Il fenomeno biancoceleste in campo e fuori

Il fenomeno biancoceleste in campo e fuori

L’APPROFONDIMENTO

Il fenomeno biancoceleste in campo e fuori

La Lazio grazie all’oculata gestione di Lotito e all’abilità di Tare è ritornata al vertice della serie A e forse senza il virus…

di Francesco Marchionibus

Napoli in campo contro la Lazio di Claudio Lotito, uno dei personaggi più discussi e controversi del nostro calcio.
Poco amato dai suoi tifosi, spesso protagonista in Lega di litigi e polemiche, più volte oggetto delle attenzioni della giustizia sportiva e ordinaria e tra i bersagli preferiti di comici ed imitatori, il patron biancazzurro è però riuscito prima a salvare la Lazio dalla bancarotta e poi a riportarla ai vertici del calcio italiano.
Lotito, imprenditore nei settori delle pulizie, del catering e della vigilanza privata, è diventato presidente della Lazio, società quotata in borsa, nel luglio 2004, quando per 18,3 milioni di euro ha acquisito circa il 30% delle azioni del club capitolino.
La situazione finanziaria della Lazio era disperata, con debiti a bilancio per oltre 550 milioni derivanti dalla scellerata, anche se vincente, gestione di Sergio Cragnotti e con la prospettiva concreta di dover portare i libri in tribunale.
Lotito per evitare il fallimento fece subito ricorso al cosiddetto “Decreto salva calcio” varato dal governo Berlusconi, e riuscì ad ottenere una maxi rateizzazione del debito fiscale (oltre 140 milioni) fino al 2028 dando in garanzia il centro sportivo di Formello e i futuri ricavi delle campagne abbonamenti.
Scongiurato il fallimento, l’imprenditore romano ha poi intrapreso un lungo percorso di risanamento dei debiti pregressi che negli anni, grazie anche ad una politica di gestione molto parsimoniosa, ha riportato la società biancoceleste in equilibrio economico-finanziario: l’ultimo bilancio espone “solo” 126,7 mln di debiti, compresa la parte residua della transazione fiscale, e presenta un buon indice di solvibilità (che indica la capacità del club di pagare i propri debiti).

D’altra parte dei quattordici bilanci della gestione Lotito (a partire da quello 2005/2006) solo quattro si sono chiusi in perdita, quelli relativi al 2009/10 (-1,7 mln), al 2012/13 (-5,9 mln) al 2015/16 (-12,6 mln) e al 2018/2019 (-13,2 mln); per il resto solo utili, con il miglior risultato raggiunto nel bilancio 2017/2018 con + 36,2 mln.
Lotito presidente-manager, insomma, piuttosto che presidente-mecenate, proprio come richiesto dal calcio dei nostri tempi.
Ma l’abilità nella gestione economico finanziaria non è sufficiente a raggiungere risultati sportivi di livello se non è accompagnata dalla competenza calcistica, e in questo senso nella Lazio è stato ed è fondamentale il ruolo svolto da Igli Tare.
L’ex centravanti albanese, conclusa proprio alla Lazio la carriera di calciatore, nel 2008 è diventato coordinatore dell’area tecnica del club e l’anno successivo, superato brillantemente il corso di Coverciano, ha assunto la carica di direttore sportivo.
Dal 2009 ad oggi Tare, che parla sei lingue e si è dimostrato un grande conoscitore del calcio internazionale, è stato in grado di costruire (seppur con le risorse limitate che gli ha messo a disposizione Lotito) formazioni sempre competitive e la Lazio, che è una delle poche squadre ad aver contrastato l’assoluta egemonia Juventina degli ultimi anni, è riuscita a conquistare tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane, risultando il club più vincente dopo i cannibali bianconeri.
Il DS albanese mise a segno il primo colpo con l’ingaggio del suo vecchio amico del Kaiserslautern Miro Klose, che è entrato nella storia del club biancoceleste, e poi negli anni successivi è andato a “pescare” numerosissimi calciatori, spesso poco conosciuti, che si sono rivelati per la Lazio ottimi acquisti da un punto di vista tecnico e ottimi investimenti in ottica plusvalenze: basti pensare tra i tanti a Correa, Luis Alberto, Milinkovic-Savic, de Vrij, Felipe Anderson, Keita, Zarate e lo stesso Immobile, acquistato nel 2016 a 9,5 mln e valutato oggi oltre 40 mln.
Nessun acquisto costosissimo (i giocatori più cari sono stati Zarate, 20 mln, e Milinkovic-Savic, 18 mln, e la campagna acquisti più costosa quella della scorsa stagione, con 47,23 milioni spesi complessivamente), ma tutti calciatori validissimi e funzionali al progetto tecnico.
E a proposito di progetto tecnico, grandi meriti vanno per i risultati degli ultimi anni al tecnico Simone Inzaghi. Ma qui Lotito e Tare hanno avuto anche un pizzico di fortuna: nel 2016 la Lazio aveva scelto come allenatore il “loco” Bielsa e Inzaghi era destinato in B alla Salernitana, altra squadra di proprietà di Lotito. Dopo il rifiuto di Bielsa, però, il tecnico di Piacenza venne confermato sulla panchina dei biancocelesti, dei quali si è rivelato anno dopo anno validissima guida tecnica, con la conquista di due coppe e la qualificazione Champions di quest’anno.
Proprio la Champions rappresenta ora per la Lazio l’occasione per un ulteriore salto di qualità: i maggiori introiti assicurati dalla partecipazione alla massima competizione europea potrebbero consentire a Tare di operare sul prossimo mercato con maggiori margini di spesa e potenziare la rosa in maniera significativa. Sempre che, però, il presidente Lotito accetti di gestire il club in maniera un po’ meno “parsimoniosa”.

pubblicato su Napoli n. 27 del 01 agosto 2020

“L’eresia del tempo” di Enrico Inferrera

“L’eresia del tempo” di Enrico Inferrera

SCAFFALE PARTENOPEO

“L’eresia del tempo” di Enrico Inferrera

Una riflessione sul concetto di tempo, sul senso della vita per valutare il destino umano in modo libero dai retaggi culturali

di Marina Topa

Enrico Inferrera, Presidente di Confartigianato Napoli, che ha ricoperto prestigiosi incarichi nazionali ed ha promosso e realizzato numerose iniziative per lo sviluppo economico, culturale e sociale di Napoli e del meridione impegnandosi a valorizzarne l’arte, la storia e la cultura, da anni scrive articoli per numerosi giornali ed ha già collezionato riconoscimenti letterari con il romanzo “Vite bisestili” (Ed. Creativa nel 2016), e con la raccolta di poesie illustrate da Valentina Alescio “Diversi Paralleli” (Ed. Creativa nel 2017). In questo 2020 così particolare per la storia mondiale, in cui la pandemia da covid-19 ha obbligato al distanziamento sociale, che soprattutto nell’educazione affettiva delle generazioni più giovani rischia di indurre anche a quello emotivo, pubblica “L’eresia del tempo”… L’autore accompagna i lettori, pagina dopo pagina, in una storia ambientata tra Roma e Napoli, che induce a riflettere su sentimenti ed emozioni in una dimensione temporale in cui il presente, il passato ed il futuro hanno un ordine che esula dal tradizionale … è un ordine libero; un ordine scelto di volta in volta dal protagonista, Angelo, da altri originali personaggi e dal lettore stesso che potrà esaminare e soffermarsi sugli eventi narrati a suo piacimento, come e quando lo desidererà: «Come vedi, il mio racconto non segue la cronologia ordinata dei fatti, non ha un tempo lineare come quello degli orologi e dei calendari. Segue l’ordine dei miei pensieri, delle mie sensazioni, delle mie emozioni; salta da un evento all’altro della mia vita con un nesso, un collegamento che solo la mia mente conosce, e forse non solo la mia mente, ma l’intero mio corpo».

Forse il lockdown, che ha imposto a tantissimi un diverso rapporto proprio con il tempo, oltre che con la propria interiorità, rende ancora più piacevole e semplice l’introduzione del lettore nella dimensione del romanzo.
Angelo, un pianista quarantenne dallo spirito libero che nella musica riesce a dar sfogo alla sua esigenza creativa, attraverso il racconto della propria vita cerca di far comprendere ad uno scienziato che lo contatta dal futuro cosa sono le emozioni e i sentimenti; cose inesistenti nel mondo di quest’ultimo a causa di modifiche apportate al Dna degli esseri umani (e se questa trasformazione dell’umanità fosse già iniziata anche da noi?). È facile per il lettore rievocare le sinestesie di Proust (la famosa maddalena nel tè che risveglia le emozioni dell’infanzia) ma lì il passato era definito così come il presente mentre nella scrittura di Inferrera l’uno scivola nell’altro.
«Vuoi che ti racconti di me, di noi, delle nostre abitudini, del nostro mondo, di come riusciamo a vivere o a sopravvivere, malgrado tutto?» In sostanza è questa la base di partenza per la descrizione della condizione di vita delle persone negli ultimi cinquant’anni; un intreccio di relazioni che vanno dalle più tenere alle più feroci, relazioni in cui troppo spesso l’interesse economico ed egoistico la fa da padrone anche sui principali valori umani. È così che il romanzo mette in risalto come sia inevitabile affrontare e cogliere la vita per le opportunità che offre al momento; è qualcosa che ciascuno deve fare da e per sé perché ciascuno è proiettato ad essere altro da ciò che è al momento.
Sarà infine il colpo di scena narrato nell’ultimo capitolo a dare il messaggio chiave: nulla è scontato, la realtà non è come appare perché tutto può ancora accadere.

pubblicato il 31 luglio 2020

A Palazzo Venezia domani “ ‘A Malaparola” di Davide Brandi

A Palazzo Venezia domani “ ‘A Malaparola” di Davide Brandi

SCAFFALE PARTENOPEO

A Palazzo Venezia domani “ ‘A Malaparola” di Davide Brandi

Domani alle ore 17,30 nel cuore di Spaccanapoli sarà presentato il nuovo libro edito dalla casa editrice napoletana Edizioni Mea

di Redazione

Domani alle ore 17,30 nel cuore di Spaccanapoli nello splendido scenario di Palazzo Venezia a Napoli in via Benedetto Croce n. 19 sarà presentato il nuovo libro di Davide Brandi edito dalla casa editrice napoletana Edizioni Mea: ‘A Malaparola. Il testo del professore Brandi a cura di Franco Simeri famoso speaker di Radio Marte, vede la prefazione del bravo scrittore Pino Imperatore e Gianni Simioli anchorman molto amato non solo dai napoletani.
Questo libro nasce dall’esigenza di raccogliere le “male parole”, di conoscerne l’etimologia e la storia per dar loro una giusta collocazione nella lingua napoletana.
L’idea di pubblicare questa raccolta di male parole è nata dall’enorme successo della rubrica radiofonica condotta da Franco Simeri su Radio Marte con protagonista Davide Brandi, noto al “popolo marziano” come ‘O Prufessore.

L’autore del divertente libro negli ultimi anni ha avviato a Napoli una “piccola rivoluzione” a salvaguardia della lingua napoletana e della cultura partenopea in genere. Ha fondato, unitamente ad altri, l’Associazione di Promozione Sociale I Lazzari di cui ne copre il ruolo di Presidente e tiene personalmente i corsi gratuiti presso vari siti della Campania.
Nel testo che sarà presentato il 29 luglio sono state selezionate le male parole più comuni, non trascurando quelle poco conosciute, proprio perché l’intento è quello di preservare con esse la cultura partenopea giunta a noi fino ad oggi.
Un lavoro che ha un duplice intento da un lato far sorridere il lettore, dall’altro di trasmettere soprattutto ai più giovani l’identità partenopea.
Vi aspettiamo il 29 alle ore 17,30 a Palazzo Venezia, a dialogare con l’autore sarà Franco Simeri il curatore del bel testo.

pubblicato il 28 luglio 2020

“Gli Etruschi al Mann” fino al 31 maggio 2021

“Gli Etruschi al Mann” fino al 31 maggio 2021

LA CITTÀ

“Gli Etruschi al Mann” fino al 31 maggio 2021

Inaugurata il 12 giugno la mostra offre a Napoli due interessanti percorsi con l’esposizione di reperti inediti

di Marina Topa

Riapertura con attività intensa per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Dal 12 il sito diretto da Paolo Giulierini offre una grande opportunità culturale per la città e per i turisti che presto torneranno ad affollare Napoli, la mostra “Gli Etruschi e il Mann”. È la giusta occasione per approfondire la conoscenza della cultura di questa popolazione che può essere considerata la più importante nel periodo preromano. Gli Etruschi hanno infatti avuto per lungo tempo il controllo delle risorse del territorio che si estende dalla Pianura Padana a quella Campana, giocando un ruolo incisivo nella cultura della nostra penisola.
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli la ospiterà sino al 31 maggio 2021 con uno splendido allestimento a cui ha lavorato per la realizzazione anche la Regione Campania.
L’esposizione, che è stata curata dal direttore Paolo Giulierini e da Valentino Nizzo che ne ha pubblicato il catalogo con l’editrice Electa, offre la possibilità di ammirare 600 reperti riconducibili alle diverse epoche che si susseguono dal X al IV sec. a.C. e di cui circa 200 saranno esposti per la prima volta.
Il MANN, che custodisce nei suoi depositi un patrimonio artistico dal valore incommensurabile, con questa mostra ha dato l’opportunità di recuperarne al pubblico una parte importante. Grazie ad un minuzioso lavoro di studio, restauro e relativa documentazione sui materiali esposti si è dato un significativo contributo alla ricerca archeologica internazionale per quanto concerne una più approfondita conoscenza della civiltà e della storia etrusca.
Il percorso previsto per la visita si articola in due sezioni di cui una, intitolata “Gli Etruschi in Campania”, documenta la presenza della civiltà etrusca nella nostra regione ed ha un taglio d’interesse più propriamente archeologico mentre l’altra, intitolata “Gli Etruschi al MANN”, presenta i reperti etrusco-italici acquisiti dal Mann con costante ed attento lavoro nell’ambito del ricercato mercato collezionistico ed ha un taglio decisamente più storico-culturale. Per rendere più proficua la visita di questa seconda sezione è consigliabile la lettura del volume “Gli Etruschi in Campania. Storia di una (ri)scoperta dal XVI al XIX secolo”, edito nelle pubblicazioni scientifiche “Quaderni del MANN”, a cura di Valentino Nizzo.
Saranno esposti, inoltre, anche dei materiali del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, una sorta di “manifesto” dell’età delle grandi rotte commerciali e dello scambio di beni di lusso nel Mediterraneo; si tratta dell’intero corredo di una delle tombe più ricche dell’epoca, la Tomba Bernardini (675-650 a.C.), che presenta un forte valore di testimonianza storica considerando quanto gli etruschi fossero definiti dei maestri proprio nell’arte funeraria.

pubblicato su Napoli n.26 del 5 luglio 2020

In buona compagnia con la lettura

In buona compagnia con la lettura

SCAFFALE PARTENOPEO

In buona compagnia con la lettura

A Napoli presso la terrazza dell’hotel Britannique partono suggerimenti sui nuovi libri da leggere per l’estate

di Marina Topa

Lunedì 20 luglio ha avuto luogo “Libri in passerella … in un pomeriggio di mezza estate” nel bellissimo scenario della terrazza dell’Hotel Britannique in Corso Vittorio Emanuele.
L’evento, condotto dalla giornalista e scrittrice Anna Copertino e organizzato in collaborazione dalla “sua” Road Tv Italia e dalla casa editrice Homo Scrivens di Aldo Putignano, ha dato vita ad un bel momento di cultura e socialità. Editori, scrittori, librari e semplici lettori si sono finalmente potuti incontrare “vis-à-vis”, dopo mesi di incontri online per confrontarsi sulla situazione attuale del settore e sulle iniziative post-covid che lasciano sperare in un suo rilancio partendo proprio da Napoli.
Si sono poi susseguite presentazioni di libri e momenti musicali affidati alla voce di Giacomo Casavola.
Iniziativa lodevole, dunque, che ha permesso al pubblico di trascorrere un piacevole pomeriggio e di conoscere una serie di nuove interessanti proposte editoriali da gustare durante le vacanze estive, introdotte dalla lettura della quarta di copertina e intervallate dagli interventi di Chiara Tortorelli, Enza D’Esculapio e del Presidente dell’Associazione Piccoli Editori Diego Guida.

pubblicato il 22 luglio 2020