/ L’EDITORIALE

A Londra un ennesimo “raffreddore” primaverile?

Il Napoli è apparso in confusione e poco determinato. Troppi i giocatori insufficienti al cospetto di un Arsenal non trascendentale

di Giovanni Gaudiano

La parola fine non è stata ancora scritta ed il sogno di andare avanti in Europa League può ancora essere realizzato.

È diventato tutto terribilmente difficile perché si tratterà di segnare almeno due reti per andare ai supplementari e soprattutto di evitare che i velocisti della squadra inglese creino problemi ad una difesa, sempre più orfana di Raul Albiol, e sicuramente perforabile sugli esterni dove le prestazioni sia di Mario Rui quanto di Hysaj sono apparse sotto lo standard come da un po’ di tempo a questa parte.
Ecco parliamo di prestazione.

Quella del Napoli di ieri sera è per molti versi sconcertante anche se in linea con quanto visto negli ultimi tempi.
La squadra appare slegata, sfilacciata. A centrocampo il Napoli sembra avere una frattura e neanche qualche ripiegamento delle punte serve a migliorare la situazione.

La sensazione è quella di vedere quattro giocatori, Callejon – Allan – Ruiz – Zielinski, che non riescono a proporsi come primo argine agli attacchi avversari e che neanche in costruzione mostrano più la lucidità dei tempi migliori.

La squadra è quindi complessivamente in difficoltà, il tecnico appare sempre più imbarazzato ai microfoni del dopo partita. Ancelotti si aspettava altro da un gruppo di giocatori sui quali ha profuso da inizio stagione tante energie per cercare di revisionare un gioco stucchevole, stancante, per nulla vincente ma soprattutto poco verticale. Un gioco che se manca di velocità nel giro palla diventa prevedibile, lezioso e di facile lettura per la squadra avversaria, che chiude gli spazi impedendo anche ai quei due o tre tiratori da lontano a disposizione del Napoli di tentare la conclusione dalla distanza.

Il panorama, l’aspettativa, la possibilità di proseguire l’avventura in Europa appaiono a questo punto ridotte ma quello che conta adesso è la convinzione che la squadra vorrà mettere nel tentativo di ribaltare la situazione.

Ancelotti starà già lavorando in tal senso ma la conditio sine qua non per superare l’ostacolo prevede che siano i giocatori ad interiorizzare la convinzione, la determinazione di potercela fare per metterla in campo dal primo all’ultimo minuto, confidando nell’aiuto del pubblico che di sicuro non mancherà.

Insomma, bisogna crederci per dare un senso ad una stagione che altrimenti oltre ad essere di transizione potrebbe apparire a questo punto negativa.

pubblicato il 12 aprile 2019