L’EDITORIALE

A Liverpool il Napoli combatte e si ritrova

Carlo Ancelotti schiera l’ennesima squadra inedita ad Anfield e mette un piede negli ottavi di Champions

di Giovanni Gaudiano

Un Napoli garibaldino ad Anfield ma costruito con intelligenza tattica e tecnica da Carlo Ancelotti. Una squadra concentrata anche se ancora convalescente, che ha saputo offrire una prestazione convincente che consente agli azzurri di vedere la qualificazione agli ottavi e che costringe il Liverpool ad andare a giocare a Salisburgo una partita vera. Una società che attraverso il tweet del presidente finalmente fa sapere il suo punto di vista su una vicenda che ha rischiato di mandare all’aria un’intera stagione.
Intendiamoci, la tempesta non è del tutto passata. Adesso viene la parte più difficile, quella di dare continuità alle prestazioni ed ottenere i risultati attesi in campionato come in coppa, compresa la Coppa Italia a gennaio. Per dirla in breve: adesso servono le vittorie.
Le parole del presidente hanno come sempre una venatura acida verso chi esprime le sue perplessità nei confronti della squadra e della società, che in questo caso potrebbe essere condivisibile. Forse però l’area di miglioramento nella comunicazione sulla quale, ci permettiamo dire, dovrebbe lavorare De Laurentiis è proprio questa: la capacità di accettare il parere degli altri soprattutto quando non si forniscono spiegazioni sugli accadimenti.
Che il presidente voglia dare una sterzata alla situazione deviando l’attenzione e ricordando a tutti che le vicende interne restano tali è più che giusto. Sarebbe stato meglio che non accadesse nulla ma questa oramai è storia di ieri.
Il Napoli ha adesso un ventaglio di possibilità per approdare agli ottavi di Champions, potrebbe farlo addirittura da prima nel girone ma la cosa importante è andare avanti.
La prestazione degli uomini mandati in campo è stata convincente anche in considerazione che Mario Rui e Fabian Ruiz rientravano da infortuni.
Ancelotti ieri sera, schierando l’ennesima formazione, ha mandato alla società un chiaro segnale. Il Napoli attuale non è proprio la squadra che lui avrebbe voluto ed allora il tecnico ha fatto di necessità virtù, ad esempio: ha inserito a sorpresa un esterno alto a destra fresco (Di Lorenzo), due centrocampisti dedicati soltanto all’interdizione sacrificando l’estro di Ruiz, una difesa con tre giocatori dalle caratteristiche da centrali ma con Maksimovic adattato a destra e Rui poco presente nella manovra d’attacco, due punte (Mertens e Lozano) pronte al contropiede in assenza del centravanti, Milik, che avrebbe dovuto essere il titolare del ruolo con Llorente inserito solo nel finale di gara.

De Laurentiis, Giuntoli e tutto lo staff sanno bene ora più che mai cosa manca a questa squadra per poter lottare sempre al massimo, sarà loro compito aggiustare, riammodernare senza stravolgere la rosa inserendo almeno un paio di giocatori di qualità superiore e senza blandire paventate epurazioni dal sapore punitivo.
La società deve anche ripensare a questi ultimi venti giorni e deve, se vuole fare l’ultimo necessario salto di qualità per vincere in campo come in contabilità, costruire un’organizzazione solida, autorevole, competente prendendo spunto da quelle che si incontrano in queste occasioni sul palcoscenico europeo (tipo Liverpool).
Sarebbe il caso infine che tutti quelli che hanno chiesto la sostituzione di Carlo Ancelotti si rendano conto che l’allenatore è venuto fuori da questa scabrosa situazione tatticamente, tecnicamente e con il lavoro e la tenacia riuscendo a tenere compatto uno spogliatoio, sicuramente in ebollizione, forse come nessun altro sarebbe stato capace di fare.
La personalità del tecnico è un valore aggiunto per la piazza di Napoli che non può essere sottovalutato. Non c’era scelta migliore che la società potesse fare quando lo ha ingaggiato e non per il suo passato vincente ma per le sue doti umane, caratteriali e lavorative tipiche di un solido reggiano che ha saputo pazientemente affrontare tutte le difficoltà che la vita gli ha presentato, superandole con classe e dignità.
La squadra è attesa ora in campionato, bisogna mettere fieno in cascina senza fare conteggi, tabelle, calcoli poi a tempo debito si vedrà!

pubblicato il 28 novembre 2019