L’EDITORIALE

Dalla decima finale la sesta Coppa Italia?

Una gara coraggiosa con un primo tempo a favore dei nerazzurri, poi Mertens firma il record e manda Conte e i suoi a casa

di Giovanni Gaudiano

Il Napoli acciuffa la finale di Coppa Italia in questa stagione tormentata in campo e fuori. Se la giocherà mercoledì sera a Roma contro l’avversaria di sempre. Al San Paolo rispetto allo Stadium si è segnato, si è tirato in porta, si è molto combattuto e alla fine il Napoli ha prevalso sull’Inter di Conte, un bravissimo tecnico che continua a comportarsi in panchina come fosse un dilettante alle prime armi e che non accetta critiche nel dopo partita.
Le due avversarie del San Paolo hanno dato vita ad una partita vera, combattuta sino alla fine ma a freddo la sensazione che viene fuori dopo aver visto le due semifinali di ritorno è che la Juventus possa essere un pochino più avanti.
Gattuso e la sua squadra a Roma dovranno mettercela tutta, sperando che cresca il rendimento dei due esterni di difesa apparsi soprattutto nel primo tempo in balia degli eventi.
Bene la coppia centrale e bene a sprazzi il centrocampo con Fabian Ruiz utilizzato precauzionalmente solo nel finale.
La nota positiva in assoluto arriva da Insigne e Mertens mentre Politano non ha convinto, nonostante la volontà messa in campo.
Da ieri la storia del Napoli ha il nuovo recordman di segnature. L’avevamo annunciato sulla copertina della nostra edizione cartacea, il belga aveva nel mirino il record e lo ha puntualmente centrato.
Ora sono 122 le reti messe a segno da un professionista serio che ha mostrato, e continua a farlo, un attaccamento alla città che lo considera oramai alla stregua di un suo figlio adottivo.

Pare sia finalmente in arrivo il rinnovo contrattuale che Dries merita non tanto per il record raggiunto ma per come ha saputo in questi anni adattarsi a quanto i vari allenatori gli abbiano chiesto.
È bello vederlo dopo una realizzazione e forse l’unico rammarico viene dal fatto che il risultato di ieri non ha potuto avere il risalto che il pubblico sugli spalti gli avrebbe conferito. Vorrà dire che quando i tifosi torneranno si troverà il sistema per esaltare un record fatto di continuità, di professionalità, di rinnovata freschezza e di tanta umiltà.
Ora il Napoli riposerà, cercherà di recuperare le maggiori forze possibili per pareggiare il gap di aver un giorno in meno di riposo. A Roma ritornerà in porta Meret per la squalifica che Ospina rimedierà per l’ammonizione comminatagli dal solerte Rocchi.
A proposito il fischietto toscano ha sbagliato a fidarsi del Var in occasione del fallo di mano di De Vrij, il pallone ha battuto sul braccio prima del ginocchio. Con quello non concesso a Milano da Calvarese sempre per fallo di mano dell’olandese fanno due e se consideriamo come la difesa e un po’ Ospina abbiano regalato il vantaggio ai nerazzurri in avvio di gara ci si domanda se Antonio Conte le due partite le abbia viste davvero.

pubblicato il 14 giugno 2020