LA SFIDA

A Milano per vedere il “famoso Colosseo”

Gli azzurri chiamati a superare l’ostacolo Inter in 180 minuti che valgono l’accesso alla finale di Coppa Italia

di Bruno Marchionibus

Una rivincita da non fallire

La rosa del Napoli stasera come “novelli fratelli Caponi” darà l’assalto a Milano per portare a casa un risultato importante. Mai come in quest’annata, per gli azzurri, la Coppa nazionale ha assunto importanza centrale tra gli obiettivi stagionali. In campionato, infatti, nella seconda metà del girone di andata i partenopei sono incappati in una serie di risultati negativi, consecutivi, senza recenti precedenti, che ha fatto sprofondare Insigne e compagni a centro-classifica ed ha portato alla sostituzione di Ancelotti con Gattuso, mentre in Champions l’urna degli ottavi ha impietosamente ancora una volta accoppiato al Napoli un avversario quasi imbattibile: il Barca di Messi. La Coppa Italia è diventata, di conseguenza, la via più concreta per dare un senso alla stagione e per assicurarsi la partecipazione quantomeno alla prossima Europa League.
A frapporsi tra il Napoli e la possibilità di disputare la terza finale in otto anni, tuttavia, sarà un avversario tutt’altro che semplice da affrontare: l’Inter di Antonio Conte. La squadra meneghina grazie al carattere del proprio mister e a un organico di livello assoluto sta battagliando con Juve e Lazio al vertice del campionato ed è recente la sconfitta subita dal Napoli al San Paolo per 3 a 1.
Per i ragazzi di Gattuso, così, il match con i nerazzurri sarà anche l’occasione per “vendicare” una bruciante sconfitta interna, e dimostrare una volta per tutte di aver imboccato la giusta strada per la definitiva guarigione dai tanti problemi che hanno caratterizzato un’annata dall’andamento decisamente imprevedibile. A Fuorigrotta, il 6 gennaio scorso, l’Inter consegnò ai partenopei una calza piena di carbone dimostrandosi squadra solida, in grado di contenere un Napoli volitivo, e cinica, capace di sfruttare al meglio tre errori individuali della retroguardia azzurra. Conte dispone di un tandem d’attacco, Lukaku-Lautaro, forte fisicamente e in questa stagione prolifico, sotto porta, come mai. Se c’è qualcosa che i campani hanno avuto modo di imparare sugli avversari dal confronto di campionato, dunque, è che per battere quest’Inter occorre disputare una gara senza sbavature e senza passaggi a vuoto, non concedendo nulla e, anzi, dimostrandosi bravi a colpire quando se ne ha l’opportunità. Il Napoli dovrà cercare di ripetere sia a San Siro che al San Paolo la gara vista contro la Juventus evitando sbilanciamenti e soprattutto di offrire ai nerazzurri l’arma del contropiede.

Tra Conte e Gattuso una partita a scacchi

Lukaku e Lautaro, come detto, sono senza dubbio le due frecce principali all’arco di Conte. Il belga e l’argentino hanno dimostrato di sapersi integrare perfettamente e di costituire una seria minaccia per qualsiasi retroguardia avversaria. Dopo i tre gol subiti al San Paolo, quindi, per i difensori partenopei sarà un bel test trovarsi nuovamente al cospetto delle punte nerazzurre, soprattutto per Di Lorenzo e Manolas, protagonisti di sfortunati errori nella gara di Fuorigrotta ma autori poi di prestazioni maiuscole contro Lazio e Juventus. Tutto da gustare anche, dal lato opposto del campo, il confronto tra il tridente azzurro, di cui per aumentare le rotazioni proprio da Milano è arrivato a far parte Politano, e la difesa a tre dell’Inter. I corazzieri nerazzurri hanno grandi doti fisiche ma, a eccezion fatta di Skriniar, potrebbero essere messi in difficoltà dalla rapidità e dall’imprevedibilità degli esterni napoletani, in particolar modo dall’estro di Lorenzo Insigne, parso rigenerato dalla cura Gattuso, e dal possibile recupero a pieno regime di Mertens. Interessante poi anche la partita nella partita che nella zona mediana vedrà contrapporsi i centrocampisti delle due compagini, entrambe rinforzate in questo settore dal mercato di gennaio. L’Inter, che in mezzo al campo in estate si era già assicurata le prestazioni dei giovani talentuosi Barella e Sensi, ha visto approdare nel capoluogo lombardo Eriksen, tra i migliori in Europa nel suo ruolo; il Napoli, che invece aveva accusato evidenti lacune a centrocampo in avvio di stagione, è corso ai ripari acquistando Lobotka e, soprattutto, Diego Demme, giocatore dalle caratteristiche assenti nella rosa del Napoli. È proprio grazie al dinamismo dei “nuovi”, i quali hanno restituito allo scacchiere di Gattuso un equilibrio che nell’undici napoletano sembrava ormai dimenticato, che il mister calabrese potrà riuscire nell’impresa di annullare la grande qualità degli avversari, la cui pericolosità offensiva è garantita anche dai laterali (già buono l’impatto di Ashley Young).

pubblicato su Napoli n.23 del 12 febbraio 2020