/ L’EDITORIALE

Dalla contestazione alla Champions matematica

Un brutto clima allo Stirpe sul terreno di gioco e sugli spalti. Ancelotti e Callejon al centro di un’ingiusta polemica

di Lorenzo Gaudiano

Dalle stalle alle stelle.

La contestazione degli ultras allo Stirpe ai danni della squadra, un po’ di guerriglia tra le tifoserie fuori allo stadio, il tentato furto ai danni di Ounas e un’aggressività sul terreno di gioco che non aveva ragione di essere.

Secondo successo consecutivo del Napoli in trasferta, entrambi contro l’ultima e la penultima in classifica, porta finalmente inviolata dopo tanti mesi ma niente accontenta più. Nemmeno la certezza matematica di essere grazie alla sconfitta del Milan contro il Toro tra quelle stelle che disputeranno la prossima Champions (quarta partecipazione consecutiva) soddisfa e soprattutto basta per cancellare gli avvenimenti di ieri pomeriggio e dei giorni scorsi.

Gli striscioni contro Ancelotti sono la cartina al tornasole di una stagione che probabilmente è stata fraintesa. I 91 punti dell’ultimo anno sarriano hanno lasciato intendere che il Napoli con qualche innesto potesse competere. Nonostante questo, nel bel Paese la previsione era che gli azzurri non avrebbero superato il quinto posto e che quindi avrebbero fallito l’approdo in Champions. La classifica però dice ben altro.

Che ragione c’è di contestare una squadra che quest’anno ha sbagliato soltanto la gara ad eliminazione diretta in Coppa Italia? Cosa dovrebbero dire invece le altre squadre italiane che hanno mancato, e stanno mancando, i loro principali obiettivi? Ma soprattutto che ragione c’è di rigettare a Callejon la maglietta da lui indossata per 300 volte e sudata per ogni singolo minuto giocato?

Non è stata la miglior stagione per l’esterno spagnolo, su questo non c’è dubbio. Troppi gol sulla coscienza e una presenza in campo non efficace nelle partite più importanti. Nonostante questo il 7 partenopeo si è messo sempre a disposizione di tutti gli allenatori: mai una parola fuori posto ed un impegno in campo che in nessun modo si può discutere.

“Meritiamo di più” è un coro che ci può anche stare, perché chi si impegna a seguire il Napoli tutte le settimane in casa ed in trasferta probabilmente merita il massimo possibile. Callejon e la squadra però non meritavano un simile trattamento dopo una stagione comunque positiva per il secondo posto, il buon girone Champions e i quarti di finale in Europa League.

Tornando al campo, Mertens supera Maradona per gol in serie A e Younes si mette in mostra per la prossima stagione. Del Frosinone c’è poco da dire. Le parole del presidente De Laurentiis furono un po’ esagerate, ma la reazione alla provocazione è stata forse peggiore. Un atteggiamento aggressivo in campo da parte dei ciociari e la conduzione arbitrale superficiale di La Penna sono la dimostrazione che i nemici del Napoli sono sparsi e ben nascosti.

Sarebbe il caso che la tifoseria non si unisse a loro.

pubblicato il 29 aprile 2019