Battere Battara nel romanzo fra Napoli e Samp

Battere Battara nel romanzo fra Napoli e Samp

Pietro Battara

TESTIMONE DEL TEMPO

Battere Battara nel romanzo fra Napoli e Samp

Era il 1971 e finì 0 a 0. Un pomeriggio leggendario a cui seguirono altri incontri altrettanto entusiasmanti

di Mimmo Carratelli

Battere Battara è stata la supplichevole invocazione sugli spalti del San Paolo nella partita del Napoli contro la Sampdoria, il 7 febbraio 1971, finita 0-0. Pietro Battara, torinese, 228 presenze nella Samp, 244 gol presi, visse un pomeriggio di leggenda a Napoli opponendosi con parate strepitose ai più pericolosi tiri degli azzurri. Fu un portiere eroico perché giocò con un pollice ingessato. Era al massimo della carriera, aveva 35 anni. Nel campionato 1969-70 era rimasto imbattuto per 641 minuti. Soprattutto nel primo tempo, le prodezze di Battara fermarono il Napoli. Grande parata sulla prima pericolosa conclusione (Juliano). Il portiere doriano si superò poi in due consecutivi interventi: prima sulla gran punizione di Sormani, poi volando sotto la traversa a respingere il colpo di testa di Panzanato. A fine primo tempo, la prodezza sulla girata al volo di Altafini.

Il Napoli, finiti gli anni di Sivori, aveva acquistato Sormani per un’accoppiata brasiliana con Altafini. Quel giorno dell’imbattibile Battara, Chiappella schierò Zoff; Ripari, Pogliana; Zurlini, Panzanato, Bianchi; Hamrin, Juliano, Altafini, Ghio (Improta), Sormani. Il Napoli giocò uno splendido campionato piazzandosi al terzo posto (la Samp si classificò dodicesima). Fu l’anno dello scippo milanese quando Gonella spianò la strada alla rimonta dell’Inter che poi vinse lo scudetto. Fu la difesa il “segreto” di quel Napoli che lottò per lo scudetto finendo poi a 7 punti dall’Inter. Appena 19 i gol incassati in trenta partite, migliore difesa del campionato. Zoff non prese gol in diciotto partite.

Quella Samp era allenata da Fulvio Bernardini e aveva in squadra il ventitreenne Marcello Lippi che giocò da battitore libero. Dal Milan aveva preso Lodetti a 29 anni e dall’Inter Luisito Suarez a 36. Battara giocò 12 partite contro il Napoli rimanendo imbattuto sei volte. Gli azzurri gli segnarono 9 gol: Juliano, Panzanato, Altafini (un gol e un rigore), Sivori, Barison, Bianchi, Manservisi, Improta.

BARONETTO

Fu un mezzo scandalo il passaggio di Gianni Improta alla Sampdoria nel 1973 a 25 anni. Pare non andasse d’accordo con Juliano. Molti tifosi posillipini del “baronetto” protestarono clamorosamente. Improta, in azzurro dal 1969, aveva giocato 110 partite col Napoli, infallibile rigorista. Dei 12 gol messi a segno, Improta ne segnò sette dal dischetto a Bandoni (Fiorentina), Spalazzi (Bari), due volte ad Adani (Bologna), a Carmignani (Juventus), Pizzaballa (Verona), Superchi (Fiorentina). Con la maglia della Sampdoria giocò due volte contro il Napoli nel campionato 1973-74 perdendo al San Paolo 0-1 (gol di Braglia), poi 0-0 a Firenze.

HAMSIK

Sono Roberto Mancini con 8 gol e Marek Hamsik con 7 i cannonieri dei 104 confronti fra Napoli e Sampdoria. Gli altri goleador azzurri: Insigne 6 reti, Maradona 6, Higuain 5, Cavani 5, Mertens 4, Zalayeta 4, Savoldi 3, Pesaola 3, Amadei 3. Per i doriani, Vialli 6 gol, Eder 5, Lombardo 4, Conti 4, Montella 3, Quagliarella 3, Frustalupi 3, Firmani 3, Bassetto 3.

BILANCIO

Sono 104 le partite fra Napoli e Sampdoria con gli azzurri in vantaggio (38 vittorie, 36 pareggi, 30 sconfitte). Il Napoli si è avvantaggiato in casa con 24 vittorie, 19 pareggi, 9 sconfitte.

QUAGLIARELLA

Nel campionato scorso, alla terza giornata, la Sampdoria batté il Napoli 3-0 dopo il brillante inizio della squadra di Ancelotti (2-1 sulla Lazio in trasferta, 3-2 contro il Milan al San Paolo). A Genova, Defrel segnò due gol e Quagliarella mise a segno uno strepitoso colpo di tacco al volo, candidato al Premio Puskas della Fifa per il gol più bello dell’anno. Al ritorno, vinse il Napoli 3-0 (Milik, Insigne e Verdi su rigore).

FUSIONE

La Sampdoria è nata il 12 agosto 1946 dalla fusione di due società liguri, la Sampierdarenese (sorta come polisportiva nel 1891) e l’Andrea Doria (1895). Nella stagione 1945-46, primissimo dopoguerra, si disputarono due campionati, in alta Italia e al Centrosud con un girone finale. Nel campionato settentrionale, l’Andra Doria si piazzò nona e la Sampierdarenese ultima. Fu la crisi economica dei due club a indurli alla fusione. Nel primo campionato di serie A, la Sampdoria si piazzò decima. Perse per 1-0 entrambe le partite col Napoli: a Genova decise un gol di Andreolo, al Vomero un gol di Santamaria. La Samp gioca quest’anno il suo campionato di serie A numero 63. Per undici stagioni ha giocato in serie B.

SCUDETTO

Mentre a Napoli si concludeva l’epopea di Maradona, la Sampdoria (1990-91) vinse il suo unico scudetto (il Napoli arrivò ottavo) con cinque punti di vantaggio sul Milan di Sacchi con Rijkaard, Gullit, Van Basten (e Ancelotti) e sull’Inter di Trapattoni con Zenga, Klinsmann e Matthaeus. Fu la Sampdoria di Pagliuca, Vierchowod, Lombardo, Vialli, Mancini, Dossena, allenata da Boskov. Quell’anno, la Samp batté il Napoli due volte per 4-1: al San Paolo con “doppiette” di Vialli e Mancini, a Genova con gol di Cerezo, Lombardo e due di Vialli.

COPPA ITALIA

La Sampdoria di Vialli e Mancini soffiò la Coppa Italia al Napoli di Maradona nel giugno 1989 (finale con partita di andata e ritorno). Al San Paolo vinse il Napoli 1-0, gol di Renica. A Marassi dilagò la Samp 4-0 con le reti di Vialli, Cerezo, Vierchowod e Mancini su rigore. In campionato, in quella stagione, il Napoli era finito secondo, undici punti dietro l’Inter di Trapattoni, e la Sampdoria s’era classificata al quinto posto.

pubblicato su Napoli n.14 del 14 settembre 2019

Malazè e la bellezza dei Campi Flegrei

Malazè e la bellezza dei Campi Flegrei

 L’EVENTO

Malazè e la bellezza dei Campi Flegrei

L’evento ArcheoEnoGastronomico alla XIV edizione che si terrà tra oggi e il 24 settembre con un programma ricco di iniziative

di Ciro Biondi

Nato da un’idea di Rosario Mattera per promuovere le bellezze e le molte proposte turistico-culturali di un’area del napoletano poco nota, Malazè è l’evento ArcheoEnoGastronomico dei Campi Flegrei. La XIV edizione si terrà tra il 14 e il 24 settembre. Decine gli appuntamenti in calendario nel fitto programma che si svilupperà su tutto il territorio con iniziative a Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, l’isola di Procida e una parte della città di Napoli. Tra gli eventi in programma: passeggiate, bike tour, visite guidate, visite teatralizzate, immersioni, degustazioni e incontri. Quattro gli hub che caratterizzeranno questa edizione: Rione Terra (sabato 14), lago d’Averno e Monte Nuovo (domenica 15) e Astroni (sabato 21). Oltre alle iniziative concentrate negli hub, domenica 22 giornata “Fringe” con iniziative su tutto il territorio.

Per tutta la durata di Malazè sono previste iniziative “Gusto” con proposte degli chef che proporranno menu particolari. Mercoledì 18 si terrà uno degli eventi più significativi della manifestazione con la “Notte Galeotta: evasioni di gusto”: serata all’interno della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli con chef stellati e maestri pizzaioli che proporranno una cena speciale per le detenute della struttura. Parteciperanno alla serata la Chef Marianna Vitale (stella Michelin con “Sud Ristorante” di Quarto), Angelo Carannante, stella Michelin del ristorante “Caracol” di Bacoli, Franco Pepe di “Pepe in Grani”, Diego Vitagliano di 10 Diego Vitagliano pizzeria, “Officina Bufala” di Francesco D’Alena, La cooperativa “Lazzarelle”, “Donne del Vino Campania”, Associazione Italiana Sommelier – Delegazione di Napoli, l’Apericar de La Bottega dei Semplici Pensieri, Perrella Distribuzione, l’I.s.i.s. “Vittorio Veneto” di Scampia. Iniziativa organizzata in collaborazione con la struttura di detenzione diretta dalla dottoressa Carlotta Giaquinto. Malazè negli anni è diventato un laboratorio diffuso di innovazione territoriale dove si sperimentano e si attivano nuovi percorsi di sviluppo a base creativa e culturale che combinano la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico con il food, il sociale, le nuove tecnologie digitali, il design e il fare impresa. Una dimensione in cui si coniugano sviluppo, identità e sostenibilità.

Rosario Mattera
“Il nostro sforzo per un territorio da rivalutare”

“Ogni anno ci sono difficoltà. Ma ogni anno è una gioia avere un programma così fitto e dettagliato, con tante interessanti iniziative”. A parlare è Rosario Mattera, ideatore ed organizzatore di Malazè, l’evento che si è trasformato nel tempo in un vero progetto territoriale, ribattezzato festival “enoarcheogastronomico” dei Campi Flegrei, giusto per indicare i tre elementi che stanno alla base dell’idea: l’archeologia, il vino e la gastronomia.

Quale l’importanza della tradizione enogastronomica flegrea per Malazè?

«In effetti la nostra zona è stata sempre rinomata, anche nel recente passato, per la grande tradizione legata al cibo e al vino. Una tradizione da recuperare sempre più perché il mito dell’industria prima e le due crisi bradisismiche del ‘900 l’avevano affondata».

Qual è lo stato del settore?

«Per la cucina abbiamo delle punte di eccellenza con cui possiamo competere a livello mondiale e internazionale. In questo momento abbiamo due chef stellati. Marianna Vitale di “Sud Ristorante” di Quarto e Angelo Carannante del ristorante “Caracol” di Bacoli: due giovani che speriamo possano essere da riferimento per il territorio. Negli ultimi anni si stanno affacciando, soprattutto a Bacoli, molti ristoratori che dopo varie esperienze, anche all’estero, stanno cercando di valorizzare gli ottimi prodotti di questo territorio. Tutto questo dopo che un primo boom con l’apertura di ristoranti e pub, spesso di bassa qualità ma forti per la domanda che premiava il nostro territorio, erano attivi. Per quanto riguarda il settore vitivinicolo negli ultimi dieci anni si sono registrati dei progressi notevoli, grazie all’innesto in numerose aziende di giovani che sono diventati enologi ed hanno deciso di restare e portare avanti i progetti dei loro genitori e nonni. Questi traguardi raggiunti sono stati certificati da numerose guide del settore con riconoscimenti durante le manifestazioni del settore».

Cosa bisognerebbe ancora fare?

«Per quanto riguarda la ristorazione, bisogna assolutamente puntare su una cucina di territorio di qualità e investire in accoglienza, queste sono carenze che oggi non ti puoi più permettere se vuoi competere. Per il settore vitivinicolo, dopo i passi da gigante fatti in questi anni, occorre fare quello che io chiamo l’ultimo miglio: fare rete e sistema. È inconcepibile che con una produzione così limitata di circa 800mila bottiglie come le D.o.c. Campi Flegrei, non si capisca che occorrono poche ma importanti cose da fare; una di queste è l’apposizione ad ogni bottiglia della fascetta del Consorzio di Tutela Vini dei Campi Flegrei, Ischia e Capri. Questo accorgimento tutela il prodotto, garantisce il consumatore e da essa si possono trarre le risorse per la valorizzazione e la promozione del territorio che avviene in moltissimi territori come nel vicino areale vesuviano».

Quali le novità di quest’anno nel programma?

«Indubbiamente la “Notte Galeotta: evasioni di gusto”. Pensate due chef stellati e alcuni maestri pizzaioli che offriranno alle detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli una cena completamente dedicata a loro. L’idea non è nuova, in quattordici anni abbiamo organizzato diverse iniziative solidali e nel 2010 e nel 2011 siamo stati in carcere con iniziative per raccogliere fondi da destinare alle detenute. Quest’anno, grazie alla collaborazione della direttrice, la dottoressa Carlotta Giaquinto, stiamo organizzando l’evento che chiaramente è chiuso al pubblico esterno. Insomma sarà una serata di solidarietà, con protagonisti di alto livello all’interno del chiostro seicentesco del carcere di Pozzuoli. Ma è solo una delle tante iniziative…».

Tra le decine di iniziative c’è anche il salone del vino…

«Un vero e proprio progetto, il “Prephylloxera”, primo salone dedicato esclusivamente ai vini da vigneti a piede franco che si svolgerà sabato 14 settembre, di mattina, al Rione Terra di Pozzuoli. Ci sarà un convegno e la degustazione guidata. Parteciperanno i vini dei vitigni a piede franco, come i vigneti locali. Nell’’800 tutte le viti d’Europa furono devastate dal parassita chiamato fillossera. Si dovette quindi innestare la vite locale in un piede americano perdendo, quindi, le caratteristiche autoctone. Questo non è accaduto nei terreni vulcanici come i Campi Flegrei. Qui, come in altri pochi posti d’Italia e d’Europa, noi assaggiamo il vino prodotto da viti che possono essere ritenute giustamente le dirette discendenti di quelle che piantarono i Greci oltre duemila anni fa».

pubblicato su Napoli n.14 del 14 settembre 2019

Mille colori, la città dell’accoglienza

Mille colori, la città dell’accoglienza

/ L’EVENTO

Mille colori, la città dell’accoglienza

Quinta edizione di Napoli Expò Art Polis dal 14 settembre al 10 novembre 2019 a cura di Daniela Wollmann

di Marina Topa

Dal 14 settembre al 10 novembre 2019 sarà possibile assistere, nella nostra città, ad una serie di spettacoli che vedranno impegnati numerosi artisti che, pur se con linguaggi diversi, indurranno a riflettere sul tema conduttore della rassegna: “Mille colori, la città dell’accoglienza”. In un momento storico come quello attuale, in cui l’aumento di episodi di razzismo testimonia che la capacità di accettazione del prossimo tende a ridursi, sarebbe stato difficile scegliere un tema più pertinente ed è bello che il messaggio parta proprio da Napoli, la città dell’accoglienza per antonomasia.

Il comunicato stampa ufficiale con programma ed info utili:

V edizione Napoli Expò Art Polis
Transiti di arte mediterranea
5^edizione – Mille colori, la città dell’accoglienza –
a cura di DANIELA WOLLMANN

Vernissage
sabato 14 settembre ore 16.30
PAN/Palazzo delle Arti di Napoli

sabato 14 settembre ore 16PAN/Palazzo delle Arti di Napoli
Arte contemporanea declinata da oltre 70 artisti in una pluralità di linguaggi, sotto la comune influenza del Mediterraneo. Sarà questo il tratto distintivo della V^ edizione del Napoli Expò Art Polis che inaugura sabato 14 settembre, ore 16.30 negli spazi del secondo piano del PAN/ Palazzo Delle Arti di Napoli. Tema dell’edizione 2019, in linea con un’attualissima esigenza di amore e apertura verso il prossimo, è : Mille colori, la città dell’accoglienza. A far da apripista alla rassegna d’arte curata da Daniela Wollmann, che si prolungherà fino al 10 novembre dispiegandosi in un ricco calendario di eventi, sarà la presentazione in anteprima assoluta del corto-omaggio dedicato al grande scultore Vincenzo Gemito, per ricordarlo a 90 anni dalla sua scomparsa. Il video sarà proiettato in loop per tutto il periodo della rassegna, in una sala appositamente dedicata. Per il terzo anno consecutivo Identità insorgenti darà così un importante contributo alla manifestazione con Q1191 GEMITO NAPOLI, regia di Lucilla Parlato. Alla presentazione saranno presenti gli attori e i discendenti dell’artista. A seguire, alle ore 18, ospite il cantautore Marco Fasano che arricchirà l’evento con il dolce sound della sua musica. Domenica 15 prosegue il week end di apertura, alle 11.30, con un duo d’eccezione: sassofono e voce di Marco Zurzolo e Francesca Zurzolo, emozioni assicurate. La manifestazione artistica è organizzata dall’associazione culturale RivoluzionART/CreativiATTIVI in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. Di rilievo la collaborazione con Radio LDR, media partner ufficiale dell’evento, che sarà presente durante la rassegna con la diffusione sui propri canali (http://www.radioldr.eu – https://www.facebook.com/radioldr – DGT 861 radio). LDR è da anni è impegnata in attività socio-culturali, con uno sguardo attendo alle categorie più deboli.

Anche quest’anno il percorso espositivo sarà affiancato da performance musicali, artistiche, coreutiche, inviti alla lettura e tanti altri magici incontri nell’ambito del Salotto “Napoli con…”, voluto dalla curatrice e da Luigi Necco al quale sarà dedicato anche un pomeriggio nel mese di ottobre, con la proiezione di un video.

Un’intera sala sarà dedicata a Gualtiero Passani, ultimo tra gli allievi di Pablo Picasso ancora in attività. Infine, un mini percorso dedicato ai non vedenti con tre opere multisensoriali (tattili e olfattive) a cura di Ambrogio Bosco e Antonio Del Prete, innovatori in questo settore.

Napoli Expò Art POLIS aderisce alla Giornata Internazionale del Contemporaneo, organizzata dall’associazione AMACI, che avrà luogo il 12 ottobre.

Per l’edizione 2019 la rassegna si avvale della collaborazione dell’architetto Bruno Cuomo e TENE per l’allestimento, di ARCSTUDIO per le referenze grafiche, catalogo bilingue, con testi a cura di Gianpasquale Greco e traduzioni di Claudia Cuomo, complementi d’arredo HYUMAN per il salotto “NECCO” e pianoforte offerto da NUNNERI strumenti musicali.

Calendario eventi del Salotto Napoli con…

14 settembre, ore 17.00
Presentazione del video Q1191 GEMITO NAPOLI di Identità Insorgenti;
ore 18, musica con Marco Fasano

15 settembre, ore 11,30
Marco Zurzolo e Francesca Zurzolo

16 settembre, ore 17,30
Incontro con il soprano Maja Murjikneli
18 settembre, ore 17,30
I Sisma – Arturo Caccavale e Daniele De Santo
19 settembre, ore 17,30
Monica Sarnelli

20 settembre
Performance di Ciric Slobodanka, Maurizio Murano, Annarita Pavone, Davide Zito

22 settembre, ore 11,30
L’uovo di Virgilio: passeggiate fotografiche con Sergio Siano e Vittorio Del Tufo
23 settembre, ore 17,30
Grazia Di Michele presenta il suo nuovo libro e cd
25 settembre, ore 17,30
Elena Saviano, presentazione libro Voglia di Memorie

26 settembre, ore 17,30
Rosalia Porcaro

27-28-29-30 settembre
Premio Arte & Rivoluzione-Sala Di Stefano-
30 settembre ore 17,30
proiezione del film Bruciate Napoli di Arnaldo Delehaye

2 ottobre, ore 17,30
Il magico mondo di Puk: presentazione libro e sfilata di moda

3 ottobre, ore 17,30
Stefania Ragni con Habanera

4 ottobre 17,30
La figliata: Patrizio Rispo, Antonella Cioli, Alan De Luca e Ciric Slobodanka
5 ottobre, ore 17,30
Christian Deliso in Oscar della lirica

6 ottobre, ore 11,30
per La casa del sorriso con Patrizio Rispo
7 ottobre, ore 17,30
Marina Zyatkova soprano, Ilaria Barnes pianista, C. Deliso direttore

9 ottobre, ore 17,30
Maurizio De Giovanni

10 ottobre, ore 17,30
G.A. Gobbato, presentazione libro, Bagno in fondo a destra

11 ottobre, ore 17,30
Giovanni Sorvillo e Martina Perrotta

12 ottobre, ore 17,30
Andrea Cassese presenta il suo nuovo album, La minoranza
14 ottobre, ore 17,30
Alessandra Pepe
Donna in ogni senso

16 ottobre, ore 17,30
Claudio & Diana: La posteggia napoletana
con Ginevra e Virginia De Masi ballet

17 ottobre, ore 17,30
Watercolorjazz. Incontro tra colore e musica
con Umberto Bizzarro

18 ottobre, ore 17,30
Frank Dedo band

19 ottobre, ore 17,30
Performance di Manuela Vaccaro

23 ottobre, ore 17,30
Stella Brignola e Luciano Giacca, con Guglielmo Rubino

24 ottobre, ore 17,30
Marina Albamonte, Gianpasquale Greco e Maurizio Vitiello:
dibattito Frontiere sull’arte
contemporanea in Italia

25 ottobre, ore 17,30
Presentazione del libro Sterminator Vesevo di Matilde Serao

26 ottobre, ore 17,30
Medici in arte: Antonio Vitale & Co

2 novembre, ore 17,30
Performance di Antonio Esposito Majello

6 novembre, ore 17,30
Danise #scugnizzojazz

7 novembre, ore 17,30
Giovanni Imparato
9 novembre, ore 17,30
Finissage, con Lucia Cassini
Info e contatti: Daniela Wollmann – danielawolmann08@gmail.com – cell. +39 335 8789202
Associazione CreativiATTIVI/rivoluzionART – rivoluzionart@gmail.com
Ufficio Stampa: Francesca Panico – francescapanico.art@libero.it – cell. +39 348 3452978

pubblicato su Napoli il 09 settembre 2019

Il campionato di Serie A in Paradiso… (fiscale)

Il campionato di Serie A in Paradiso… (fiscale)

Un’immagine di Delaware

/ L’APPROFONDIMENTO

Il campionato di Serie A in Paradiso… (fiscale)

Tutte le big tradizionali tranne il Napoli, oltre che Fiorentina, Bologna e Udinese, hanno la propria sede in Paesi stranieri

di Francesco Marchionibus

Un interessante articolo pubblicato nei giorni scorsi su “Il Sole 24 ore” ha evidenziato come un terzo delle società partecipanti alla serie A sia controllata da gruppi che hanno sede in Paesi stranieri, tutti considerati paradisi fiscali. In particolare, si tratta di tutte le big tradizionali tranne il Napoli, oltre che di Fiorentina, Bologna e Udinese. Ci sono poi il Parma e il Brescia che hanno quote minoritarie di azionisti con sede all’estero.

Va subito precisato che stabilire la sede delle proprie società in Paesi stranieri con norme fiscali particolarmente favorevoli e giurisdizioni che assicurano la massima segretezza è del tutto lecito e la loro utilizzazione non vuol dire automaticamente che si stiano tenendo comportamenti elusivi delle norme di legge o quantomeno contrari all’etica dello sport.

È però vero che per quasi tutte le più importanti società calcistiche italiane una parte dei ricavi ottenuti dalla vendita dei biglietti, dalla gestione dei calciatori, dai diritti TV, dagli sponsor e dal merchandising finisce inevitabilmente nei paradisi fiscali “offshore”. L’attenzione del mondo del calcio ai paradisi fiscali non è fenomeno recentissimo, e già nel 2015 una indagine condotta da alcuni giornalisti inglesi e dall’economista Alex Cobham, Ceo di Tax Justice Network (una coalizione di ricercatori che condividono la preoccupazione su ciò che ritengono siano gli effetti nocivi di evasione ed elusione fiscale e dei paradisi fiscali, che “corrompono i regimi fiscali nazionali… premiando azioni economiche opportunistiche”) ha analizzato il fenomeno in riferimento alla proprietà dei club inglesi e scozzesi.

L’indagine ha individuato oltre 30 squadre controllate da società domiciliate nei paradisi fiscali: i casi più eclatanti sono le due squadre di Manchester, lo United con le Isole Cayman ed il City con gli Emirati Arabi Uniti, ma anche altri club fanno capo a società delle Isole Vergini britanniche, Jersey, Guernsey, Isola di Man, Malta, Malaysia, Thailandia e India.

Alex Cobham

In proposito, lo stesso Cobham, senza peraltro fare alcun riferimento a squadre italiane, ha spiegato a “Il sole 24 Ore” che «l’opacità finanziaria della proprietà di una squadra di calcio, specialmente attraverso giurisdizioni segrete o “paradisi fiscali”, è un serio problema strutturale che le autorità calcistiche non hanno del tutto affrontato nonostante i ripetuti danni al gioco e, soprattutto, ai tifosi».

In effetti, pur non mettendo in dubbio la liceità di essere controllati da un gruppo con sede all’estero e la buona fede dei club che seguono tale via, è certo che fare riferimento a sedi stabilite in paesi offshore possa facilitare l’elusione fiscale nonché il riciclaggio di fondi. E beneficiare della “opacità finanziaria” consentita in questi Paesi può rendere più facile anche eludere le regole del calcio che riguardano, ad esempio, i pagamenti ad agenti e calciatori e il rispetto del fair play finanziario. In questo panorama, pur non volendo pensare a male, è chiaro che, in un campionato in cui i principali competitors seguono tutti questo trend già affermatosi in Europa da qualche anno, il Napoli possa trovarsi a dover affrontare un ulteriore gap economico/finanziario rispetto alle principali squadre italiane.

La società partenopea infatti, come sottolineato in apertura, è l’unica tra le big italiane ad essere controllata da un gruppo con sede in Italia e dunque a non poter beneficiare dei (potenziali) vantaggi assicurati dai cosiddetti “paradisi fiscali”.
Una situazione questa che, pur attirando critiche a volte giustificate per la gestione eccessivamente “a carattere familiare” dell’attuale proprietà, attribuisce sicuramente ancora più valore ai risultati raggiunti in questi anni dalla società azzurra.

pubblicato su Napoli il 08 settembre 2019

Un corso di Basket di Integrazione al liceo “Vittorini”

Un corso di Basket di Integrazione al liceo “Vittorini”

/ SOCIETÀ

Un corso di Basket di Integrazione al liceo “Vittorini” 

Anche quest’anno accettata la richiesta delle associazioni “La Città Adattabile – Napoli per l’Autismo” e “Napoli Baskin”

di Marina Topa

Come i cerchi concentrici provocati da un sassolino lanciato nell’acqua, si stanno estendendo anche nel territorio napoletano i frutti del lavoro delle associazioni che operano a favore dell’integrazione dei disabili.

L’associazione “La Città Adattabile – Napoli per l’Autismo” e l’associazione “Napoli Baskin” hanno accolto con grande soddisfazione la notizia dell’accettazione anche per l’a. s. 2019/20, da parte del Consiglio d’Istituto del Liceo Statale “Vittorini”, della loro richiesta di attuazione di un corso di Basket, raddoppiando il numero degli incontri settimanali: non più uno ma due, il lunedì ed il mercoledì dalle ore 17,00 alle ore 18,00.

Stefano Argento, presidente dell’ass. “Napoli Baskin”, ci spiega che “questa è la prima associazione in Campania a praticare un’attività sportiva che consente a ragazzi abili e disabili di essere atleti di una stessa squadra. Ma quello organizzato al “Vittorini”, per il momento, è un corso di basket che prevede la partecipazione di ragazzi autistici e ragazzi normodotati: un’esperienza di reale integrazione altamente formativa per tutti, pertanto invito tutti coloro che fossero invitati a viverla a mettersi in contatto con noi. Non mi riferisco solo ai ragazzi ma anche ai colleghi allenatori, insegnanti di educazione fisica, insegnanti di sostegno, ecc. abbiamo bisogno di essere in tanti per raggiungere risultati sempre migliori! Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno fin dall’inizio condiviso, sostenuto e permesso di realizzare questo nostro progetto al liceo “Vittorini”, con l’auspicio che l’iniziativa possa estendersi anche in altre scuole di altri quartieri”.

Particolarmente entusiasta è anche Cristina Gargiulo, presidente dell’ass. “La Città Adattabile – Napoli per l’autismo” e madre di un ragazzo autistico: “La nostra associazione mira all’integrazione ed alla autonomia dei nostri figli; l’esperienza del Basket le favorisce entrambe ed io ho potuto constatarlo personalmente come mamma. L’altro anno alcuni ragazzi del gruppo si sono offerti di venire a prendere mio figlio a casa e di riaccompagnarlo dopo la palestra; è stato per lui (e per noi) un momento di distacco dalle figure familiari molto importante. Inoltre quest’anno per la prima volta si è data la possibilità di frequentare il corso anche a chi, come mio figlio, ha appena concluso il liceo. Per i ragazzi autistici è molto importante garantire un minimo di continuità con i ritmi e le attività pregresse oltre ad essere necessario, ancor più che per gli altri ragazzi, creare degli interessi e delle occasioni di incontro con i coetanei dopo la conclusione della frequenza scolastica e questo, purtroppo, al momento resta un problema essenzialmente delle famiglie”.

pubblicato su Napoli il 06 settembre 2019