Domani primo anniversario di “Un Villaggio per Crescere”

Domani primo anniversario di “Un Villaggio per Crescere”

L’ANNIVERSARIO

Domani primo anniversario di “Un Villaggio per Crescere”

Si festeggerà il progetto dalle 15.30 alle 17.30 presso la sede di Via Comunale Napoli n. 101 a Pianura

di Marina Topa

“Un Villaggio per Crescere” compie un anno e vuole festeggiare il compimento dei traguardi raggiunti con tutti coloro che lo hanno sostenuto attivamente condividendone gli obiettivi: è una vittoria collettiva a tutto beneficio delle famiglie!
Domani dalle 15.30 alle 17.30 presso la sede di Via Comunale Napoli n. 101 a Pianura, quartiere periferico di Napoli, si festeggerà l’anniversario del progetto proposto e coordinato dal Centro per la Salute del Bambino – Onlus approvato nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, area 0-6 anni.
Sarà una festa che vedrà la partecipazione delle Istituzioni Comunali e dei cittadini, delle Associazioni partner del progetto nell’area campana, degli educatori, degli operatori coinvolti e delle famiglie, perché “per crescere un bambino, ci vuole un Villaggio”.

pubblicato il 13 gennaio 2020

“Anche noi siamo felici” di Mariateresa Di Pastena

“Anche noi siamo felici” di Mariateresa Di Pastena

SCAFFALE PARTENOPEO

“Anche noi siamo felici” di Mariateresa Di Pastena

Il nuovo libro della giornalista ed insegnante di lettere alle scuole medie per educare e sensibilizzare i ragazzi

di Marina Topa

Dopo “Voglia di vivere” e “Nico ed i suoi amici” Mariateresa Di Pastena, da anni insegnante di lettere alle scuole medie e giornalista, continua a creare materiale didattico per favorire negli adolescenti, suoi alunni e non, lo sviluppo della capacità di guardare il mondo anche dalla prospettiva di altre persone. Un compito arduo quanto fondamentale: sensibilizzare alla conoscenza e l’accettazione ed il rispetto dell’altro in un mondo dove ancora la diversità, appunto l’ALTRO, fa paura e spesso proprio per questo viene evitato o affrontato con chiusura e talvolta aggressività.

L’autrice, pienamente consapevole del ruolo sociale dell’insegnante, al di là della materia d’insegnamento, dice: “Sono fermamente convinta, e la mia esperienza di insegnante me lo conferma ogni giorno, che dalla scuola, oltre che dalla famiglia, debbano partire messaggi educativi importanti, che possano allontanare, e spero un giorno eliminare, i pregiudizi e ‘l’ignoranza’, intesa nel vero senso della parola, che spesso condizionano i rapporti umani.

L’ultimo libro s’intitola “Anche noi siamo felici” – ed. Koala. Nato, come i precedenti, dall’esigenza di comunicare con i ragazzi e di dar voce alle loro esperienze relative a varie problematiche, in questo libro affronta i temi l’adolescenza, la scuola, l’amicizia, il primo amore, i legami familiari, nelle loro varie sfumature, e le passioni dei ragazzi ma anche degli adulti (in questo caso, il disegno, i fumetti, il calcio, il cinema, Totò). Narrando la vita dei personaggi, approccia poi con leggerezza ma al tempo stesso con incisiva sensibilità le difficoltà della disabilità (in particolare lo spettro autistico) e della ‘terza età’, mostrando come ci si possa avvicinare a queste realtà ricavandone un arricchimento di esperienze e di emozioni positive.

Lorenzo, uno dei protagonisti del romanzo, ha 12 anni ed un fratello, che ne ha 14 e che affetto da una grave forma di autismo, non parla, comunica solo attraverso gli sguardi, adora il cinema e i fumetti della Disney, ama disegnare ed ha una memoria eccezionale: i due fratelli hanno trovato comunque un modo per comunicare e per capirsi. La loro è una bella famiglia ma ogni giorno deve lottare contro tanti pregiudizi e tante barriere. Purtroppo tutto il gruppo familiare è messo spesso a dura prova dal mondo esterno, accecato dai pregiudizi; Lorenzo reclama il diritto della sua famiglia ad una vita uguale a quella di tutte le altre. Lui che da piccolo era geloso delle attenzioni riservate a suo fratello, pur vivendo la propria vita fatta di sogni, amici, giochi, è ora cresciuto e pronto ad impegnarsi per cambiare le cose!

I giovani lettori si accosteranno alle suddette tematiche proprio attraverso le esperienze di Lorenzo, della sua famiglia e dei suoi amici ma il filo conduttore del racconto è la ricerca della felicità, diritto che è di tutti, indipendentemente dalle abilità, dall’età e da tutto il resto.
Ogni capitolo è introdotto da un aforisma, coniato ad hoc dall’autrice per riassumerne il senso e far crescere la speranza e la voglia che ognuno possa vivere al meglio la propria vita ed aiutare anche gli altri in tal senso.

I capitoli sono intervallati da “Proposte di lavoro” che verificano la comprensione del testo, arricchiscono il lessico e la produzione scritta, offrendo anche giochi ed esercitazioni linguistiche originali che stimolano la creatività.

Un libro che, oltre che in contesto scolastico, è una lettura piacevole, divertente e costruttiva per ogni adolescente.

pubblicato il 20 dicembre 2019

Fabrizio Coppola e la sua “Opportunità”

Fabrizio Coppola e la sua “Opportunità”

MUSICA

Fabrizio Coppola e la sua “Opportunità”

Primo singolo di un cantautore napoletano edito dall’etichetta discografica napoletana Suono Libero Music

di Marina Topa

Per chi vuole guardare con ottimismo al futuro della nostra città, quella che segue è una notizia incoraggiante: l’etichetta discografica Suono Libero Music, studio di registrazione e casa editrice indipendente napoletana, nata nel 2013 per occuparsi di tutto ciò che concerne la produzione audio-video, la comunicazione e la distribuzione musicale a livello Nazionale, ha offerto un’importante opportunità al giovane cantautore napoletano Fabrizio Coppola: quella di produrre il suo primo singolo che s’intitola proprio “Opportunità” e con il quale incoraggia ad affrontare la vita con ottimismo e con un atteggiamento resiliente.
Il videoclip della canzone, la cui regia è di Claudio D’Avascio e vede come protagonista femminile l’ attrice e youtuber Gemma Cocca, è una spy-story ambientata per le strade del Vomero. Protagonista maschile è proprio Fabrizio: «Nel video impersono un investigatore stile Crockett di Miami Vice che, attraverso varie peripezie, rincorre invano una ragazza. Desideravo comunicare allo spettatore che bisogna essere sempre positivi e farsi trovare pronti alle occasioni che, all’improvviso, accadono. A volte per cambiare o migliorare la nostra vita serve poco, basta solo avere le antenne connesse con le frequenze delle opportunità che ci arrivano».
Il messaggio di “Opportunità”, riprendendo quello del poeta Orazio, è dunque molto chiaro: lasciamoci andare alle occasioni anche piccole che la vita quotidiana, a chi più a chi meno, offre a tutti.

Il producer Nando Misuraca, sostenitore del progetto di Fabrizio Coppola, dice di lui: «È un ragazzo volenteroso e dotato di un’ottima penna; scrive pop in maniera fluida, trovando sempre spunti interessanti e questo, a mio avviso, è la sua caratteristica più interessante, in un panorama musicale costellato da canzoncine spesso banali».
Il cantautore Coppola dice simpaticamente di sé che è cresciuto a pane e telefilm americani e per lui «la musica si è fermata lì. Passavo ore e ore registrando decine di casette sull’impianto stereo nella mia cameretta, ascoltando grandi artisti come George Michael (di cui è stato voce solista di una nota tribute band), Stevie Wonder, Elton John, Michael Jackson ed i Queen».

Il singolo sarà presentato domani alle 16 negli spazi di Suono Libero Music in via Aniello Falcone 52 in occasione del Christmas Party.

In bocca al lupo a Fabrizio Coppola ed a Suono Libero Music propagatori di positività!

pubblicato il 13 dicembre 2019

Serie A contro Jupiler Pro League

Serie A contro Jupiler Pro League

L’APPROFONDIMENTO

Serie A contro Jupiler Pro League

Due campionati molto diversi con un enorme divario finanziario e tecnico ma durante una partita le cose possono cambiare

di Francesco Marchionibus

Dunque ci siamo. Il girone di Champions giunge alla sua conclusione ed il Napoli ha la possibilità di staccare il biglietto per gli ottavi di finale affrontando al San Paolo la squadra belga del Genk.
La qualificazione agli ottavi, che manca dall’edizione 2016/17, sarebbe importantissima soprattutto in una stagione in cui appare incerta addirittura la partecipazione alla prossima Champions.
Il passaggio del girone infatti, oltre a fornire una iniezione di fiducia a un ambiente che per vari motivi quest’anno ha vissuto pochi momenti entusiasmanti, servirebbe a confermare il Napoli, dopo i quarti di finale di Europa League della scorsa stagione, nel novero delle squadre europee immediatamente a ridosso dei cosiddetti top club.
Il mantenimento o addirittura il miglioramento della posizione nel ranking europeo (attualmente il Napoli è 18°) oltre ad essere motivo di soddisfazione consentirebbe agli azzurri di presentarsi anche ai gironi di C.L. della prossima stagione, sperando ovviamente nell’impresa di raggiungere quest’anno almeno il quarto posto in campionato, come squadra di seconda fascia.
All’importante risultato sportivo si aggiungerebbe poi anche un beneficio economico non di poco conto: la qualificazione agli ottavi porterebbe nelle casse del Napoli 9,5 mln di euro, a cui si aggiungerebbero 0,9 mln in caso di pareggio con il Genk e 2,7 mln in caso di vittoria.
Ma per raggiungere gli ottavi occorre superare l’ostacolo rappresentato dalla squadra campione del Belgio.
Il Genk, nato nel 1988 dalla fusione tra il Waterschei Thor e il K.F.C. Winterslag, nella sua breve storia si è aggiudicato 4 campionati, 2 coppe e 2 supercoppe nazionali.
Negli ultimi anni gli “Smurfen” (Puffi), come vengono soprannominati dai propri tifosi per i colori sociali bianco-blu, si sono messi in luce anche a livello europeo con tre partecipazioni alla fase a gironi della Champions ed il raggiungimento dei quarti di finale della Europa League nel 2016/2017.
Oltre ad ottenere ottimi risultati, la società del presidente Croonen negli ultimi anni ha anche annoverato nelle proprie fila giocatori che poi sono diventati protagonisti di primo livello nei maggiori campionati europei: il nostro Koulibaly, e poi da Benteke a Carrasco, da Courtois a de Bruyne, a Milinković-Savić, fino a Castagne e al nuovo talento Malinovs’kyj.
Calciatori quasi tutti belgi, e tutti approdati in campionati più prestigiosi: ed è proprio l’esodo dei migliori calciatori “di casa” che ha determinato la grossa differenza di livello tra la nazionale dei Diavoli Rossi, che attualmente è addirittura prima nel ranking mondiale, e il campionato belga, che è ben lontano come valori dai principali tornei europei, compreso quello italiano.

Il centrocampista novergese del Genk Sander Berge

La seria A belga, che si disputa dal 1895 ed è composta attualmente da sedici squadre, è denominata ufficialmente Jupiler Pro League in quanto viene sponsorizzata oramai da ventisei anni dalla birra Jupiler del gruppo InBev, il maggior produttore mondiale del settore, titolare di numerosi marchi e tra l’altro sponsor ufficiale con la birra Budweiser dei prossimi mondiali in Qatar.
Ma nonostante l’importante sponsorizzazione del torneo, la differenza di valori economici della Pro League rispetto alla nostra Serie A è enorme.
In base ai dati del portale specializzato Transfermarkt.it emerge che il valore totale delle rose delle squadre del campionato belga è pari a 851,8 milioni; la più ricca è quella del Club Bruges con 130,9 mln, mentre la rosa del Genk vale 122,15 mln.
In serie A il valore totale delle rose è di 5,31 miliardi e la Juventus da sola, con i suoi 837,5 milioni, vale quasi come l’intera Jupiler Pro League; il Napoli, da parte sua, ha la seconda rosa per valore della serie A con 653,3 mln.
Un altro indicatore che aiuta a capire la differente portata economica dei due tornei è quello del calciomercato: nell’ultima sessione le squadre del campionato belga hanno registrato complessivamente 144,44 mln di spese e 225,68 mln di entrate, mentre la movimentazione della serie A è stata di 1,17 miliardi di spese e 857,21 mln di entrate.
Infine, i diritti TV: mentre in Italia si discute per l’assegnazione a Mediapro per oltre 1,3 miliardi, la Jupiter cede i propri diritti a 80 mln, meno di quanto prende una neopromossa in Premier League.
Con questi valori economici e il divario tecnico esistente tra i due campionati, l’esito della sfida parrebbe scontato, ma in realtà gli azzurri devono mantenere la guardia alta perché il calcio continentale si presenta oramai molto equilibrato, sia per carenza di autentici fuoriclasse che per il generale miglioramento della qualità del gioco, che riesce ad avvicinare squadre meno dotate sul piano delle individualità alle squadre più forti.
D’altra parte proprio il Napoli negli anni passati è riuscito con la programmazione ed il gioco a ridurre il gap con squadre più ricche e più forti.
L’ostacolo da superare dunque è insidioso, ma alla portata degli azzurri, che non possono fallire l’occasione cercando di dare una decisa svolta alla stagione.

pubblicato su Napoli n.19 del 10 dicembre 2019

I sessant’anni dello Stadio San Paolo

I sessant’anni dello Stadio San Paolo

L’ANNIVERSARIO

I 60 anni dello Stadio San Paolo

Per Napoli-Juve il 6 dicembre 1959 una folla mai vista: 53.366 paganti, 12.167 abbonati e un incasso di 68 milioni di lire

di Gregorio Di Micco

Auguri, caro San Paolo. Auguri per i tuoi sessant’anni, che cadranno il prossimo 6 dicembre. Fu proprio quel giorno, nell’ormai lontano 1959, che le porte del nuovo stadio di Fuorigrotta si aprirono per la prima volta, dopo anni trascorsi sulle gradinate del Vomero, uno stadio angusto, circondato da palazzi gremitissimi di tifosi sulle balconate. Nel nuovo impianto era di scena la Juve, una delle più grandi della storia, con il trio Boniperti, Sivori, Charles. Erano trascorse appena nove giornate dall’inizio di campionato. I bianconeri in vetta, come sempre, gli azzurri con soli 7 punti tra mille ambasce, al confine con la zona retrocessione. L’inaugurazione ufficiale c’era stata il venerdì precedente, con la benedizione del cardinale Castaldo, alla presenza del ministro Togni.
Per Napoli-Juve folla mai vista: 53.366 paganti e 12.167 abbonati più i soliti portoghesi. Incasso totale di 68 milioni di lire, all’epoca cifra altissima. Sugli spalti una passione incontenibile. Chi scrive era un ragazzino abbarbicato al braccio del padre Mimì, in tribuna laterale. Nel Napoli giocatori che hanno fatto la storia del club: Bugatti, l’Ottavio volante, Di Giacomo, il bersagliere, Luis Vinicio, uno dei più grandi attaccanti approdato in Italia dal Brasile, Del Vecchio, anche lui brasiliano ma rissoso e inconcludente, e infine Pesaola, il Petisso, l’uomo che ha legato la sua vita indissolubilmente al Napoli e a Napoli.

L’avvio tra entusiasmi e paure. Quella Juve era imbattibile. Eppure, dopo appena sei minuti, l’ala destra azzurra Vitali riuscì ad andare in gol di testa su spiovente di Pesaola. Al 14’ Vinicio colpì la traversa con un tiro potentissimo. Null’altro di eclatante fino alla fine del primo tempo. Nella ripresa, al 18’, il raddoppio: cross di Vitali dalla destra, palla a Vinicio spalle alla porta, mezza girata e gol rapidissimo. Un due a zero secco, senza appigli, Juve soggiogata.
Ad un minuto dalla fine, la doccia gelata: l’arbitro Jonni fischia un improbabile fallo di Comaschi su Stacchini decretando il rigore. A nulla valgono le proteste azzurre. Sul dischetto il nazionale Cervato, specialista nel ramo. Niente da fare per Bugatti. Il portiere, per la rabbia, raccoglie la sfera in fondo alla rete e la lancia con un calcione nel fossato. Subito dopo il fischio di chiusura con un’esplosione di incontrollabile gioia. Il Comandante Achille Lauro issato sulle spalle dai tifosi e portato in giro come la statua di San Gennaro. Mortaretti in tutti i settori, tantissimi bengala accesi.
Il giorno dopo i giornali napoletani celebrano il grande trionfo. Sul Roma il direttore Alberto Giovannini elabora un fondo memorabile. Sul Mattino Gino Palumbo sottolinea: “Data storica per la città”. Guido Prestisimone sul settimanale Lo Sport parla di vittoria incancellabile.
Quella domenica rappresentò la svolta per il calcio partenopeo. Nei decenni successivi il nuovo impianto, intitolato nel frattempo a San Paolo per volere della Curia napoletana, avrebbe visto la conquista di due scudetti, più di una Coppa Italia e addirittura una Coppa Uefa. Ma anche qualche amara retrocessione in B e qualche promozione in A. E, addirittura, un fallimento. Avrebbe inoltre registrato le prodezze di un fenomeno del calcio, quel Maradona stabilmente al vertice della passione azzurra. Dopo anni di degrado lo stadio, grazie al Comune e alle recenti Universiadi, è stato rifatto da capo a piedi. Ora brilla come nel giorno del suo debutto. Nella sua seconda vita, appena iniziata, dovrà prima o poi arrivare il terzo scudetto. Riuscirà De Laurentiis, prima o poi, ad agguantarlo?

Napoli-Juventus 2-1 (6 dicembre 1959)

NAPOLI: Bugatti, Comaschi, Mistone, Beltrandi, Greco, Posio, Vitali, Di Giacomo, Vinicio, Del Vecchio, Pesaola. All. Amadei

JUVENTUS: Vavassori, Castano, Sarti, Emoli, Cervato, Colombo, Boniperti, Nicolè, Charles, Sivori, Stacchini. All. Depetrini

ARBITRO: Jonni di Macerata

RETI: 6’ Vitali, 66’ Vinicio, 89’ Cervato (rigore)

pubblicato su Napoli n.18 del 23 novembre 2019