Sergio Mattarella sabato 5 ottobre a Pietrarsa

Sergio Mattarella sabato 5 ottobre a Pietrarsa

L’ANNIVERSARIO

Sergio Mattarella sabato 5 ottobre a Pietrarsa

Il Presidente della Repubblica sarà ai festeggiamenti previsti in occasione del 180 anni della Napoli-Portici

di Redazione

Sabato 5 ottobre durante la mattinata il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella sarà nuovamente a Pietrarsa per partecipare ai festeggiamenti previsti per il 180° anniversario dell’inaugurazione della prima ferrovia italiana: la Napoli – Portici.

Questo il programma definitivo della manifestazione organizzata dalla Fondazione delle Ferrovie dello Stato per il 180° anniversario dell’inaugurazione della Napoli – Portici, la prima ferrovia italiana.

Giovedì 3 Ottobre 2019
 Museo aperto dalle 9:30 – 20:00, biglietto di ingresso: 2 Euro a persona

 Ore 10:00 Inaugurazione circuito ―Vapore Vivo – a cura del “Gruppo 835”

Ore 18:30 Performance musicale a cura della Fleet Jazz Ensemble US Nato Band

Ore 17:30 Sfilata in abiti dell’800 e ballo a cura di Fantasie d’Epoca
 Tutto il giorno: annullo filatelico postale per celebrare l’anniversario dei 180 anni

Venerdì 4 Ottobre 2019

 Museo aperto dalle 9:30 – 20:00, biglietto di ingresso: 2 Euro a persona

 Ore 9:30 Convegno ―Dalla produzione al Museo, ovvero dall’operaio all’architetto

 Dalle ore 10 alle ore 19:00 Circuito Vapore Vivo

 Ore 20:30 Sala delle Locomotive a Vapore – Massimo Masiello in L’attore – Al Museo di Pietrarsa la tradizionale canzone napoletana, Performance musicale e teatrale (spettacolo a pagamento: sedie 10 Euro poltrone 15 Euro)

 Tutto il giorno: annullo filatelico postale per celebrare l’anniversario dei 180 anni

Sabato 5 Ottobre 2019

 Museo aperto dalle 16:00 – 20:00, biglietto di ingresso: 2 Euro a persona

 Ore 18:00 Sfilata in abiti dell’800 e ballo a cura di Fantasie d’Epoca

 Dalle ore 18:00: annullo filatelico postale per celebrare l’anniversario dei 180 anni
 Ore 19:00 Presentazione del libro – Destinazione Immaginario – Viaggio in treno nell’universo simbolico della ferrovia‖ dello scrittore Roberto Scannarotti

 Ore 20:30 Sala delle Locomotive a Vapore – Le Ebbanesis in Serenvivity – Performance musicale con il duo Viviana e Serena (concerto a pagamento: sedie 10 Euro, poltrone 15 Euro)

Domenica 6 Ottobre 2019

Museo aperto dalle 9:30 – 20:00, biglietto di ingresso: 2 Euro a persona

 Ore 10:30— 18:00  Una favola lunga 180 anni – Visite-gioco itineranti

 Ore 11:00 Performance teatrale con personaggi che animeranno le vicende della prima linea ferroviaria del 1839
 A seguire, performance danzante a cura di Ivir Danza: Tableau Vivant del Fergola

 Ore 12:00 Performance musicale a cura della Banda dei Carabinieri

 Tutto il giorno: Circuito Vapore Vivo

 Tutto il giorno: annullo filatelico postale per celebrare l’anniversario dei 180 anni

pubblicato il 03 ottobre 2019

Un Napoli sprecone ma comunque imbattuto

Un Napoli sprecone ma comunque imbattuto

L’EDITORIALE

Un Napoli sprecone ma comunque imbattuto

Alla Luminus Arena di Genk una gara sterile condita da diversi errori in fase di realizzazione

di Giovanni Gaudiano

Un punto, la porta inviolata, grazie anche ai riflessi di Meret, il Napoli torna dal Belgio primo in classifica del girone ma con qualche domanda in più.  Non è stata una buona gara, ci sono stati troppi errori eppure gli azzurri hanno sprecato almeno cinque limpide palle gol. L’analisi stringata della partita potrebbe significare poco ma mostra una costante che, in alcune gare della squadra, nonostante il Napoli in campionato sia alla pari con l’Atalanta che ha l’attacco più prolifico, suscita qualche perplessità.

Ha ragione Paolo Condò quando si esprime su Milik che alla vana ricerca del suo primo gol in stagione sembra non azzeccarne una ma è altrettanto vero che Ancelotti sia pur con minutaggio diverso e ridotto per alcuni a Genk ha inserito quattro degli attaccanti in rosa. Ora si potranno azzardare una serie di ipotesi sul perché il Napoli trova difficoltà a vincere in trasferta in Champions anche quando l’avversario sembra alla sua portata ma i fattori da considerare sono tanti.

Primo fra tutti la volontà, l’applicazione e la determinazione di avversari che non ci stanno a fare la parte dell’agnello sacrificale, chi ha pensato ieri sera durante la gara che il Salisburgo potesse segnare tre reti al Liverpool rimontando dallo 0 – 3?
La coppa è una manifestazione dove, vale la pena ricordare, approdano le migliori formazioni europee ed in alcuni casi si finisce per affrontare, come nel caso del Genk, la squadra vincitrice del proprio campionato nazionale nella stagione precedente. Il discorso non serve per accampare scuse o trovare giustificazioni a chi sa difendersi da solo, le poche riflessioni portano sempre verso il richiamo ad un maggiore equilibrio.

L’informazione avrebbe sempre il compito di staccare la spina del tifo per attaccare quella della razionalità. Ed allora potrebbe essere giusto dire che il Napoli poteva tornare dal Belgio con una mezza ipoteca sul passaggio del turno ma è altrettanto vero che, qualunque sarà la posizione finale nel girone, la gara chiave era e resta la prossima trasferta in Austria a Salisburgo, una squadra capace in due gare di mettere a segno nove reti ma di subirne anche sei.

La squadra di Ancelotti ad oggi può dire di aver mantenuto inviolata la porta e se qualcuno dovesse azzardarsi a parlare di fortuna si potrebbe immediatamente opporre che, se uno dei legni rimediati ieri sera si fosse trasformato in gol, forse i commenti generali sarebbero stati ieri sera come stamattina totalmente diversi.

Va anche rilevato come si stia tentando di creare ad arte in questo momento un caso Insigne facendo finta di dimenticare che, se di caso si debba parlare, non lo si può fare partendo da questi giorni. L’idea di gioco di Ancelotti si può dire sia nota, la sua impostazione non è proprio la più adatta alle caratteristiche del ragazzo di Frattamaggiore, lo stato di forma di Insigne visto all’opera di recente non è parso il migliore e poi infine la panchina corta in Champions determina alcune scelte che sono necessarie. Se un tecnico come Ancelotti dichiara di aver visto il giocatore poco brillante in questa fase, è ovvio come certe scelte siano dettate anche dalla contingenza. Pensandoci, cosa si dovrebbe dire a questo punto parlando di quanto accaduto all’Inter battuta dal Barcellona dopo una buona prestazione con Lukaku in infermeria e Icardi, ancora di proprietà del club nerazzurro, decisivo nella vittoria del Psg di martedì in Turchia?

La squadra, Conte, la dirigenza milanese-cinese a partire da Marotta rischiano l’esclusione già dopo solo due gare e quindi il giudizio non potrebbe che essere negativo? Si tratta di punti di vista, solo di opinioni personali che non possono e non devono diventare delle sentenze in assenza di un reale capo d’accusa.

Per chi lo avesse dimenticato, partendo da chi fa informazione, in questo momento il Napoli è primo nel suo girone.

pubblicato il 03 ottobre 2019

180 anni di storia che corrono sui binari

180 anni di storia che corrono sui binari

L’ANNIVERSARIO

180 anni di storia che corrono sui binari

Le ferrovie italiane iniziarono il loro viaggio a Napoli e da oggi il Museo di Pietrarsa sarà al centro di manifestazioni ed eventi

di Giovanni Gaudiano

Era il 3 ottobre 1839, un po’ dopo le 12.00, quando da Portici dopo il classico fischio del capo stazione la locomotiva Vesuvio e le sue sette carrozze dove trovarono posto la corte, le personalità, i militari di tutte le armi e la banda della guardia reale partirono per il viaggio inaugurale della prima ferrovia italiana. Il convoglio con a bordo il re Ferdinando II di Borbone arrivò a Napoli dopo poco più di nove minuti e l’intero tragitto di oltre 7 Km compiuto alla velocita di 50 Kmh fu accompagnato da ali di folla festanti e stupite di vedere il nuovo mezzo di locomozione. Quel giorno nacque il primato della prima ferrovia italiana, ampliata poi negli anni seguenti e che il re intese completare con l’allestimento delle famose officine borboniche di Pietrarsa, vero fiore all’occhiello di quella che sarà la fiorente industria italiana. Quelle officine opportunamente riadattate 30 anni fa, ed anche questo è un anniversario che cade il 7 ottobre, ospitano il Museo Ferroviario di Pietrarsa, il più importante hub ferroviario europeo che sarà il centro delle manifestazioni che inizieranno il 3 ottobre per concludersi 4 giorni dopo.

È un avvenimento di grande importanza che avrà l’opportunità di svolgersi in un posto incantato dove il tempo sembra essersi fermato anche se tutto è in perenne movimento. A Pietrarsa non manca nulla: c’è il mare che lambisce il museo, ci sono i grandi padiglioni che lo ospitano, c’è l’enorme statua in ghisa del re (alta 4,50 m del peso di 7 tonnellate, poggiata su un basamento di ca. 3 m) che sembra stare lì a guardia. Poi ci sono i locomotori, le littorine, le carrozze e soprattutto la sala delle locomotive dove davvero sembra di entrare in una sorta di cattedrale per la maestosità e la bellezza di queste macchine, che hanno lavorato tanto ed oggi sembrano godersi il meritato riposo con il sole di Napoli che le illumina dai finestroni e la fresca brezza marina, che si respira in tutto il sito, che soffia quasi a rinfrescarle.

Ne parliamo con il dr. Oreste Orvitti, direttore del Museo di Pietrarsa e con Renato Granato, corrispondente territoriale per la Campania delle relazioni del gruppo Ferrovie dello Stato italiane.

«Quello del 3 ottobre – spiega il direttore Orvitti – è uno dei primati della nostra penisola e del Regno delle Due Sicilie che elaborò un progetto già sviluppato in Inghilterra. Bisogna lavorare di immaginazione a distanza di tanti anni, anche se la lungimiranza di quel re e la capacità della manodopera partenopea dimostrano ancora oggi la voglia di evoluzione che esisteva a quei tempi. Quel giorno quel treno che congiunse per la prima volta Portici a Napoli rappresentò una vera e propria delizia per gli ingegneri e per i tecnici che ci avevano lavorato scegliendo la linea costiera per evitare di espropriare terre togliendole all’agricoltura. Si trattò di un progetto d’avanguardia se pensiamo alle strutture ancora in essere come il Ponte dei Francesi e le arcate di Torre Annunziata. Quell’opera certifica ancora oggi come la capacità tecnologica ed ingegneristica in campo ferroviario ebbe inizio in questo territorio e segnò la nascita della figura del ferroviere».

Quindi si può dire che oggi sarà anche la festa dei ferrovieri?

«Assolutamente. Il 3 ottobre del 1839 segna solo l’inizio di una storia con i primati che successivamente negli anni le ferrovie italiane avrebbero raggiunto grazie al lavoro e all’attaccamento di tutti i ferrovieri ed all’evoluzione che porterà allo sviluppo tecnologico delle nostre attuali ferrovie con i Frecciarossa che oggi sono all’avanguardia nel panorama europeo e rappresentano il vanto del patrimonio ferroviario nazionale grazie alla capacità di collegare in poche ore i punti più distanti della nostra penisola. In fondo la storia del treno in Italia dimostra che noi italiani siamo un popolo ingegnoso, capace di costruire ricercando costantemente il miglioramento in tutto quello che facciamo».

Cosa c’è di vero nell’idea del re di collegare di fatto le sue regge per rendere più agevoli i suoi spostamenti?

«Direi poco o niente, se pensiamo che stiamo parlando di un re lungimirante padrone di uno stato dalle casse floride dove l’economia si sviluppava attorno alle regge che i Borbone avevano costruito creando benessere per gli abitanti del posto. Penso al Miglio d’Oro, alla stessa Reggia di Caserta. Si trattava di una strategia che favoriva la produzione agricola, il commercio e addirittura l’industrializzazione di un territorio sino ad arrivare con gli scavi di Pompei ad alimentare l’industria della cultura. L’idea di base di carattere commerciale è confermata dalla scelta di allestire la stazione Bayard, quella di Napoli, a piazza Mercato dove gli scambi commerciali trainavano l’economia dell’intera città».

Parliamo dell’avvento delle Ferrovie dello Stato, quest’enorme macchina che collega ogni giorno i posti più disparati del nostro paese.

«La miccia accesa dai Borbone proseguì attraversando le varie fasi della storia del nostro paese come l’Unità d’Italia per giungere alla data del 1905 quando nascono le Ferrovie dello Stato italiano, che avevano il primato nel campo ma si assunsero contemporaneamente il compito oneroso di mettere insieme le varie ferrovie locali che erano sorte negli anni precedenti, armonizzandole nell’interesse dell’intero paese. In questo lavoro si è innestato anche quello della Fondazione, che ha riportato alla luce linee secondarie (oltre 600 km) che collegavano paesi all’interno dello stivale valorizzandone l’aspetto turistico ed offrendo al viaggiatore italiano ed a quello straniero la possibilità di raggiungere posti con percorsi che in alcuni casi sanno di antico, sia pur accompagnati da un grande comfort, e che attraversano l’infinita bellezza dei nostri paesaggi e collegano luoghi legati alla spiritualità propria del pellegrino viandante».

È il momento di parlare dell’anniversario, della cerimonia e dei festeggiamenti previsti.

«La manifestazione avrà dei momenti dove il gioco prevarrà sul protocollo. Ripeteremo l’esperienza con i trenini di “Vapore Vivo”, che gireranno all’interno del Museo per grandi e bambini. Ci sarà un concerto di Massimo Masiello, cantante e attore emergente. Poi si esibiranno le EbbaneSis, il duo al femminile composto da Viviana e Serena che si stanno imponendo per le loro voci e per i loro adattamenti di canzoni famose in napoletano. Avremo delle sfilate e dei balli che saranno proposte nei costumi dell’epoca borbonica. Abbiamo pensato di partire dal quadro del Fergola quasi per farvi uscire i personaggi che il pittore, che potremmo definire anche un cronista dell’epoca, disegnò proprio per festeggiare la nascita della prima ferrovia. Nei quattro giorni ci aspettiamo anche una visita istituzionale importante che possa valorizzare questo primato che va ascritto a tutto il paese. Pensiamo inoltre che questo primato vada condiviso oltrepassando i confini nazionali, perché il treno è patrimonio dell’intera umanità, e la sera del 3 ottobre abbiamo invitato la banda della NATO che di fatto raccoglie persone provenienti da tutto il mondo, mentre la chiusura della manifestazione sarà affidata alla banda dei Carabinieri con un programma che sarà di sicuro gradimento. Ci saranno anche dei punti di ristoro legati alle tradizioni partenopee e siciliane».

L’anniversario delle prima ferrovia sarà quindi al centro di quattro giornate da oggi al 6 ottobre ricche di avvenimenti, di spettacoli, di giochi, di rievocazioni e tutto si svolgerà nel meraviglioso spazio del Museo di Pietrarsa che, come si diceva, compirà proprio il 7 ottobre il suo trentesimo anno di attività.

«Pietrarsa sarà al centro dell’attenzione – prosegue il direttore Orvitti – i padiglioni furono allestiti per ospitare la storia delle ferrovie ed oggi l’evoluzione ci ha portato ad avere una vera e propria casa del treno. Visitarlo significa fare un esperimento, vivere un momento di una giornata circondati dai treni. Oggi abbiamo realizzato solo una parte del programma che vogliamo portare avanti sfruttando le nuove tecnologie che ci consentiranno di avere tra le tante cose anche un simulatore di guida, carrozze con dei finestrini che condurranno il visitatore in posti lontani come se si stesse viaggiando per davvero. Saranno ancora tante le cose che pensiamo di introdurre per migliorare la nostra offerta e tenerla al passo dei tempi».

Il museo di Pietrarsa oggi è davvero un fiore all’occhiello per l’intero paese e come tale meriterebbe ancora più attenzione.

«Abbiamo parlato di primati – aggiunge Renato Granato – credo che Pietrarsa sia l’unico museo che abbia una stazione delle ferrovie al servizio esclusivo del sito che nel tempo è diventato un museo atipico e non poteva d’altronde essere diversamente vista la vocazione di quello che rappresenta, cioè le ferrovie, il movimento. Siamo abituati naturalmente a guardare ad un qualunque museo come una struttura statica mentre questo sorto trent’anni fa qui a Pietrarsa è un struttura dinamica che si va evolvendo sempre di più con il coinvolgimento delle persone. La dinamicità è direttamente collegata alla storia che questo museo vuole raccontare ed è nella natura del materiale che il visitatore trova nei padiglioni».

Ora è necessario che il lavoro attorno al brand continui, si vada sempre più allargando per portare la nostra avvincente storia nel mondo anche attraverso una sapiente azione di merchandising. L’Italia è un paese che resta molto attrattivo per le sue bellezze, per l’ingegno degli italiani e per la capacità di un popolo che nella sua diversità territoriale ha una caratteristica comune: quella di non essere mai banale e scontato.

pubblicato su Napoli n.15 del 28 settembre 2019

Napoli – Portici: la prima ferrovia italiana

Napoli – Portici: la prima ferrovia italiana

L’inaugurazione della Napoli-Portici raffigurata da Salvatore Fergola

IL TEMA

Napoli – Portici: la prima ferrovia italiana

Un primato lungo 180 anni che da oggi al 6 ottobre sarà festeggiato e celebrato con tante iniziative a Pietrarsa

di Giovanni Gaudiano

L’anniversario di un primato.

L’hub di Pietrarsa da oggi al 6 ottobre sarà al centro del mondo ferroviario internazionale con un doppio festeggiamento e tante iniziative per ricordare a tutta l’Italia ed anche oltre che la prima strada ferrata italiana, la celebre Napoli – Portici immortalata da Salvatore Fergola, nacque qui da noi.

La ferrovia voluta da Ferdinando II di Borbone ed inaugurata il 3 ottobre 1839 compie 180 anni: aveva già il doppio binario, certo era lunga solo un po’ più di 7 Km, ma se si pensa che sino a qualche decennio fa c’erano ancora tratti su importanti dorsali ad un solo binario è facile capire come quel primato vada ricordato. I festeggiamenti riguardano anche il museo di Pietrarsa, che traguarda i 30 anni dall’apertura. Si tratta di un’eccellenza nel panorama europeo dove il tuffo nel passato con un forte richiamo al mondo ferroviario attuale è evidente. Il Museo si trova nello spazio che Ferdinando II di Borbone aveva destinato alle Officine Ferroviarie. In quell’opificio si iniziarono a costruire locomotive su concessione inglese, i britannici erano i maestri indiscussi del momento, e quando Pietrarsa raggiunse il primato con la capacità di sfornare una locomotiva in trenta giorni proprio i figli di Albione vennero in visita per capire come avessero fatto a dimezzare i tempi rispetto ai loro standard.

Quale era il segreto nascosto in quella “dependance” che osava alzare la testa e sfidare apertamente i “maestri”? Ci sono molte leggende sulle capacità lavorative dei napoletani e dei meridionali in genere. La verità risiede in due incontrovertibili fatti storici: l’emigrazione delle nostre braccia rubate alla terra per andare in fabbrica al nord; la riconosciuta capacità delle aziende nate a Napoli che in vari campi hanno sempre primeggiato, il pensiero va al mondo siderurgico, al polo aeronautico, a quello delle vetture senza ovviamente dimenticare quello ferroviario.

Sarebbe ora di smetterla con questi luoghi comuni e con queste storielle da giornaletti di periferia. Sabato 5 ottobre ad aprire la terza giornata di festeggiamenti sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che con la sua presenza certificherà il valore di un primato che perdura grazie anche alla sapiente gestione ed agli investimenti delle Ferrovie dello Stato attraverso la Fondazione delle FS, nata nel 2013, presieduta dal Gianfranco Battisti e diretta da Luigi Cantamessa.

pubblicato su Napoli n.15 del 28 settembre 2019

Battuto il Brescia si va in Belgio per la Champions

Battuto il Brescia si va in Belgio per la Champions

L’EDITORIALE

Battuto il Brescia si va in Belgio

Dal campionato alla Champions League cercando di evitare pericolosi e deleteri cali di tensione

di Giovanni Gaudiano

Il Napoli riparte: spreca tanto, soffre parecchio ma porta a casa una vittoria che si rivelerà molto importante nel corso della stagione. Ancelotti ha dovuto inventare in pochi minuti una difesa praticamente inedita che ha retto agli assalti di un Brescia che ha cercato di sfruttare soprattutto i calci piazzati, le cosiddette palle inattive.

Ha segnato anche Mario Balotelli, presentatosi in campo con sua figlia, napoletana come la mamma, strappando qualche applauso. Forse super Mario poteva arrivare in azzurro, qualche pensiero sarà stato anche fatto negli anni passati ma al termine della partita qualche piccola intemperanza ha confermato che la scelta societaria, semmai ci sia stata, è andata nella giusta direzione. Spiace dirlo ma il ragazzo continua a sprecare il suo talento.

Chi non ha intenzione di farlo è Fabian Ruiz. Con lui in campo il Napoli è un’altra squadra in attesa di vedere al suo fianco un Allan più continuo e uno Zielinski meno condizionato e frenato nel rendimento da una scarsa determinazione nei momenti nevralgici della partita. Anche Di Lorenzo ha fatto capire che, seppur in ritardo di qualche anno rispetto a Ruiz, non getterà al vento la grande occasione che gli si è presentata occupando con personalità e capacità la posizione di centrale dopo l’infortunio di Maksimovic.

Per opportuna equità non si può tacere delle prestazioni di Mertens e Callejon. Si parla per entrambi di rinnovi contrattuali difficili, si vedono in altre squadre giocatori più avanti negli anni che continuano ad offrire un ottimo rendimento proprio nel nostro campionato. Ci si augura che la società faccia le opportune considerazioni e trattenga entrambi. A proposito, Mertens è arrivato a -1 da Maradona. Forse in Belgio partirà dalla panchina ma ci si augura che sin alla prossima gara possa pareggiare il conto.

Il finale è dedicato a Kalidou Koulibaly. Se il Napoli ieri non avesse vinto la partita per gli infortuni in difesa, la situazione poteva pesare sul senegalese che contro il Cagliari si è lasciato andare anche se poteva avere qualche ragione. Koulibaly dopo la sfortunata autorete dello Stadium sembrava aver ripreso la strada giusta. Ora giocherà in Belgio e poi salterà Torino per rientrare dopo la sosta per le nazionali in campionato, si spera che il suo rendimento e la sua concentrazione ritornino ad essere quelle di cui il Napoli ha bisogno.

pubblicato il 30 settembre 2019