Pietro Battara

TESTIMONE DEL TEMPO

Battere Battara nel romanzo fra Napoli e Samp

Era il 1971 e finì 0 a 0. Un pomeriggio leggendario a cui seguirono altri incontri altrettanto entusiasmanti

di Mimmo Carratelli

Battere Battara è stata la supplichevole invocazione sugli spalti del San Paolo nella partita del Napoli contro la Sampdoria, il 7 febbraio 1971, finita 0-0. Pietro Battara, torinese, 228 presenze nella Samp, 244 gol presi, visse un pomeriggio di leggenda a Napoli opponendosi con parate strepitose ai più pericolosi tiri degli azzurri. Fu un portiere eroico perché giocò con un pollice ingessato. Era al massimo della carriera, aveva 35 anni. Nel campionato 1969-70 era rimasto imbattuto per 641 minuti. Soprattutto nel primo tempo, le prodezze di Battara fermarono il Napoli. Grande parata sulla prima pericolosa conclusione (Juliano). Il portiere doriano si superò poi in due consecutivi interventi: prima sulla gran punizione di Sormani, poi volando sotto la traversa a respingere il colpo di testa di Panzanato. A fine primo tempo, la prodezza sulla girata al volo di Altafini.

Il Napoli, finiti gli anni di Sivori, aveva acquistato Sormani per un’accoppiata brasiliana con Altafini. Quel giorno dell’imbattibile Battara, Chiappella schierò Zoff; Ripari, Pogliana; Zurlini, Panzanato, Bianchi; Hamrin, Juliano, Altafini, Ghio (Improta), Sormani. Il Napoli giocò uno splendido campionato piazzandosi al terzo posto (la Samp si classificò dodicesima). Fu l’anno dello scippo milanese quando Gonella spianò la strada alla rimonta dell’Inter che poi vinse lo scudetto. Fu la difesa il “segreto” di quel Napoli che lottò per lo scudetto finendo poi a 7 punti dall’Inter. Appena 19 i gol incassati in trenta partite, migliore difesa del campionato. Zoff non prese gol in diciotto partite.

Quella Samp era allenata da Fulvio Bernardini e aveva in squadra il ventitreenne Marcello Lippi che giocò da battitore libero. Dal Milan aveva preso Lodetti a 29 anni e dall’Inter Luisito Suarez a 36. Battara giocò 12 partite contro il Napoli rimanendo imbattuto sei volte. Gli azzurri gli segnarono 9 gol: Juliano, Panzanato, Altafini (un gol e un rigore), Sivori, Barison, Bianchi, Manservisi, Improta.

BARONETTO

Fu un mezzo scandalo il passaggio di Gianni Improta alla Sampdoria nel 1973 a 25 anni. Pare non andasse d’accordo con Juliano. Molti tifosi posillipini del “baronetto” protestarono clamorosamente. Improta, in azzurro dal 1969, aveva giocato 110 partite col Napoli, infallibile rigorista. Dei 12 gol messi a segno, Improta ne segnò sette dal dischetto a Bandoni (Fiorentina), Spalazzi (Bari), due volte ad Adani (Bologna), a Carmignani (Juventus), Pizzaballa (Verona), Superchi (Fiorentina). Con la maglia della Sampdoria giocò due volte contro il Napoli nel campionato 1973-74 perdendo al San Paolo 0-1 (gol di Braglia), poi 0-0 a Firenze.

HAMSIK

Sono Roberto Mancini con 8 gol e Marek Hamsik con 7 i cannonieri dei 104 confronti fra Napoli e Sampdoria. Gli altri goleador azzurri: Insigne 6 reti, Maradona 6, Higuain 5, Cavani 5, Mertens 4, Zalayeta 4, Savoldi 3, Pesaola 3, Amadei 3. Per i doriani, Vialli 6 gol, Eder 5, Lombardo 4, Conti 4, Montella 3, Quagliarella 3, Frustalupi 3, Firmani 3, Bassetto 3.

BILANCIO

Sono 104 le partite fra Napoli e Sampdoria con gli azzurri in vantaggio (38 vittorie, 36 pareggi, 30 sconfitte). Il Napoli si è avvantaggiato in casa con 24 vittorie, 19 pareggi, 9 sconfitte.

QUAGLIARELLA

Nel campionato scorso, alla terza giornata, la Sampdoria batté il Napoli 3-0 dopo il brillante inizio della squadra di Ancelotti (2-1 sulla Lazio in trasferta, 3-2 contro il Milan al San Paolo). A Genova, Defrel segnò due gol e Quagliarella mise a segno uno strepitoso colpo di tacco al volo, candidato al Premio Puskas della Fifa per il gol più bello dell’anno. Al ritorno, vinse il Napoli 3-0 (Milik, Insigne e Verdi su rigore).

FUSIONE

La Sampdoria è nata il 12 agosto 1946 dalla fusione di due società liguri, la Sampierdarenese (sorta come polisportiva nel 1891) e l’Andrea Doria (1895). Nella stagione 1945-46, primissimo dopoguerra, si disputarono due campionati, in alta Italia e al Centrosud con un girone finale. Nel campionato settentrionale, l’Andra Doria si piazzò nona e la Sampierdarenese ultima. Fu la crisi economica dei due club a indurli alla fusione. Nel primo campionato di serie A, la Sampdoria si piazzò decima. Perse per 1-0 entrambe le partite col Napoli: a Genova decise un gol di Andreolo, al Vomero un gol di Santamaria. La Samp gioca quest’anno il suo campionato di serie A numero 63. Per undici stagioni ha giocato in serie B.

SCUDETTO

Mentre a Napoli si concludeva l’epopea di Maradona, la Sampdoria (1990-91) vinse il suo unico scudetto (il Napoli arrivò ottavo) con cinque punti di vantaggio sul Milan di Sacchi con Rijkaard, Gullit, Van Basten (e Ancelotti) e sull’Inter di Trapattoni con Zenga, Klinsmann e Matthaeus. Fu la Sampdoria di Pagliuca, Vierchowod, Lombardo, Vialli, Mancini, Dossena, allenata da Boskov. Quell’anno, la Samp batté il Napoli due volte per 4-1: al San Paolo con “doppiette” di Vialli e Mancini, a Genova con gol di Cerezo, Lombardo e due di Vialli.

COPPA ITALIA

La Sampdoria di Vialli e Mancini soffiò la Coppa Italia al Napoli di Maradona nel giugno 1989 (finale con partita di andata e ritorno). Al San Paolo vinse il Napoli 1-0, gol di Renica. A Marassi dilagò la Samp 4-0 con le reti di Vialli, Cerezo, Vierchowod e Mancini su rigore. In campionato, in quella stagione, il Napoli era finito secondo, undici punti dietro l’Inter di Trapattoni, e la Sampdoria s’era classificata al quinto posto.

pubblicato su Napoli n.14 del 14 settembre 2019

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