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Ciro Borriello – Una sfida avvincente per la nostra città

L’assessore allo sport del comune di Napoli parla delle Universiadi e dei benefici che la città partenopea trarrà da simile manifestazione

di Lorenzo Gaudiano

È al centro dell’attenzione da sempre l’assessore Ciro Borriello quello che quando si parla di sport in città, di calcio ovviamente, viene fatto oggetto di domande, osservazioni, interrogazioni per questo o quel problema come se tutto dipendesse da lui. In realtà il suo compito nell’ambito della giunta regionale parla di assessore al Verde Urbano ed allo Sport. Forse sarebbe più chiaro se parlando in inglese si aggiungesse una “s” tanto da far capire che lo sport non si ferma al gioco del calcio ma è tanto altro. L’evento delle Universiadi ha dato la possibilità a questo giovane dinamico e sempre presente di far capire quando sia vasta la sua delega e che impegno richieda. Ed allora non è soltanto per il ruolo ma per l’impegno profuso e la completa disponibilità accoppiata ad una naturale bonarietà che gli abbiamo rivolto una serie di domande sull’evento sportivo dell’anno per l’Italia.

Cosa rappresentano in concreto le Universiadi per la città di Napoli?

«Le Universiadi che si terranno a Napoli dal 3 al 14 luglio rappresentano l’evento sportivo dell’anno, secondo solo ai giochi olimpici. Una “Olimpiadi Universitaria” riservata ad atleti universitari provenienti da ogni nazione e continente. Un’occasione unica per Napoli, per il richiamo d’immagine e per l’indotto turistico che determinerà. Sicuramente una grande opportunità e motivo di grande orgoglio per la città per essere stata scelta come sede mondiale. Una scelta che ci onora e ci responsabilizza, ma che non ci deve meravigliare, perché Napoli ha ormai un brand ricercato che muove cultura, bellezze naturali, avanguardie nel cinema, arte e musica».

Oltre alla riqualificazione degli impianti e di alcuni lavori alla città forse il messaggio da cogliere è lo stretto legame che esiste tra lo sport e la gioventù ed i benefici che ne possono derivare per una città complessa come Napoli?

«Sicuramente una sfida importante e stimolante. In un contesto di profonda crisi nazionale, con inevitabili ricadute anche sul nostro territorio, lo sport può rappresentare la risorsa più vitale, ovvero la visibilità dell’esserci in un’ottica concreta di apertura d’opportunità, soprattutto per i giovani. Ed ancor più per quelle famiglie e giovani fuori dai circuiti di accesso, che potrebbero viverne i benefici, nonché il deterrente per un processo di inclusività e voglia di riscatto».

Per la città potrebbe la manifestazione rappresentare l’inizio di un rilancio per quegli sport ingiustamente considerati minori?

«È l’obiettivo che noi per primi auspichiamo. Il valore degli sport minori va salvaguardato e rilanciato perché quello più vicino al senso vero e alla finalità dello sport. Ovvero la pratica sportiva non legata necessariamente alla popolarità ed ai traguardi di successi, fama e soldi, ma alla bellezza di condividerne passione, benessere e voglia di sano divertimento».

Lasciando da parte la realizzazione, quale è stata la difficoltà maggiore nell’affrontare l’evento: la partecipazione per l’assegnazione, lo scetticismo di chi pensava che mai sarebbero state assegnate a Napoli o la difficoltà di coordinare tutti quelli che dovevano lavorarci?

«Un concorso d’insieme dei tre punti, quindi le difficoltà, gli ostacoli ed i pregiudizi da superare, sono stati tanti e diversificati. Su tutti: carenze di risorse economiche, impianti sportivi al minimo delle potenzialità, edilizia sportiva ferma da decenni. Ma con la determinazione di chi è abituato a lavorare senza sconti, da cui questa Amministrazione non si è mai tirata indietro, sono state messe in campo tutte le competenze e gli sforzi possibili per fare bene e poter raggiungere tutti insieme (sinergie istituzionali e tutti gli attori titolati a rappresentarne impegno e contributi) un traguardo possibile e vincente».

Parlando del S. Paolo, resterà il famoso tabellone che i tifosi della squadra attendono da molto tempo?

«Come più volte dichiarato ai mezzi d’informazione dallo stesso Commissario Straordinario delle Universiadi Ing. Gianluca Basile, i tabelloni saranno due e resteranno anche a conclusione della grande kermesse sportiva».

Lei è l’Assessore allo Sport ma di sicuro avrà valutato l’impatto turistico della manifestazione. Cosa è lecito aspettarsi?

«Le Universiadi possono rappresentare il traino per portare la nostra città all’apice della comunicazione internazionale, per l’enorme caratura che rivestono e per la grande partecipazione di atleti e paesi ospitati. Popoli, razze, culture, modi e stili di vita si fonderanno con la città, e Napoli potrà dimostrare che il “meticciato sociale” è un elemento vivo, che caratterizza da sempre una civiltà millenaria come la nostra.  Lo sport e questo straordinario evento, possono abbracciarne un felice connubio e fare da spinta ad una concezione della partecipazione che punti all’integrazione ed al rispetto reciproco oltre i confini. Da questo momento la sfida è lavorare ancora e senza sosta, affinché la città ne esca arricchita nella propria storia sportiva e soprattutto come potenziale forza organizzatrice su cui puntare e credere».

pubblicato su inserto dedicato alle Universiadi di Napoli n.11 del 16 giugno 2019