LA GARA DEL SAN PAOLO

Cellino nemico pubblico al San Paolo

Il Napoli prima di partire per il Belgio alla caccia dei tre punti contro il Brescia dell’ex Corini e del napoletano Donnarumma

di Bruno Marchionibus

La Sirena Partenope contro la Leonessa d’Italia

Ciuccio contro Rondinelle. Ma anche, più romanticamente, la Sirena Partenope, figura mitologica il cui corpo, arenatosi tra gli scogli di Megaride dopo il suicidio causato dal dolore per il rifiuto di Ulisse, secondo la leggenda diede origine a Napoli, contro la Leonessa d’Italia, appellativo dato a Brescia da Giosuè Carducci per renderle merito del coraggio con cui insorse contro gli austriaci nelle Dieci Giornate del 1849. Il capoluogo campano e la provincia lombarda, calcisticamente accomunate dal biancoazzurro, che nel Brescia deriva direttamente dal gonfalone della città mentre nel Napoli dagli stemmi della famiglia reale Borbonica, rappresentano realtà estremamente diverse tra loro, eppure proprio nello sport il pubblico bresciano ha dimostrato di saper amare personaggi ben lontani dal tipico rigore del Nord: uno su tutti Carletto Mazzone, eletto a idolo dopo la famosa corsa sotto la curva dell’Atalanta. Sarà comunque anche la solita sfida di Massimo Cellino che non ha mai nascosto già a Cagliari l’antipatia verso Napoli ed i napoletani. Bisognerà accoglierlo con simpatia e una buona dose di fischi.

Gioventù e talento in mezzo al campo

Passando all’aspetto sportivo, la sfida tra partenopei e lombardi propone dal punto di vista tattico innanzitutto un interessante confronto tra due schieramenti al centro del campo giovani e zeppi di qualità. Nello scacchiere di Ancelotti, ruolo centrale hanno infatti gli uomini di metà campo, da Allan a Fabian Ruiz, da Zielinski fino alla rivelazione di inizio stagione Elmas, giocatori ormai di livello internazionale che si troveranno di fronte elementi come Tonali, chiamato da Mancini in Nazionale Maggiore a soli 18 anni, e Dimitri Bisoli, figlio dell’allenatore ed ex calciatore Pierpaolo, fondamentali nel 4-3-1-2 di Corini. L’arma in più degli azzurri potrà naturalmente essere la rapidità e l’imprevedibilità dei propri attaccanti, con Mertens e Lozano su tutti apparsi già in condizione e pronti a mettere in difficoltà la retroguardia delle Rondinelle, ma occhio anche al reparto offensivo del Brescia; tutte le attenzioni di inizio stagione sono su Balotelli, tornato a casa per provare a sfruttare l’ultima chance per lasciare il proprio segno in Serie A, ma anche Donnarumma, con un passato in Campania con la maglia della Salernitana, è pronto a dimostrare di essere un bomber in grado di ben figurare nel massimo torneo.

Edmundo contro Bisoli
Ancelotti e Corini: lotta a centrocampo

Ancelotti e Corini, come tanti loro colleghi, sono la dimostrazione che chi da calciatore ha ricoperto il ruolo di centrocampista, grazie alla visione di gioco che tale posizione consente di avere, ha probabilmente una marcia in più nell’intraprendere la carriera di allenatore. Il palmares del tecnico emiliano parla da solo; le vittorie nazionali ed internazionali in giro per l’Europa certificano come la presenza in panchina del tre volte Campione della Champions sia decisamente il valore aggiunto che questo Napoli può mettere in campo nel competere per i primi posti in Italia e per far bene in Coppa. Ma anche Corini, che da giocatore ha vestito la maglia azzurra nella stagione 1993/94, può fornire al Brescia un’arma in più, consistente nella voglia di riaffermarsi in massima serie, già assaggiata con Chievo e Palermo, dopo aver allenato per alcune stagioni in B.

I precedenti tra Giordano, Baggio e Marek

I precedenti tra Napoli e Rondinelle disputati al San Paolo raccontano di sfide emozionanti e ricche di gol; sembra quindi solo un caso che l’ultimo confronto a Fuorigrotta (2011), caratterizzato da gol fantasma e rigori più che dubbi non concessi, sia terminato sullo 0 a 0. Nell’anno del primo Scudetto Maradona e compagni si imposero sui bresciani per 2 a 1 grazie alle reti di Ferrara e di Bruno Giordano su rigore, mentre nel 1999/00 gli uomini di Novellino con un secco 3 a 0 ai lombardi firmato da Stellone, Schwoch e Bellucci, compirono un passo decisivo verso la promozione in Serie A. Nomi importanti, infine, figurano tra le ultime marcature del Brescia in casa azzurra: nel 2001 Roberto Baggio con una fenomenale punizione pareggiò all’ultimo minuto il gol di Amoruso, sottraendo al Napoli due punti poi risultati decisivi nel mancato raggiungimento della salvezza, mentre nel 2006/07, anno del campionato di B vinto con Reja, nel 3 a 1 del Napoli il gol degli ospiti fu realizzato da un ragazzino slovacco che proprio in riva al Golfo avrebbe vissuto la quasi interezza della sua straordinaria carriera: Marek Hamsik.

pubblicato su Napoli n.15 del 28 settembre 2019