/ L’EDITORIALE

Ancelotti e l’obiettivo possibile

Un campionato senza colori, una Champions

affascinante con il Napoli protagonista 

di Giovanni Gaudiano

La Napoli di Giuseppe Marotta

“Un suono di campane andava e veniva; una leggera brezza scendeva, facendo riverenze, da Port’Alba; l’ombra dei tram che ripartivano per Secondigliano o per Marianella girava sulla piazza ritraendosi e allungandosi come una cappa di torero; i tralci di limoni intorno al banco dell’acquaiolo erano di un ronzante, sciamante giallo di vespa”

(da Gli Alunni del Sole di Giuseppe Marotta) 

“È un campionato triste quello italiano”. L’espressione è di Maurizio De Giovanni, lo scrittore-tifoso che non perde occasione per evidenziare le pecche di uno sport che dovrebbe essere di tutti gli italiani ma che viene puntualmente utilizzato per creare divisioni, fazioni e senso di superiorità. È un peccato che il gioco più bello del mondo debba in Italia, un paese noto per la sua creatività, sottostare da qualche anno ad una dittatura insopportabile, spocchiosa, “assai antipatica” per dirla alla maniera napoletana. La situazione sembra difficilmente sovvertibile almeno nel breve periodo, ma tutte le cose che hanno un inizio hanno anche una fine ed allora un po’ dappertutto si aspetta che quel momento arrivi.

Lo scrittore-tifoso Maurizio De Giovanni

Nel frattempo le milanesi cercano di rialzare la testa, la Roma si rinnova, la Lazio di Lotito tiene botta ed il Napoli cerca di conquistare una posizione di vertice stabile anche in Europa. Stasera Ancelotti al San Paolo contro la Stella Rossa di Belgrado potrebbe traguardare il primo obiettivo della sua avventura partenopea ma in realtà sarebbe il secondo. La pacatezza, l’ironia, la lucidità, la concretezza e la competenza del tecnico emiliano hanno già permesso alla squadra azzurra di ben figurare in Champions e questa cosa pare non sia gradita ovunque. Se le squadre italiane nella settimana di coppe vanno bene se ne parla tanto, se vanno male per alcune ci sono ampie giustificazioni e arzigogolate argomentazioni mentre qualcuno trova il modo di contestare e tacciare di provincialismo chi, a giusta ragione, rivendica di essere l’unica squadra italiana imbattuta in Europa. Due pesi, due misure, due di tutto ma a Napoli a nessuno importa davvero cosa ne pensano nel resto del paese.

Dalle nostre parti abbiamo la capacità di rinnovarci nella tradizione, come dimostra il servizio riservato in questo numero alla pizza e ad uno dei suoi maggiori interpreti: Antonio Sorbillo; siamo anche capaci di andare a raccontare la storia di chi la Champions l’ha vinta da giocatore con la maglia rossonera, ecco allora l’intervista a Nevio Scala, che parla anche del suo amico “Carletto” e di come oggi si stia divertendo a fare quello che forse desiderava fare da sempre: il produttore di vino. Nel nostro lavoro trova posto anche uno spicchio di globalizzazione, entro lo spazio di un servizio, come appare nelle pagine dedicate a Raul Albiol; e mentre non ci dimentichiamo dei figli della grande cultura partenopea con un viaggio sulla scrivania di Lorenzo Marone, uno scrittore giovane ma già da tenere in libreria, troviamo tempo e dedichiamo spazio all’importante rassegna riservata dal Pan a quel “geniaccio” di Escher, che non a caso amava Napoli, la Costiera e le nostre bellezze naturali e storiche.

La formazione del Napoli a Belgrado

In questo panorama un posto d’onore lo merita Marek Hamsik, bandiera azzurra venuta dalla Slovacchia, che ha traguardato tutti i record possibili con la maglia del Napoli, al quale riserviamo uno spazio per le sue gesta in azzurro. Insomma che c’importa della tristezza e di chi la impone? Noi abbiamo di più e non dobbiamo brigare, armeggiare, corrompere, imbrogliare le carte per averlo. È un pregio, è un limite o forse è un difetto? Niente di tutto ciò. È la caratteristica tipica ed insita nel modo di essere napoletani, un regalo che ci è stato fatto per permetterci di sopportare tutto quello che ci viene negato. È una sorta di compensazione che non ha nulla a che vedere con quella che i nostri arbitri gestiscono
per sbagliare due volte, è di fatto soprattutto un premio per quello che diamo ogni giorno all’umanità. Napoli è straordinaria, unica, avvolta dall’intelligenza ed attaccata alle sue tradizioni e non conosce la tristezza di chi non si diverte più anche se vince sempre.

Hamsik in lotta con Neymar

pubblicato su Napoli n.3 dell’ 08 dicembre 2018