Una fiera nel cuore dei Quartieri Spagnoli

Una fiera nel cuore dei Quartieri Spagnoli

 EVENTI

Una fiera nel cuore dei Quartieri Spagnoli

La sesta edizione di Ricomincio dai Libri tenutasi nel primo week-end del mese di ottobre con tanti ospiti e tante attività

di Giovanni Di Rienzo

Si è da poco conclusa la sesta edizione di Ricomincio dai Libri (RdL), che nel primo week-end di ottobre (4-5-6) ha ancora una volta arricchito Napoli con grandi ospiti, decine di attività e laboratori per tutti i gusti. Patrocinata anche dal Ministero dell’Ambiente, la manifestazione ha scelto come hashtag #prendiamocicura, a partire dall’orizzonte ambientale fino alla cura di sé e dell’altro che solo la cultura può offrire.

“La scelta di fare una fiera plastic free è stata ben accolta – dice la presidentessa dell’evento Deborah Divertito – sia dai visitatori che da editori ed ospiti, nonché dalla Fondazione Foqus, che ha felicemente collaborato con RdL 2019”. Allo stesso tempo, l’ambiente è stato al centro di numerosi laboratori e incontri, tra i quali il reportage di Francesca Gorzanelli Diario di un viaggio a Chernobyl, l’incontro con Geronimo Stilton per i più piccoli e il dialogo tra il Ministro dell’ambiente Sergio Costa e il direttore del tg1 Giuseppe Carboni. Segnali di una presa di coscienza fondamentale sulle problematiche ambientali, poiché, come sottolineava il Ministro: “Noi senza il pianeta non possiamo vivere, il pianeta senza di noi può vivere benissimo”.

Non meno peso ha avuto la cura per la formazione, l’istruzione e la diffusione della cultura. RdL è sempre stata e rimane, fin dalle sue origini a San Giorgio a Cremano, una fiera “dal basso”, che ha come obiettivo cardine il (ri)portare al centro dell’attenzione la lettura e gli strumenti che solo essa può offrire. Nelle parole del direttore artistico Lorenzo Marone, invece di abbandonarsi a fatalismi, “Ricomincio dai Libri vuole FARE” e creare un’alternativa. Obiettivo quotidianamente portato avanti dal Foqus, nato nel 2014 nel cuore dei Quartieri Spagnoli. In un’epoca di tensione sociale crescente, dove l’individualismo sembra la strada più ragionevole, la fondazione ha il merito di fare una grande opera di inclusione sociale ed educazione in uno dei quartieri più difficili della città. In primis, offrendo un’istruzione primaria a dei bambini che cresceranno con la possibilità di scegliere chi diventare.

RdL e Foqus si incontrano a metà strada, lavorando entrambi in nome della comunicazione e della buona convivenza. Fondamentali, in questo senso, i numerosi laboratori che hanno messo al centro bambini e ragazzi di tutte le età; l’incontro con Giulio Cavalli e il suo Carnaio, incentrato sull’ostilità verso i migranti; il dialogo tra Nello Trocchia e Sandro Cutolo sui Casamonica e i meccanismi della criminalità organizzata; e l’acceso dibattito tra Ernesto Galli Della Loggia (L’aula vuota) e Rachele Furfaro (presidentessa di Foqus), dove sono emerse tutte le contraddizioni del sistema dell’istruzione italiano, bisognoso di una riforma lungimirante e di respiro nazionale, che però non dimentichi le aree dove è a rischio il diritto stesso all’istruzione.

Al termine di questo sesto appuntamento, Ricomincio dai Libri segna un’altra importante tappa del suo percorso, coniugando ancora una volta l’interesse per la contemporaneità e la passione per i libri. Dopo questa felice sinergia con la Fondazione Foqus, forse è lecito aspettarsi una settima edizione allo stesso posto. Infatti la fiera ha ottenuto risultati più che soddisfacenti, sia per gli ingressi che per le vendite, nonostante la visibilità fosse ben diversa da quella dell’anno precedente al MANN. “C’è stata un’ottima affluenza e ognuno ha goduto della fiera a modo suo, dall’appassionato lettore alla famiglia che è venuta qui per trascorrere un bel pomeriggio: era questa l’atmosfera che volevamo costruire” dice sempre la presidentessa Divertito. Ma è ancora presto per fare previsioni e forse RdL, tra le altre cose, continuerà ad essere una fiera itinerante capace di coniugare cultura e riscoperta urbana.
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pubblicato l’11 ottobre 2019

Oggi Open day del V a.a. di Unitre Giovani

Oggi Open day del V a.a. di Unitre Giovani

CITTÀ

Oggi Open day del V anno accademico di Unitre Giovani

Appuntamento nella sala “Silvia Ruotolo” – V Municipalità Comune di Napoli – in via Morghen 84 alle ore 17

di Marina Topa

Negli anni ’70 nacque a Torino, rielaborando un’esperienza francese, UNITRE, l’Università delle Tre Età: giovani, maturi e anziani! Negli anni, dalla sede centrale e legale torinese, si sono diramate varie Sedi Autonome Locali in tutto il territorio nazionale.

A Napoli UNITRE è stata fondata nel 2011 da Mariarosaria Figliola, attuale Presidente, ed ha sede al Vomero, in via Belvedere. È una libera Associazione di Volontariato di Promozione Sociale, riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, senza fini di lucro; è apartitica, laica e rifiuta ogni forma di discriminazione o intolleranza alla quale possono aderire, nel rispetto dei principi democratici, adulti di ogni fede religiosa desiderosi di migliorare la propria qualità di vita coltivando rapporti sociali attraverso la condivisione di obiettivi socio-culturali. Ecco, quindi, perché UNITRE è definita Accademia di Cultura e Accademia di Umanità: ormai è diventata un grande punto di riferimento per lo sviluppo delle conoscenze ed un significativo centro di aggregazione sociale operativo sul territorio.

Ai COLLEGI (Artistico, Espressivo, Letterario, Linguistico, Umanistico, Scientifico) si aggiungono i LABORATORI (Arti Femminili, Teatrale, Musicale, Canto Corale, Informatica, Fotografico) che concludono la loro attività con SAGGI realizzati a fine anno dagli stessi allievi; inoltre l’Accademia di Umanità comprende iniziative varie di volontariato e di tipo ricreativo e sociale.

Il numero dei partecipanti a questa iniziativa socialmente così importante è cresciuto di anno in anno e l’augurio è che continui così perciò tutti invitati all’OPEN DAY del V ANNO ACCADEMICO DI UNITRE GIOVANI il 9 ottobre nella sala “Silvia Ruotolo” – V Municipalità Comune di Napoli – via Morghen 84, alle ore 17,00.

pubblicato il 09 ottobre 2019

“Ehi tutto bene?” di Claudio Rinaldi

“Ehi tutto bene?” di Claudio Rinaldi

SOCIETÀ

“Ehi tutto bene?” di Claudio Rinaldi

Replica presso l’Arciconfraternita Santa Maria del Soccorso all’Arenella della mostra di pittura esposta lo scorso aprile al PAN

di Marina Topa

Importante traguardo quello raggiunto con la mostra di pittura di Claudio Rinaldi, un giovane autistico, dal titolo “Ehi tutto bene?”. Questa mostra è la replica di quella esposta al PAN lo scorso mese di aprile, anch’essa curata dalla professoressa Manuela Torre, insegnante di sostegno di Claudio e curatrice d’arte. Il titolo nasce dalla frase che il ragazzo ripeteva frequentemente alla sua insegnante a testimonianza della sensibilità presente anche nei ragazzi autistici. L’Associazione “La città adattabile”, di cui è presidente Cristina Gargiulo, madre di Claudio, insieme con l’associazione “Il Carro” da anni sono impegnate per la conquista dell’integrazione e dell’autonomia delle persone autistiche.

“La Città Adattabile” è un’associazione formata da genitori e familiari di questi ragazzi che stimolano e coinvolgono nelle loro iniziative molti volontari, soprattutto ragazzi coetanei dei loro figli: accettare l’autismo e conoscerlo è il primo passo per abbattere le barriere che in molti casi si considerano più alte di quello che in realtà sono.

Il dipartimento di Neuropsichiatria della Asl Napoli 1, di cui la responsabile è la dottoressa Luisa Russo, ha attivato una serie di iniziative a favore di questo progetto di integrazione e sostegno dei bisogni delle persone autistiche ed ha incontrato grande appoggio anche nella persona di Don Aldo Scatola, parroco della Chiesa di Santa Maria del Soccorso a piazza Arenella.

Nel presentare la mostra, allestita nei locali dell’Arciconfraternita Santa Maria del Soccorso all’Arenella, un vero scrigno d’arte, Monsignor Aldo Scatola ha sottolineato l’importanza della solidarietà umana e cosa significa renderla concreta. Ha invitato ad avvicinarsi all’esperienza del volontariato affiancando ai ragazzi autistici sia i ragazzi che le persone adulte, ognuno con il ruolo che sente più consono a se stesso, partecipando a dei laboratori artistici che avranno luogo nei locali in via Massari messi a disposizione dalla sua Parrocchia. L’iniziativa è stata salutata con entusiasmo anche dal presidente della 5^ municipalità, Paolo De Luca, che ha ricordato la particolare attenzione alle politiche sociali della municipalità stessa, disponibile ad offrire anche dei locali.

Entusiasmante è stata anche la partecipazione di tanti ragazzi che già lo scorso anno hanno vissuto esperienze di volontariato nel quartiere e che sono pronti a ripeterle. Coloro che sono interessati a mettere a disposizione le proprie competenze in qualità di esperti di pittura, ceramica, disegno o varie attività manipolative, coloro che sono interessati ad offrire un contributo di vigilanza e tutti i ragazzi interessati a frequentare i corsi per imparare ad esprimersi attraverso queste forme d’arte, possono rivolgersi alla segreteria della Parrocchia Santa Maria del Soccorso all’Arenella aperta tutti i pomeriggi in modo da poterli organizzare nel modo più consono alle esigenze di tutti.
C’è una certezza: l’esperienza non produrrà un arricchimento solo per i ragazzi con problematiche particolari ma per tutti, perché la vera integrazione è una conquista sociale e tutti avremmo diritto a rispondere positivamente alla domanda di Claudio “Ehi, Tutto bene?”.

pubblicato il 01 ottobre 2019

Quella volta che Diego fece un gol mondiale

Quella volta che Diego fece un gol mondiale

TESTIMONE DEL TEMPO

Quella volta che Diego fece un gol mondiale

La storia di tanti incontri, di incroci e il ricordo del grande Diego, autore di uno dei gol più belli che ancora oggi non si dimentica

di Mimmo Carratelli

Toh, il Brescia dei gemelli Filippini, Emanuele 1,67 e Antonio 1,68, piccoli furetti di un calcio lontano che ebbero l’onore e il piacere di giocare fianco a fianco con Pep Guardiola, 2001-2003, proprio lui, il Pep, che a trent’anni arrivò al Brescia ruspante di Carletto Mazzone perché voleva giocare con Roberto Baggio, il suo idolo.

Quel Brescia di Roberto Baggio, il delizioso inarrivabile putto vicentino che passò dalla Fiorentina alla Juventus per 25 miliardi (1990) e dalla Juventus al Milan per 18 (1995) e, a fine carriera, lui il sommo artista di Caldogno, finì in provincia per guadagnarsi l’ultima convocazione in nazionale che però non ebbe dopo avere giocato in tre Mondiali. Quel Brescia di Baggio e Guardiola noi del golfo azzurro non lo vedemmo mai perché, sul punto di affogare, annaspavamo in serie B fra Ferlaino, Corbelli e Naldi, e finì in fallimento, mentre il Brescia giocava magnificamente in serie A, a metà classifica, e Andrea Pirlo vi disegnava le prime traiettorie magiche a ventidue anni. Toh, il Brescia e Brescia, la città dove è nato Ottavio Bianchi, figlio di un tipografo, perciò a noi più caro, e amico, Brescia la leonessa d’Italia perché resistette agli austriaci (1849), la squadra bresciana anch’essa leonessa contro il Napoli capace di resistere agli azzurri 14 volte in trentasei scontri in serie A, 14 pareggi che fanno il paio con le 14 vittorie del Napoli (e 8 sconfitte).

Un osso duro il Brescia, compagno degli azzurri in nove campionati di serie B, uno proprio trionfale (1964-65) con Brescia e Napoli promossi, quel Napoli dell’indimenticabile petisso Pesaola che alla maglia azzurra, da giocatore e da allenatore, ha dato il cuore e di più, e Faustinho Canè fece il cannoniere (12 gol) per la promozione.

Emanuele e Antonio Filippini

Una storia a singhiozzo col Brescia per i saliscendi delle due squadre, una storia che cominciò negli anni Trenta col Napoli di Ascarelli e Garbutt, e Vojak prendeva a pallate le “rondinelle”, tre gol persino a Giuseppe Peruchetti, della provincia bresciana che giocava anche in nazionale. Ma il capolavoro resta quello di Maradona (e chi se no?) il 14 settembre 1986, Diego fresco campione del mondo in Messico. Alla vigilia della partita, l’allenatore dei bresciani Giorgi anticipò: “Gol come Maradona li ha fatti agli inglesi e ai belgi al Mondiale, in Italia con le difese chiuse se li sogna”. E, invece, andammo a Brescia e il pibe lo smentì, ripetendo il prodigio messicano. Quasi alla fine del primo tempo, Diego accarezzò col petto il lancio di Bagni spalle alla porta, finse di andare al centro e si spostò a sinistra dribblando in dieci metri tre difensori bresciani e infilando di grazia il portiere Aliboni. Ovazione. Fu la prima partita di quel campionato (1986-87) che portò a Napoli il primo scudetto.

Ora arriva un Brescia pimpante. L’imprenditore agricolo cagliaritano Massimo Cellino, per vent’anni presidente del Cagliari, dopo le avventurose sortite in due club inglesi, ha preso il Brescia nel 2017 per 6,5 milioni di euro in serie B portandolo in A. Sulla panchina Eugenio Corini, un bresciano di provincia, che avemmo a Napoli, filiforme ed elegante centrocampista, nel campionato 1993-94, con Lippi allenatore e orgogliosa qualificazione in Coppa Uefa. Corini giocò solo 14 partite. Aveva un bel tiro “da fuori”, ma non fece mai gol. Il gioiello della squadra è l’attaccante Alfredo Donnarumma, 29 anni, di Torre Annunziata, ex Empoli. Il Brescia ha buoni giocatori, l’attaccante francese Ayé, 22 anni, dal Clermont per 2,5 milioni, il gigantesco portiere finlandese Joronen dal Copenaghen (26 anni, 1,97) e, negli ultimi giorni di mercato, ha fatto un colpo dietro l’altro riportando Balotelli in Italia, che dopo la squalifica potrà scendere in campo al San Paolo, Matri e Romulo.

Sarà la terza partita di campionato al San Paolo, lo stadio finalmente disponibile dopo i lavori di ristrutturazione che hanno riguardato gli spalti, gli spogliatoi e i servizi che hanno costretto il Napoli a giocare in trasferta le prime due gare di campionato. Il Napoli è ancora accreditato come sfidante della Juventus per lo scudetto, affiancato quest’anno dall’Inter di Conte e Lukaku. Gli azzurri giocheranno per la ventitreesima volta alle 12,30. La partita all’ora del ragù porta bene agli azzurri: 15 vittorie, 3 pareggi, 4 sconfitte. Mai contro il Brescia sinora. Ed è Mertens il cannoniere di mezzogiorno con 10 gol segnati. 

pubblicato su Napoli n.15 del 28 settembre 2019

Battere Battara nel romanzo fra Napoli e Samp

Battere Battara nel romanzo fra Napoli e Samp

Pietro Battara

TESTIMONE DEL TEMPO

Battere Battara nel romanzo fra Napoli e Samp

Era il 1971 e finì 0 a 0. Un pomeriggio leggendario a cui seguirono altri incontri altrettanto entusiasmanti

di Mimmo Carratelli

Battere Battara è stata la supplichevole invocazione sugli spalti del San Paolo nella partita del Napoli contro la Sampdoria, il 7 febbraio 1971, finita 0-0. Pietro Battara, torinese, 228 presenze nella Samp, 244 gol presi, visse un pomeriggio di leggenda a Napoli opponendosi con parate strepitose ai più pericolosi tiri degli azzurri. Fu un portiere eroico perché giocò con un pollice ingessato. Era al massimo della carriera, aveva 35 anni. Nel campionato 1969-70 era rimasto imbattuto per 641 minuti. Soprattutto nel primo tempo, le prodezze di Battara fermarono il Napoli. Grande parata sulla prima pericolosa conclusione (Juliano). Il portiere doriano si superò poi in due consecutivi interventi: prima sulla gran punizione di Sormani, poi volando sotto la traversa a respingere il colpo di testa di Panzanato. A fine primo tempo, la prodezza sulla girata al volo di Altafini.

Il Napoli, finiti gli anni di Sivori, aveva acquistato Sormani per un’accoppiata brasiliana con Altafini. Quel giorno dell’imbattibile Battara, Chiappella schierò Zoff; Ripari, Pogliana; Zurlini, Panzanato, Bianchi; Hamrin, Juliano, Altafini, Ghio (Improta), Sormani. Il Napoli giocò uno splendido campionato piazzandosi al terzo posto (la Samp si classificò dodicesima). Fu l’anno dello scippo milanese quando Gonella spianò la strada alla rimonta dell’Inter che poi vinse lo scudetto. Fu la difesa il “segreto” di quel Napoli che lottò per lo scudetto finendo poi a 7 punti dall’Inter. Appena 19 i gol incassati in trenta partite, migliore difesa del campionato. Zoff non prese gol in diciotto partite.

Quella Samp era allenata da Fulvio Bernardini e aveva in squadra il ventitreenne Marcello Lippi che giocò da battitore libero. Dal Milan aveva preso Lodetti a 29 anni e dall’Inter Luisito Suarez a 36. Battara giocò 12 partite contro il Napoli rimanendo imbattuto sei volte. Gli azzurri gli segnarono 9 gol: Juliano, Panzanato, Altafini (un gol e un rigore), Sivori, Barison, Bianchi, Manservisi, Improta.

BARONETTO

Fu un mezzo scandalo il passaggio di Gianni Improta alla Sampdoria nel 1973 a 25 anni. Pare non andasse d’accordo con Juliano. Molti tifosi posillipini del “baronetto” protestarono clamorosamente. Improta, in azzurro dal 1969, aveva giocato 110 partite col Napoli, infallibile rigorista. Dei 12 gol messi a segno, Improta ne segnò sette dal dischetto a Bandoni (Fiorentina), Spalazzi (Bari), due volte ad Adani (Bologna), a Carmignani (Juventus), Pizzaballa (Verona), Superchi (Fiorentina). Con la maglia della Sampdoria giocò due volte contro il Napoli nel campionato 1973-74 perdendo al San Paolo 0-1 (gol di Braglia), poi 0-0 a Firenze.

HAMSIK

Sono Roberto Mancini con 8 gol e Marek Hamsik con 7 i cannonieri dei 104 confronti fra Napoli e Sampdoria. Gli altri goleador azzurri: Insigne 6 reti, Maradona 6, Higuain 5, Cavani 5, Mertens 4, Zalayeta 4, Savoldi 3, Pesaola 3, Amadei 3. Per i doriani, Vialli 6 gol, Eder 5, Lombardo 4, Conti 4, Montella 3, Quagliarella 3, Frustalupi 3, Firmani 3, Bassetto 3.

BILANCIO

Sono 104 le partite fra Napoli e Sampdoria con gli azzurri in vantaggio (38 vittorie, 36 pareggi, 30 sconfitte). Il Napoli si è avvantaggiato in casa con 24 vittorie, 19 pareggi, 9 sconfitte.

QUAGLIARELLA

Nel campionato scorso, alla terza giornata, la Sampdoria batté il Napoli 3-0 dopo il brillante inizio della squadra di Ancelotti (2-1 sulla Lazio in trasferta, 3-2 contro il Milan al San Paolo). A Genova, Defrel segnò due gol e Quagliarella mise a segno uno strepitoso colpo di tacco al volo, candidato al Premio Puskas della Fifa per il gol più bello dell’anno. Al ritorno, vinse il Napoli 3-0 (Milik, Insigne e Verdi su rigore).

FUSIONE

La Sampdoria è nata il 12 agosto 1946 dalla fusione di due società liguri, la Sampierdarenese (sorta come polisportiva nel 1891) e l’Andrea Doria (1895). Nella stagione 1945-46, primissimo dopoguerra, si disputarono due campionati, in alta Italia e al Centrosud con un girone finale. Nel campionato settentrionale, l’Andra Doria si piazzò nona e la Sampierdarenese ultima. Fu la crisi economica dei due club a indurli alla fusione. Nel primo campionato di serie A, la Sampdoria si piazzò decima. Perse per 1-0 entrambe le partite col Napoli: a Genova decise un gol di Andreolo, al Vomero un gol di Santamaria. La Samp gioca quest’anno il suo campionato di serie A numero 63. Per undici stagioni ha giocato in serie B.

SCUDETTO

Mentre a Napoli si concludeva l’epopea di Maradona, la Sampdoria (1990-91) vinse il suo unico scudetto (il Napoli arrivò ottavo) con cinque punti di vantaggio sul Milan di Sacchi con Rijkaard, Gullit, Van Basten (e Ancelotti) e sull’Inter di Trapattoni con Zenga, Klinsmann e Matthaeus. Fu la Sampdoria di Pagliuca, Vierchowod, Lombardo, Vialli, Mancini, Dossena, allenata da Boskov. Quell’anno, la Samp batté il Napoli due volte per 4-1: al San Paolo con “doppiette” di Vialli e Mancini, a Genova con gol di Cerezo, Lombardo e due di Vialli.

COPPA ITALIA

La Sampdoria di Vialli e Mancini soffiò la Coppa Italia al Napoli di Maradona nel giugno 1989 (finale con partita di andata e ritorno). Al San Paolo vinse il Napoli 1-0, gol di Renica. A Marassi dilagò la Samp 4-0 con le reti di Vialli, Cerezo, Vierchowod e Mancini su rigore. In campionato, in quella stagione, il Napoli era finito secondo, undici punti dietro l’Inter di Trapattoni, e la Sampdoria s’era classificata al quinto posto.

pubblicato su Napoli n.14 del 14 settembre 2019