LA DIDATTICA

Dal maestro Manzi alla moderna didattica a distanza

I televisori rappresentavano, allora, lo strumento tecnologico d’avanguardia al pari dei computers oggi

di Marina Topa

La prima forma di didattica a distanza in Italia risale al 1960 quando il maestro Alberto Manzi fu scelto dalla Rai per presentare il programma “Non è mai troppo tardi”.
Il 15 novembre 1960, giorno della prima puntata, è una data storica per il nostro paese in quanto segna l’inizio di una svolta importante e positiva nella lotta all’analfabetismo soprattutto tra le persone non più giovanissime. Il maestro Manzi, riproducendo in tv delle vere e proprie lezioni di scuola primaria, con metodologie didattiche innovative, divenne presto un personaggio pubblico a cui affezionarsi; aveva la capacità di farsi sentire “amico” accorciando le distanze che all’epoca, per manifestare un senso di rispetto, ancora si mantenevano nei confronti della figura del “Maestro”.
I televisori rappresentavano, allora, lo strumento tecnologico d’avanguardia al pari dei computers oggi (e nel ’60 erano sicuramente meno diffusi tra le mura domestiche di quanto non lo fossero attualmente i pc). La televisione rappresentava il moderno Internet, con la differenza che bisognava apprendere ciò che propinava senza la possibilità di avanzare ricerche personali. Quante cose sono cambiate da allora…
Dal 5 marzo 2020, giorno di chiusura delle scuole italiane a causa del diffondersi della pandemia da Covid 19, il MIUR ha subito fatto partire l’organizzazione per una didattica a distanza cioè una didattica esercitata attraverso l’informatica.
Bisogna riconoscere che questa quarantena forzata sta tirando fuori il meglio da docenti e studenti italiani, questi ultimi spesso con più competenze digitali degli insegnanti, costretti a inventare un nuovo modo di insegnare, difficile soprattutto per la scuola dell’Infanzia e la scuola Primaria dove, data l’età degli alunni, ovviamente il contatto fisico trasmette ancora più che negli altri ordini.

Dopo tre giorni il Dpcm dell’8 marzo 2020 già citava che i dirigenti scolastici “attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza” prestando particolare attenzione alle “specifiche esigenze degli studenti con disabilità” senza interrompere, quindi, né il rapporto docenti/alunni né lo svolgimento dei programmi relativi alle singole discipline, all’inclusione ed alla crescita emotiva di tutti gli alunni dei gruppi classe di ogni ordine e grado.
In particolare è opportuno divulgare quanto previsto dalla REGIONE CAMPANIA a supporto delle famiglie per la partecipazione dei figli a questo tipo di didattica che prevede necessariamente il possesso di sussidi digitali.

Per saperne di più cliccare sul link in basso.
http://www.regione.campania.it/assets/documents/dd-n-198-del-17-04-2020.pdf

pubblicato il 21 aprile 2020