La Coppa Italia del 1962

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21 giugno 1962: il Napoli rompe il ghiaccio

Una finale alternativa per quei tempi allo stadio Olimpico di Roma, che assegnò agli azzurri il primo trofeo della loro storia

di Lorenzo Gaudiano

Dodici sono i trofei conquistati dal Napoli nella sua storia. Fu la Coppa Italia 1962 ad inaugurare la serie di gingilli che oggi luccica nella bacheca della società partenopea, la più titolata di tutta l’Italia meridionale.

Quel trofeo ancora oggi ha un sapore davvero particolare, non solo perché il Napoli finalmente riuscì a conquistare qualcosa, rompendo il ghiaccio, ma anche perché gli azzurri compirono l’impresa di vincere la Coppa pur militando in Serie B.
L’Albo d’Oro della Coppa Italia racconta che a vincere la prima edizione del 1922 fu il Vado, squadra ligure che conquistò il trofeo militando in Promozione. Nella stagione ‘20/’21 i grandi club italiani, dopo che la proposta portata avanti da Vittorio Pozzo di ridurre il numero di partecipanti al massimo campionato italiano fu respinta, decisero di distaccarsi dalla FIGC per costituire il CCI (Confederazione Calcistica Italiana), che organizzò campionati a parte. Quelli di Prima Categoria e di Promozione Regionale, quindi, rimasero sotto la curatela della FIGC, che in quell’occasione diede avvio anche alla prima edizione della Coppa Nazionale. Quindi alla competizione non presero parte le realtà calcistiche più importanti, ma soltanto alcune squadre di Prima Categoria, come Parma ed Udinese, ed altre di Promozione, tra cui proprio il Vado vincitore del trofeo.

Il mediano Gianni Corelli, l’uomo dei gol importanti

Il Napoli, invece, a 40 anni di distanza dal successo dei liguri realizzò un vero e proprio miracolo sportivo, mai più replicato in seguito. In B quella squadra era inizialmente sotto la guida di Fioravante Baldi, esonerato dopo ventuno giornate e sostituito da Bruno Pesaola. Dall’arrivo del Petisso il Napoli svoltò con il secondo posto in campionato, che valse la promozione in massima serie, e la conquista del primo trofeo della sua storia.

Dopo le vittorie ai rigori contro Alessandria e Sampdoria al San Paolo, ancora sotto la gestione Baldi, gli azzurri prima della finale con la Spal superarono Torino e Roma in trasferta e il Mantova in casa.

Il 21 giugno 1962 lo stadio Olimpico fu teatro di una finale tra due squadre che mai avevano raggiunto un punto più alto nella competizione. La Spal, inoltre, in semifinale aveva eliminato la favorita Juventus con un netto e roboante 4 a 1.

Il Napoli la spuntò grazie ai suoi due uomini più prolifici: Corelli e Ronzon. Il primo, tra l’altro ex della partita visto che proprio in quella stagione approdò dalla Spal alle falde del Vesuvio, era un mediano dotato di grande corsa e di un potente tiro da fuori. Aveva fiuto per il gol ed una grande abilità ad andare a segno nelle gare più importanti: sua fu la rete dell’1 a 0 a Verona con cui il Napoli fece un passo importante verso la promozione, così come quella che consentì agli azzurri di superare ai quarti di finale di Coppa la Roma. Corelli contro la Spal segnò su punizione la rete del primo vantaggio partenopeo, anche se macchiò la sua partita con un errore dal dischetto che già nel primo tempo avrebbe potuto riportare il Napoli in vantaggio dopo il pareggio dello spallino Micheli.
A determinare la conquista del trofeo da parte degli azzurri quel giorno fu Ronzon, che si era trasferito al Napoli proprio in quella stagione. Oscurato dall’Abatino Rivera al Milan, Napoli fu per lui un’occasione da cogliere al volo per svoltare e giocare con più continuità. Mezz’ala d’origine, spesso fu provato anche come libero in qualche partita da Pesaola, ma la sua inclinazione era per ruoli prettamente offensivi, data la sua grande tecnica e il discreto bottino di gol messi a segno negli anni.

Erano gli anni della presidenza Lauro, che attraverso l’universo calcistico aveva l’obiettivo di puntellare il proprio prestigio politico. Quelli erano tempi di grande speranze, in alcuni casi disattese, che però portarono il Napoli a conquistare il suo primo trofeo e a porre le basi per un futuro ai vertici del calcio italiano.

Bruno Pesaola

Napoli-Spal al giorno d’oggi è soltanto una sfida di campionato. Chi ha vissuto, però, quel momento di grande gioia ed entusiasmo in prima persona, oppure attraverso racconti familiari e libri, probabilmente sugli spalti o sul divano di casa volgerà la mente a quel giorno in cui tutto ebbe inizio e magari non potrà fare a meno di guardare la partita con un sorriso e qualche lacrimuccia. Sono passati 56 anni ma, come diceva Isabel Allende, “non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo”.

Napoli-Spal: primo trofeo firmato Corelli e Ronzon

Formazione Napoli

Pontel; Molino, Gatti; Girardo, Rivellino, Corelli; Mariani, Ronzon, Tomeazzi, Fraschini, Tacchi. All. Pesaola

Formazione Spal

Patregnani; Muccini, Olivieri; Gori, Cervato, Riva; Dell’Omodarme, Massei, Mencacci, Micheli, Novelli. All. Montanari

Arbitro:

Bonetto di Torino

Marcatori

Al 12’ Corelli (N), al 16’ Micheli (S), al 78’ Ronzon

Il cammino del Napoli verso il trofeo

Primo turno: Napoli-Alessandria 1-1 (6-5 d.c.r.)
Secondo turno: Napoli-Sampdoria 0-0 (7-6 d.c.r.)
Ottavi di finale: Torino-Napoli 0-2
Quarti di finale: Roma-Napoli 0-1
Semifinale: Napoli-Mantova 2-1
Finale: Napoli Spal 2-1

pubblicato su Napoli n.4 del 22 dicembre 2018