FRAMMENTI

Al Meazza assalto alla Coppa Italia

Stasera il primo atto della semifinale della Coppa Nazionale per centrare la finale all’Olimpico e salvare la stagione

di Giovanni Gaudiano

Il Napoli scenderà in campo stasera al Meazza per una gara di quelle che contano. Servirà la squadra vista contro la Juventus, servirà la voglia feroce di prendersi una rivincita proprio con l’Inter a partire da questo primo round. Lo scenario sportivo che si presenta, in sintesi, è questo. Lasciando il compito a tutti i colleghi, che hanno collaborato a questo numero, di presentare l’evento sportivo, è il momento di fare qualche riflessione pensando a quanto successo nella stagione sino a questo momento.
Il presidente De Laurentiis forse potrebbe spiegare perché in certi casi il suo braccio sembra corto, quasi come quello del tennista che finisce per mandare in rete una volée a portata di racchetta. Nella scorsa stagione l’ingaggio di Ancelotti aveva aperto il cuore dei tifosi ed anche degli addetti ai lavori. Il tecnico emiliano arrivava a Napoli con delle credenziali indiscutibili. Non furono fatti investimenti importanti ma si disse che si sarebbe trattato del primo di tanti anni con Ancelotti alla guida del Napoli e quindi la stagione, nonostante si puntasse comunque in alto, andava vista come una transizione, un assestamento, una verifica dei giocatori facenti parte della rosa. Secondo posto e qualificazione Champions e quindi la scorsa estate i discorsi sembrava dovessero cambiare, nel senso che gli obiettivi e le necessità per raggiungerli oramai erano note. Si è assistito, invece, ad un mercato scarno, senza acquisizioni che completassero adeguatamente la rosa. Qualcuno si affretterà a ricordare che proprio Ancelotti aveva dato al mercato della società una valutazione importante. Non è una giustificazione per l’ex tecnico azzurro, ma poteva dire altro? Forse avrebbe dovuto lasciare, andare via, avrebbe trovato subito una nuova collocazione, come poi è successo. Ed è questa forse la cosa che Ancelotti si rimprovera ma che ha detto che non rivelerà mai.

Ora per completare il ragionamento, si potevano fare a luglio scorso gli investimenti portati a termine in questo, inusuale per il Napoli, mercato di gennaio?
Si poteva consegnare al tecnico già in ritiro una squadra più completa, soprattutto a centrocampo? Si poteva lanciare un messaggio preciso ed autorevole al calcio italiano, dicendo che al tavolo che conta il Napoli si sarebbe seduto da protagonista assoluto? Alla luce di quanto accaduto si può dire che forse si poteva fare tutto questo ed anche di più, consapevoli come si è che nel prossimo mercato estivo partiranno due/tre giocatori di valore per riequilibrare le poste di bilancio. Ma questa è una storia alla quale quasi certamente assisteremo. Adesso si punti con ogni mezzo, con ogni sforzo a recuperare il tempo perduto.

pubblicato su Napoli n. 23 del 12 febbraio 2020