SOCIETA’

“Dietro l’angolo, c’è ancora strada. Per un lessico nisidiano”

Il libro di Nisida 2020 edito da Diego Guida e curato da Maria Franco professoressa di lettere dell’istituto

di Marina Topa

Come sempre dopo episodi di violenza c’è chi grida vendetta, chi chiede giustizia e chi spera che non se ne verifichino più… e per fortuna c’è anche chi alla speranza affianca azioni costruttive e per costruttivo, soprattutto in un carcere minorile, s’intende operare affinché il giovane che ha commesso un reato recuperi gli strumenti per reintegrarsi nella società con diversi parametri relazionali, troppo spesso e purtroppo mai conosciuti prima.
“Dietro l’angolo, c’è ancora strada. Per un lessico nisidiano” è il libro di Nisida 2020 edito da Diego Guida e curato da Maria Franco professoressa di lettere dell’istituto, ideatrice ed organizzatrice del laboratorio di scrittura che va avanti da anni con ottimi risultati.
Come quelli pubblicati in precedenza, anche questo libro è scritto “a più mani” infatti si compone di racconti scritti insieme ai ragazzi dell’Istituto Penitenziario di Nisida da Viola Ardone, Sara Bilotti, Riccardo Brun, Daniela De Crescenzo, Mario Gelardi, Antonio Menna, Patrizia Rinaldi.
La scrittura è stata lo strumento che ha permesso ai ragazzi di aprirsi e far sentire la propria voce, spesso finalmente anche a se stessi. Ognuno di loro che una volta scontata la pena riesce con fatica e determinazione, e purtroppo molto spesso in solitudine, a percorrere un cammino nuovo nella libertà e nella legalità, è un successo dell’istituzione.
«Per me è difficile lasciare i ragazzi di Nisida anche solo per un momento, nella mia mente» confessa la prof. Franco. In realtà il suo essere insegnante non è stato lo svolgimento di una professione ma di una missione, una scelta di vita che, coinvolgendola nel cuore e nella mente, le ha reso impossibile allontanarsi da quel mondo anche dopo il pensionamento, nel 2019, conclusivo di una carriera di 35 anni (non a caso nel 2011 fu nominata cavaliere al merito della Repubblica e nel 2017 fu insignita dell’Italian Teacher Prize).

Il suo profondo desiderio, maturato a partire dal 1984, cioè da quando prese servizio all’IPM di Nisida, è «Dare ai ragazzi la possibilità di riflettere, sempre. Fornirgli gli strumenti per aiutarli a scegliere, visto che moltissimi di questi ragazzi si sono ritrovati in situazioni più grandi di loro, più complesse, in cui la possibilità di scelta è risultata davvero difficile».
E nel suo percorso didattico ha sperimentato che
«Se e quando il ragazzo “difficile” ritrova, nelle storie, qualcosa che gli parla di sé e, insieme, di mondi per lui diversi e magari lontani, scopre che un libro può essere, in carcere, una compagnia piena di calorose sorprese».
Prima di leggere “Dietro l’angolo, c’è ancora strada. Per un lessico nisidiano” è opportuno conoscere le motivazioni ed il grande lavoro che lo precede.
Maria Franco, che ha coinvolto con entusiasmo anche altri colleghi nell’esperienza, ha mostrato la sensibilità insita nell’animo del vero docente che gli impedisce il distacco emotivo dai suoi alunni, dichiarando: «Ho sempre sentito una senso di inadeguatezza verso le storie e i vissuti di questi ragazzi – racconta –. Sono storie che mi porterò per sempre nel cuore. E mi interrogheranno per sempre. Anche perché molte di queste storie le trovo inaccettabili per una Repubblica democratica. Non dovrebbero esistere situazioni così drammatiche. Uno Stato democratico dovrebbe essere in grado di prevenire».
Il libro inizia con una delicata dedica a Riccardo Muti che ha fatto conoscere la magia della musica ai ragazzi di Nisida e prosegue dividendosi in 3 parti la cui struttura riprende e completa un lavoro didattico svolto in classe. Alcuni dei giovani autori possono addirittura considerarsi “scrittori veterani” in quanto avevano già partecipato alla compilazione di libri progettati e pubblicati negli anni precedenti a testimonianza dell’interesse suscitato in loro.
“Dietro l’angolo, c’è ancora strada” ha ricevuto il 23 settembre il Premio Siani.
Questo riconoscimento, oltre ad essere importante perché conferma e sottolinea il valore di tutto il lavoro che ha portato alla realizzazione del testo, incentiva a mantenere alta l’attenzione alle problematiche della crescita nel nostro territorio, purtroppo molto spesso più difficili che altrove.

pubblicato il 30 settembre 2020