Il manifesto della mostra e una giacca usata da Eduardo

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De Filippo all’anagrafe, ma il teatro nella vita

Una mostra evento per ricordare una famiglia, un pezzo di storia della grande Napoli e dell’arte teatrale nel mondo

di Marina Topa

I pensieri della famiglia De Filippo

“Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità”

Eduardo De Filippo

“La miseria è il vero copione della comicità. È già tragedia, perciò si ride”

Peppino De Filippo

“Eccolo il mio personaggio, così ti volevo: violenta, fredda, calma, tragica, comica. Ah! Filumena, ti tengo, ti tengo. Non mi scappi più! Ti porterò con me tutta la vita”

Titina De Filippo su “Filomena Marturano”

Ha aperto oggi, 28 ottobre, e sarà possibile visitarla fino al 24 marzo 2019 nel suggestivo scenario del Castel dell’Ovo a Napoli, una mostra dedicata ad un’illustre famiglia del teatro italiano ed in particolare napoletano, della cui storia rappresenta forse il più grande orgoglio: i De Filippo, artisti di spessore tale da essere apprezzati e conosciuti da chiunque ami l’arte.

Non poteva essere che Napoli, dunque, la città prescelta per l’anteprima mondiale di tale rassegna, ma l’augurio è che essa possa in futuro approdare in tutte le città dei paesi in cui le opere di Eduardo sono state tradotte e molto apprezzate, permettendo di far conoscere, attraverso la storia e le opere dei De Filippo, anche Napoli ed il suo teatro in tutto il mondo!

“È un regalo alla città”, così l’ha definita Carolina Rosi che l’ha desiderata, progettata e curata insieme a Tommaso De Filippo (figlio di Luca) e Alessandro Nicosia, presidente del C.O.R. (Creare Organizzare Realizzare). Il loro è stato un lavoro lungo e certosino; una mostra “moderna, interattiva, non statica” in cui proprio Eduardo e Luca De Filippo raccontano la loro famiglia, partendo da Vincenzo e Mario Scarpetta fino a Titina, Peppino e Luigi De Filippo attraverso scenografie e costumi originali, oggetti di scena, foto, video, manoscritti e dattiloscritti, manifesti, locandine, copioni. L’esposizione sarà divisa in più sezioni tra cui una dedicata alla poesia, una al cinema, una più ampia al teatro e alla commedia e una al rapporto con l’estero.

Lo stesso Tommaso De Filippo ha dichiarato che, durante il lavoro per l’allestimento di questa esposizione, ha vissuto l’emozionante esperienza di rincontrarsi con familiari che non vedeva da anni e che dal reciproco confronto scaturito da questo incontro gli è stato possibile recuperare e scoprire degli aspetti del percorso familiare che gli erano ignoti. L’auspicio che egli condivide con gli altri organizzatori è che “in questa mostra le famiglie composte da figli, genitori e nonni possano venire a scoprire la storia di figli, genitori e nonni di una famiglia teatrale”, e sicuramente sarà possibile, al di là delle peculiarità proprie del mondo artistico, ritrovare una comune umanità … cosa particolarmente opportuna in questo momento storico. Intento dimostrato anche dalla scelta di mettere in vendita, nel bookshop allestito a Castel dell’Ovo, manufatti in ceramica realizzati dai ragazzi di Nisida con cui lavora la Fondazione Eduardo De Filippo, alle cui attività laboratoriali sarà destinato il ricavato.

Insomma, non resta che andare tutti a visitare la mostra.

pubblicato su Napoli n.1 del 28 ottobre 2018