’editoria campana ha ricevuto grandi beneficio dal suo lavoro.

3) È un periodo di grande fermento e ciascuna azienda editoriale sta puntando sulla qualità, sulla specializzazione e sulla competenza. Quest’atteggiamento sta portando gli editori campani ad essere osservati e ad avere un preminenza ed un’importanza anche a livello nazionale. C’è ancora tanto da fare, da lavorare sulla promozione e sulla distribuzione ma le buone intenzioni, le competenze e le qualità ci sono.

Rosario Bianco

1) Il giallo presenta una trama contorta, quasi enigmatica mentre il noir rappresenta un genere distinto che in qualche maniera si contrappone al giallo nel senso che ha seri paradigmi di violenza, è molto più duro e poco enigmatico e non ha come obiettivo la ricerca della soluzione.

2) Maurizio è una persona coerente. Questa sua scelta gli dà ancora più lustro, più spessore sia come uomo che come scrittore perché ha mantenuto i presupposti che aveva anticipato. Con Ricciardi ha esplorato un tipo di narrazione territoriale nella quale si sono riconosciuti un po’ tutti i napoletani perché Maurizio è bravo non solo nella descrizione dei luoghi ma del humus, del vissuto dei luoghi stessi. Il suo lavoro però ha raggiunto il risultato di coinvolgere anche quelli, non napoletani, che amano la parte positiva della nostra città.

3) Credo che l’editoria campana non ha mai attraversato un periodo di crisi come fermento culturale perché le vendite sono un argomento da trattare a parte. A questo proposito mi piace sottolineare come sia un dato di fatto che coinvolga tutta la regione e come l’iniziativa non sia mai venuta meno. Il momento attuale vede una bella reazione dell’editoria organizzata che forse si è avvalsa dell’organizzazione del Salone del Libro per allargare la propria attività. C’è tanta vitalità anche se vediamo che i nostri migliori autori per forza di cose sono pubblicati da case editrici non napoletane e non campane ma questo fa parte del gioco dell’impresa.

pubblicato sull’inserto dedicato a Maurizio de Giovanni di Napoli n.13 del 07 agosto 2019

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