Allan vs Sensi: duello a centrocampo

Allan vs Sensi: duello a centrocampo

IL CONFRONTO

Allan vs Sensi: duello a centrocampo

Il percorso ed il ruolo di due calciatori importanti per le rispettive squadre che si affronteranno oggi

di Marco Boscia

Nella serata della befana il Napoli ospita un Inter che, a differenza di quello degli azzurri, sta disputando un ottimo campionato. Per trovare continuità di risultati, Gattuso sta cercando di recuperare prima di tutto il miglior Allan. Il brasiliano domani sera dovrà probabilmente vedersela con Sensi, il calciatore ex Sassuolo che piaceva alla società partenopea e che ha sfiorato la maglia azzurra. I due sono entrambi dotati di un rapido cambio di passo ma, pur occupando la stessa fetta di campo, sono in realtà molto diversi.

Allan: mediano o mezzala?

Allan ha iniziato da mediano puro e già ai tempi del Vasco da Gama svolgeva in maniera importante il ruolo di “mastino” in grado di recuperare decine di palloni durante una partita. La consacrazione è poi avvenuta al suo arrivo in Italia: ad Udine, nel primo anno sotto la gestione di Guidolin, assieme a Badu formava un muro di centrocampo imperforabile. Fu successivamente Stramaccioni ad intravedere anche qualità importanti nel calciatore nella gestione della palla decidendo di spostarlo nel ruolo di mezzala. La rivoluzione si è poi completata con Sarri al Napoli: il tecnico toscano ne ha sfruttato a pieno le caratteristiche di calciatore in grado di fare entrambe le fasi, difensiva ed offensiva. Con Ancelotti, il brasiliano è ritornato al passato nel ruolo che ha sempre preferito. Con il centrocampo a due il tecnico emiliano lo ha difatti ricollocato nuovamente in mediana. Le diverse voci di mercato nel mezzo della scorsa stagione, che lo volevano al Psg, hanno però destabilizzato il brasiliano, che già nella seconda parte dello scorso campionato, pur restando imprescindibile per le dinamiche di gioco del Napoli, non ha più garantito quella continuità di gioco e ancora quest’anno non è riuscito a tornare sui propri livelli se non occasionalmente.

L’evoluzione di Sensi

Che Stefano Sensi non fosse un calciatore qualunque lo si era capito già lo scorso anno, quando Roberto De Zerbi al Sassuolo lo ha utilizzato nel ruolo di mezzala. Il marchigiano impiegato da regista ha convinto anche Roberto Mancini a chiamarlo in nazionale per avere una valida e giovane alternativa a Jorginho. Con i neroverdi oltre ad avere espresso il suo miglior rendimento e anche andato in rete, anche se solo due volte, facendo intravedere una possibile evoluzione di questo fondamentale soprattutto per le sue qualità tecniche. È arrivato quindi all’Inter che ha scommesso ed investito su di lui guadagnandosi sin da subito la fiducia di Antonio Conte che da sempre predilige quei calciatori dotati di un’intelligenza tattica superiore accoppiata anche alle qualità balistiche. È diventato presto fondamentale per il gioco dei nerazzurri, non ha risentito dell’emozione del debutto a San Siro, andando subito in gol alla prima gara di campionato contro il Lecce, ed ha iniziato, giornata dopo giornata, a dare quella qualità in campo che all’Inter mancava da anni. Un infortunio muscolare lo ha poi allontanato dal terreno di gioco frenandone il percorso di crescita, che di sicuro, per un predestinato come lui, saprà pronto rapidamente a riprendere.

pubblicato su Napoli n.21 del 5 gennaio 2020

L’analisi della gara di Vincenzo Montefusco

L’analisi della gara di Vincenzo Montefusco

LA PARTITA DEL SAN PAOLO

L’analisi della gara di Vincenzo Montefusco

L’ex calciatore azzurro vede il Napoli favorito per il valore delle due squadre che si affronteranno a Fuorigrotta

di Marco Boscia

Dopo aver presentato la sfida del San Paolo con il Genk abbiamo chiesto a Vincenzo Montefusco, che la maglia azzurra l’ha indossata e che conosce bene le dinamiche di uno spogliatoio, di aiutarci ad analizzare preventivamente il match di stasera.

La tattica adottata ad Anfield da Ancelotti è riproponibile già stasera oppure vede un Napoli all’attacco?

«Ancelotti è stato molto intelligente a schierare la squadra in quel modo a Liverpool. Considerando quanto successo le settimane precedenti, ha utilizzato i calciatori che potevano dargli di più. Insigne poi era infortunato e Callejon in un momento poco convincente. Il Napoli ad Anfield, giocando di rimessa, è riuscito a creare due o tre occasioni pericolose ed ha fatto un risultato importante ma non sempre è detto che ti vada bene. È chiaro che stasera invece, ma anche nelle prossime sfide di campionato, dove il Napoli deve fare la partita, quasi certamente si schiererà con una formazione più offensiva».

Quanto la convince il 4-4-2? L’attuale rosa del Napoli forse sarebbe più adatta ad un 4-3-3?

«Premesso che, a mio parere, una squadra può schierarsi anche tutta nella propria metà campo e riuscire a fare risultato come il Napoli a Liverpool, credo che nel calcio si possa utilizzare qualsiasi modulo tattico, ma tutto dipende sempre da come i calciatori lo interpretano. Penso che il Napoli abbia nelle sue corde, per stile ed abitudine, la possibilità di riproporre il 4-3-3 ma, come detto, dipende da come si fa un tipo di gioco e dalla voglia di vincere dei calciatori».

Quanto pesa l’assenza di un regista classico in mezzo al campo?

«Tanto, soprattutto nell’ottica di un eventuale 4-3-3. Il Napoli ha sbagliato a non rimpiazzare Jorginho dopo il suo trasferimento al Chelsea. Ad ogni modo ritengo che, soprattutto in campionato contro squadre di metà e bassa classifica, gli azzurri possano schierarsi con qualsiasi centrocampo ed essere ugualmente più forti».

Ritiene che Insigne e Callejon siano sprecati sulla linea dei centrocampisti e forse sono anche un poco logori?

«Entrambi, per me, sono nati per giocare molto più vicini alla porta. Sono le loro naturali caratteristiche, difatti molto spesso difettano poi nella fase difensiva e vanno in difficoltà, ma Ancelotti in quest’anno e mezzo ci ha oramai abituati a schierare ogni settimana una formazione diversa».

Cosa si aspetta dalla partita di stasera, può darci un pronostico secco?

«Pronostici non so farne. Parla la classifica, il Genk è una squadra mediocre. ll Napoli doveva vincere già all’andata e stavolta non può fallire perché è nettamente superiore. Inoltre è importante che adesso, passato il periodo burrascoso, oltre a guadagnare gli ottavi, il Napoli si ricompatti, inanelli una serie di risultati positivi ed esca dalle difficoltà riscontrate in campionato».

pubblicato su Napoli n.19 del 10 dicembre 2019

Napoli-Genk: l’attesa di tutta la città

Napoli-Genk: l’attesa di tutta la città

LA PARTITA DEL SAN PAOLO

Napoli-Genk: l’attesa di tutta la città

Il Genk ultimo ostacolo per raggiungere gli ottavi di finale e continuare a sentire l’inno della Champions al San Paolo

di Marco Boscia

Stasera torna l’inno della Champions League al San Paolo ed il Napoli vuole fare di tutto per impedire che sia l’ultima volta in stagione. Alle 18.55 gli uomini di Ancelotti sfidano il Genk del nuovo giovane allenatore Wolf, subentrato a Mazzù poche settimane fa. Non mancherà il sostegno dei tifo azzurro accompagnato dall’ormai classico urlo “The Champions” all’ingresso in campo delle due squadre ma lo stadio è probabile che non sia gremito visto l’orario scelto per la gara. Il Napoli però non può fallire davanti al pubblico amico e dovrà giocare la partita come una finale per approdare agli ottavi. A questo punto della stagione diventa fondamentale per Ancelotti ed i suoi calciatori centrare il primo vero obiettivo e guadagnare un posto fra le prime sedici d’Europa, cosa che lo scorso anno non gli è riuscita nonostante l’ottimo girone disputato.

Una squadra dai due volti

Il Napoli arriva all’importante sfida del San Paolo forte del pareggio ad Anfield contro il Liverpool. Gli azzurri sembrano trasformarsi nelle notti di Champions, nelle quali non hanno mai perso ed appaiano molto più cinici e determinati rispetto alle sfide di campionato. Quindici giorni fa, nel momento più delicato della stagione, gli uomini di Ancelotti sono stati in grado di uscire con un punto dalla fortezza dei Reds, riuscendo dapprima a disputare una partita di sostanza ed andando in vantaggio con il gol numero 117 di Mertens e poi sapendo soffrire nella ripresa dopo aver incassato l’uno a uno firmato da Lovren. Il duo d’attacco della Champions (Lozano-Mertens) visto all’opera in Inghilterra appare ben amalgamato e più votato al sacrificio rispetto ad altre coppie provate dal tecnico di Reggiolo; quasi scontato quindi un nuovo utilizzo di entrambi stasera. Callejon ed Insigne dovrebbero tornare al loro posto sulle fasce: si gioca in casa e la partita del Napoli dovrà essere più offensiva rispetto a quella di Liverpool, dove il tecnico ha imbrigliato il collega Klopp con Maksimovic schierato terzino destro e Di Lorenzo avanzato sulla linea dei centrocampisti mentre Zielinski ha operato sulla corsia opposta.

Vietato fidarsi

Il pallone è rotondo ed in campo può succedere di tutto, è il calcio ad insegnarlo. Ed allora stasera il Napoli farà bene a dare il cento per cento per riuscire a centrare l’obiettivo degli ottavi di finale senza fare calcoli. Certo il Genk, che è tagliato fuori anche dalla possibilità di arrivare terzo per “retrocedere” ai sedicesimi di Europa League, non ha più nulla da chiedere a questo girone, ma vorrà togliersi lo sfizio di giocare ad armi pari contro gli azzurri. Wolf si affiderà all’uomo che ha segnato più di tutti negli ultimi due anni, il centravanti Samatta. A differenza del suo predecessore Mazzù che amava schierarsi con tre uomini a supporto del bomber, Wolf preferisce far giocare i suoi con un 4-4-2, simile a quello del Napoli, con Ito che dovrebbe affiancare proprio Samatta. A centrocampo occhi puntati sul giovane Berge, il classe ’98, che sembrerebbe essere già sul taccuino di Giuntoli.

Le possibili combinazioni

Il Napoli si qualifica agli ottavi di finale vincendo o pareggiando contro il Genk, ma potrebbe riuscirci anche perdendo se il Salisburgo non batte il Liverpool. Gli azzurri arrivano primi nel girone se vincono stasera ed il Liverpool non fa bottino pieno a Salisburgo oppure se pareggiano e gli austriaci battono i Reds: in questo caso tutte e tre le squadre chiuderebbero a 10 punti, ma il Napoli è in vantaggio su entrambe grazie agli scontri diretti (Napoli-Liverpool 2-0; Liverpool-Napoli 1-1; Salisburgo-Napoli 2-3; Napoli-Salisburgo 1-1). Se il Napoli invece vince o pareggia ed il Liverpool torna vincente da Salisburgo, arriva secondo. L’unica combinazione sfavorevole è quella legata ad una sconfitta ed alla contemporanea vittoria del Salisburgo sul Liverpool.

Le probabili formazioni

Napoli – Modulo: 4-4-2

Allenatore: Carlo Ancelotti

Meret

Di Lorenzo Manolas Koulibaly Mario Rui

Callejon Allan Fabian Ruiz Insigne

Mertens Lozano

Genk – Modulo: 4-4-2

Allenatore: Hannes Wolf

Coucke

De Norre Dewaest Lucumì Uronen

Piotrowski Heynen Berge Paintsil

Ito Samatta

pubblicato su Napoli n.19 del 10 dicembre 2019

Liverpool – Napoli: assalto alla “fortezza”

Liverpool – Napoli: assalto alla “fortezza”

LA PARTITA

Liverpool – Napoli: assalto alla “fortezza”

Gli azzurri a Liverpool ritrovano Alisson. Si va ad Anfield per riprendersi il primato del girone e ripartire

di Marco Boscia

Dove può arrivare il Napoli?

“Questo Napoli può vincere la Champions League. Ha un piano di gioco e giocatori importanti. Non bisogna essere i migliori per vincere questa competizione, ma la squadra più forte in certi momenti”.
Dopo la partita d’andata, vinta 2-0 dal Napoli con i gol di Mertens e Llorente arrivati nei minuti finali, l’allenatore del Liverpool, Jurgen Klopp, si lasciò andare a queste dichiarazioni che sono servite da stimolo agli azzurri e che, ancora adesso, sembrano attuali. Da allora, difatti, i partenopei ne hanno fatta di strada: due piccole frenate con i pareggi contro Genk in trasferta e Salisburgo in casa, ma oltre alla vittoria sul Liverpool al San Paolo, gli azzurri hanno vinto e convinto anche in Austria alla Red Bull Arena. Se il Napoli sta facendo questo percorso nella massima competizione europea può forse significare, a differenza di quanto si è voluto far trapelare in estate, che la squadra abbia una dimensione più europea che da campionato? Sembra difficile crederlo, ma adesso il Napoli è secondo con 8 punti, senza aver mai perso, alle spalle proprio del Liverpool capolista a 9. Gli azzurri, al di fuori dei confini nazionali, hanno espresso un tipo di gioco molto più europeo, che ha parzialmente oscurato i difetti della squadra mostrati in campionato anche con squadre tecnicamente inferiori sulla carta, e adesso sognano un posto tra le prime sedici d’Europa. D’altra parte Ancelotti alle dichiarazioni di Klopp si limitò a rispondere che “lui conosce molto bene il calcio”.
Raggiungere la finale di Istanbul oggi appare pura utopia, nel frattempo però non è detto che questo Napoli non possa riuscire nell’impresa di vincere proprio a Liverpool sul campo dei campioni in carica.

Gli azzurri si qualificano se…

Il primo obiettivo stagionale del Napoli è dunque quello di guadagnare la terza qualificazione agli ottavi di finale della sua storia. Per farlo mercoledì cercherà di fare risultato sul campo del Liverpool: nel caso in cui gli azzurri dovessero sbancare Anfield infatti, oltre alla qualificazione automatica, sarebbero quasi chiusi anche i giochi per il primo posto, basterebbe poi un pareggio nell’ultima partita casalinga contro il Genk. In caso di sconfitta o di un pareggio del Napoli a Liverpool ma di un contemporaneo pari fra Genk e Salisburgo o di una sconfitta degli austriaci in Belgio, i punti di distanza fra la compagine partenopea e quella austriaca sarebbero ugualmente incolmabili per il vantaggio azzurro negli scontri diretti.

L’inedita coppia Champions

Ancelotti sembra intenzionato a schierare in attacco ancora una volta la coppia formata da Mertens e Lozano. In Champions infatti sono stati impiegati, fatta eccezione per la trasferta di Genk, sempre insieme dal primo minuto. L’intenzione dell’allenatore è quella di riuscire a dare velocità e profondità alla manovra della squadra sfruttando al massimo le caratteristiche dei due calciatori. Mertens, dopo aver siglato una splendida doppietta alla Red Bull Arena, è apparso un po’ sottotono nella partita casalinga contro il Salisburgo mentre Lozano, dopo le prime gare in cui sembrava bloccato, è risultato finalmente ben inserito nel sistema di gioco dell’allenatore. Il messicano ha trovato il gol che ha rimesso in piedi il match contro gli austriaci ed ha più volte creato difficoltà agli avversari con scatti e cambi di passo improvvisi.

Il Liverpool e l’incubo Alisson

Il Napoli torna ad Anfield, dove lo scorso anno perse la qualificazione agli ottavi contro chi è poi stato capace di vincere la competizione. La gara fu decisa da Salah ed Alisson, entrambi ex Roma. L’estremo difensore nei minuti di recupero ipnotizzò Milik, compiendo un miracolo sul tiro ravvicinato del polacco che avrebbe permesso al Napoli di qualificarsi. Gli azzurri dovranno essere capaci di battere anche il numero uno dei Reds se vogliono tornare da Liverpool con i 3 punti: sarà difatti il brasiliano, dopo aver saltato la sfida d’andata per infortunio, a difendere i pali della porta degli uomini di Klopp. L’allenatore tedesco si affiderà a lui ed al tridente formato da Salah, Firmino e Mané per provare a battere gli azzurri, guadagnare gli ottavi ed a riconfermarsi una delle squadre più forti a livello europeo.

pubblicato sull’inserto di Napoli n.18 del 23 novembre 2019

Suso vs Callejon: fantasia spagnola

Suso vs Callejon: fantasia spagnola

RIVALITÀ

Suso vs Callejon: fantasia spagnola

Tecnica, qualità e sacrificio al servizio della squadra. Due spagnoli in difficoltà ma imprescindibili per Napoli e Milan

di Marco Boscia

La gara di San Siro fra Milan e Napoli delle 18.00 metterà di fronte due esterni destri spagnoli, Suso e Callejon. Simili fra loro per posizione in campo e modo di giocare, lo scorso anno sono stati al centro di trattative di mercato, poi non concretizzatesi, che potevano portarli anche a scambiarsi maglia. Più tecnico ed individualista il primo, che ha compiuto 26 anni pochi giorni fa, più votato al sacrificio ed al gioco con i propri compagni di squadra il secondo, che spegnerà 33 candeline il prossimo febbraio e che, dopo aver fatto le fortune degli azzurri per sei lunghe stagioni, è ancora in attesa di capire cosa gli riserva il futuro. Callejon ha anche recentemente espresso il desiderio di voler continuare a vestire la maglia azzurra ma i recenti episodi successivi alla serata di Champions sembrano spingere il calciatore a scegliere la Cina dove Marek Hamsik e Rafa Benitez, allenatore che lo volle fortemente in azzurro, sarebbero felici di riabbracciarlo al Dalian.

“L’individualista” più tecnico dei rossoneri

Sinistro naturale che predilige giocare a destra per poter partire largo, accentrarsi e provare il tiro dalla lunga distanza. Jesus Suso è quel giocatore a cui nessun allenatore passato per Milano, sponda rossonera ovviamente, è riuscito a rinunciare. Il suo ruolo preferito è da esterno alto d’attacco in un 4-3-3 dove il neotecnico Stefano Pioli lo ha riposizionato, dopo essere stato impiegato in passato anche in un 4-4-2 a centrocampo o da trequartista e mezzala. Ha una discreta velocità ed una buona visione di gioco, risultando spesso decisivo nei passaggi finali per i propri compagni di squadra. Il suo principale divertimento è però quello di saltare l’uomo, cosa che gli riesce facilmente grazie all’ottima tecnica individuale di cui è dotato e che gli permette spesso e volentieri di creare superiorità numerica.

“L’equilibratore” degli azzurri

“Callejon? Può fare dai 15 ai 20 gol in stagione”. Queste le parole di Rafa Benitez all’arrivo al Napoli dello spagnolo nel 2013 che, all’epoca, fu definito come uno “scarto del Real Madrid”. L’ex allenatore azzurro ebbe ragione ed al termine della sua prima stagione, José Maria Callejon mise a segno 20 reti, di cui 15 in campionato. Dopo aver fatto le fortune sia di Benitez che di Sarri, con tempi di inserimento fuori dal comune e con quel suo taglio sulla consueta parabola di Insigne che ha fatto parlare del cosiddetto “gol alla Callejon”, inizialmente appariva difficile trovare una collocazione tattica per lo spagnolo nel 4-4-2 di Ancelotti. Dato difatti fra i possibili partenti all’arrivo del nuovo tecnico, dopo averlo visto all’opera, Ancelotti ne ha preteso la riconferma, provandolo in più ruoli, finanche terzino e centrocampista centrale. Nell’ultimo anno e mezzo il rapporto col gol si è un po’ incrinato: schierato difatti 20 metri più dietro da Ancelotti rispetto ai suoi predecessori, Callejon è risultato un “equilibratore” fondamentale per unire centrocampo ed attacco. La qualità dell’inserimento ha quindi ceduto il passo alla capacità di rendersi ancora più utile, grazie alla sua velocità in campo aperto, ai propri compagni di squadra, ai quali riesce spesso a fornire pregevoli assist.

Callejon parla delle sue scelte:

Sulla sua permanenza a Napoli

“La mia famiglia è contenta. Le mie bimbe sono nate a Napoli e la più grande parla anche napoletano. Vorremmo restare. Devo parlare con il presidente e capire quale sarà il futuro”

Su Ancelotti

“Di Ancelotti mi piace tutto. Mi piace il suo modo di allenare, di gestire il gruppo. La prima cosa che mi ha colpito è che ha chiesto a noi consigli: dove vogliamo giocare, in quale ruolo. Questo mi ha fatto pensare che prima di essere un grande allenatore è una grandissima persona”

pubblicato su Napoli n.18 del 23 novembre 2019