L’APPROFONDIMENTO

Europa League: un torneo in forte crescita

Stasera si disputerà l’andata degli ottavi di finale, mentre Roma e Inter non scenderanno in campo

di Francesco Marchionibus

Si giocano oggi le partite di andata degli ottavi di finale della Europa League, anche se Roma e Inter impegnate nella sfida incrociata italo-iberica con Siviglia e Getafe non scenderanno in campo a causa della diffusione sempre maggiore del Covid-19.
Vincere l’Europa League non è più solo un traguardo internazionale di prestigio, anche se di secondo piano rispetto alla Champions: vista la crescita che il torneo ha avuto negli ultimi anni, arrivare in fondo significa ora anche ottenere discreti guadagni.
Nelle ultime cinque edizioni l’ammontare dei ricavi distribuiti dalla UEFA alle società partecipanti all’Europa League è passato dai circa 400 milioni della stagione 2015-2016 ai 560 di quella 2018-2019 (confermati per l’edizione in corso), con un incremento di circa il 40%. Ma secondo quali criteri viene distribuito questo ricco montepremi?
Il 25% (140 milioni) viene ripartito in parti uguali tra tutti i 48 club qualificati alla fase a gironi, che dunque ricevono 2,92 mln ciascuno.
Il 30% (circa 168 mln) viene attribuito in base ai risultati, con 570 mila euro per ogni vittoria e 190 mila euro per ogni pareggio nel girone di qualificazione, un bonus di 1 milione per il vincitore del girone, 500 mila euro per la qualificazione ai sedicesimi, 1,1 mln per quella agli ottavi, 1,5 per i quarti, 2,4 per il raggiungimento delle semifinali, 4,5 mln per chi arriva in finale e ulteriori 4 mln per la vittoria del trofeo.
Un ulteriore 15% del montepremi (84 mln) viene suddiviso facendo riferimento al ranking decennale, e cioè alla classifica stilata sulla base dei risultati ottenuti in Europa negli ultimi dieci anni (attualmente Inter e Roma sono rispettivamente al 28° e 29° posto).

Infine, il restante 30% (altri 168 mln) viene assegnato sulla base del cosiddetto “market pool”, e cioè dei diritti televisivi, tenendo conto del valore proporzionale dei mercati televisivi nazionali dei club partecipanti alla Europa League e dei risultati ottenuti da ogni squadra nelle competizioni nazionali della stagione precedente.
Al montepremi UEFA si dovranno poi sommare gli incassi al botteghino delle sette partite disputate in casa nel corso del torneo dalle due squadre che riusciranno a raggiungere la finale di Danzica del prossimo 27 maggio.
Dunque la squadra che si aggiudicherà l’edizione 2019/2020 dell’Europa League succedendo al Chelsea campione in carica, potrà incassare un importo complessivo di 20/25 milioni, oltre alla quota derivante dal market pool televisivo e agli incassi al botteghino.
La soddisfazione per la vittoria nel secondo torneo europeo, o anche solo per la partecipazione ad una finale comunque prestigiosa, potrà quindi essere accompagnata da un incasso totale di oltre 35/40 milioni (nella scorsa edizione il Chelsea ha portato a casa 46,3 mln e l’Arsenal finalista 38,9, anche se c’è da dire che le squadre inglesi incassano molto di più delle altre dal market pool).
E questo senza contare la ricaduta positiva in termini di ranking, fondamentale per la disputa delle competizioni europee della prossima stagione.

pubblicato il 12 marzo 2020