Oscar Damiani con Rino Marchesi

L’INTERVENTO

Damiani: “Non chiedetemi per chi tiferò”

Il manager parla della delusione delle due squadre e dice che dopo solo 12 gare è troppo presto per mollare

di Salvatore Caiazza

Dal ’79 all’82 al Napoli, dall’82 all’84 al Milan. Oscar Damiani, oggi grande manager di calciatori, ha vissuto gli anni migliori tra il Golfo e la Madunnina. Cresciuto nell’Inter, ebbe anche dei trascorsi alla Juventus. Poi chiuse la carriera alla Lazio con 19 presenze. Oggi Damiani vede il calcio in maniera diversa ma non ha mai dimenticato le squadre dove ha giocato. Ai colori azzurri è rimasto molto legato e commenta spesso nelle radio e tv locali le vicissitudini del team di Ancelotti. Naturalmente per la sfida tra Milan e Napoli avrà il cuore diviso a metà. È anche un po’ triste sportivamente parlando, visto e considerato che entrambe le formazioni non stanno attraversando un buon momento. I partenopei sono in piena crisi esistenziale e di risultati. Il Diavolo, invece, pur cambiando la guida tecnica non riesce ad avere continuità. E la classifica piange. Il Napoli è settimo, il Milan addirittura quattordicesimo.

Ma cosa è successo a queste due squadre?

«Sono situazioni diverse. Il Napoli partiva con i favori del pronostico rispetto al Milan, visto e considerato che erano stati confermati tutti i big e c’era stato un mercato importante. Inserendoci pure la permanenza di Ancelotti. Il club rossonero, invece, aveva scelto Giampaolo per dare un gioco ma poi è stato costretto ad affidarsi a Pioli. Che sembrava aver cambiato qualcosa ma poi si è ritrovato senza punti».

Lei conosce molto bene Ancelotti, cosa è successo al Napoli che l’anno scorso arrivò secondo?

«Carlo ce l’ha messa tutta ma non ha avuto al momento risposte importanti dai suoi calciatori. Ha scelto un modulo che funziona, solo che poi si alternano grandi partite a gare mediocri. Basti pensare che in Champions si va bene e in campionato si va ad andamento a fasi alterne. Nella testa dei calciatori c’è qualche stop che non li fa andare avanti».

Poi ci si è messo anche l’ammutinamento…

«Beh non conosco la situazione bene. Ho letto e sentito tante cose ma la verità la conoscono solo loro».

Quindi che partita si aspetta al Meazza?

«Sono due squadre che hanno bisogno di rialzarsi. E quindi proveranno prima a non prenderle. Poi naturalmente ognuna sfrutterà le proprie potenzialità. Certo, il Milan giocando in casa potrebbe sfruttare il fattore campo. Da capire anche se il Napoli recupererà gli uomini migliori come Allan e Manolas».

Ma il Napoli può recuperare la stagione?

«Lo scudetto è bello che andato. La Juve non perde colpi e l’Inter è subito dietro. Ma in questo momento conta soprattutto arrivare almeno quarti. E il tempo per recuperare c’è tutto. Il quarto posto è a cinque punti dove ci sono Lazio e Cagliari. Non so se queste due formazioni riusciranno a mantenere il ritmo delle ultime partite. Ma di certo non si può abdicare dopo 12 giornate di campionato. Bisogna indovinare un ciclo di successi e cambia la storia».

Ma l’ambiente Napoli che lei conosce bene è molto depresso…

«I tifosi azzurri vivono per la loro squadra e quindi vanno capiti. Si sentono traditi ma vi assicuro che ai primi successi cambierà l’umore. È naturale che dopo il pari con il Genoa siano arrivati i fischi. Si sono sentiti traditi dopo una settimana di polemiche».

Ma era giusto andare in ritiro?

«Ripeto, non conosco i fatti».

Allora non resta altro che assistere a questa sfida del Meazza tra due deluse del campionato…

«Certo. E non ditemi per chi tifo. Amo le squadre dove ho giocato e le porterò sempre nel mio cuore».

pubblicato su Napoli n.18 del 23 novembre 2019