Napoli – Sassuolo pensando al Camp Nou

Napoli – Sassuolo pensando al Camp Nou

PALLA AL CENTRO

Napoli – Sassuolo pensando al Camp Nou

Il Napoli di Gattuso ritrova il Sassuolo di De Zerbi contro cui arrivò la prima gioia del tecnico in azzurro

di Marco Boscia

Lo scorso 22 dicembre Gennaro Gattuso, con uno sfortunato autogol di Obiang all’ultimo istante, riuscì ad ottenere il suo primo successo alla guida del Napoli al Mapei Stadium contro il Sassuolo. Le due compagini si ritrovano stasera al San Paolo nel match di ritorno valido per la trentaseiesima giornata di campionato. Al netto della classifica gara in realtà dal significato quasi nullo che servirà ad entrambe le squadre per capire su quali giocatori puntare e quali obiettivi prefissarsi per la prossima stagione. Ma il Napoli prima di pensare al futuro, terminato il campionato, andrà a giocarsi la partita più importante della stagione a Barcellona sperando di vivere un’estate memorabile.viatico.

Sognando l’Europa

“Altre volte mi è capitato di andarmene senza aver concluso un progetto. Qui sono contento, la società è seria. Non capisco dove dovrei andare”. Le parole di Roberto De Zerbi hanno il sapore di chi non vuole lasciare un lavoro a metà e di chi sa che è arrivato il momento di provare a sedersi al tavolo dei grandi. Stabile la parte sinistra della classifica ma, con un gioco come quello di De Zerbi che offre velocità, organizzazione, triangolazioni e reattività, il Sassuolo, se riuscirà a trovare continuità di risultati, potrà essere in grado già dal prossimo anno di puntare con decisione a piazzamenti più nobili. Il tecnico dovrà riuscire a trovare i giusti accorgimenti per equilibrare i diversi reparti. Se in fase offensiva il Sassuolo ha infatti dimostrato di avere uno degli attacchi più prolifici del campionato, la difesa non è sempre stata all’altezza. De Zerbi dovrà lavorare su quest’aspetto per far sì che la sua diventi una squadra completa in grado di puntare con decisione ad un piazzamento che le consenta di giocare in Europa che, Squinzi, lo storico presidente dei neroverdi scomparso pochi mesi fa, pur avendola raggiunta nella stagione 2017-2018 con l’accesso ai gironi di Europa League sognava potesse rappresentare la continuità sin da quando nel 2013 era riuscito a portare gli emiliani in serie A. Ora, con De Zerbi in panchina, la possibile riconferma dei calciatori più talentuosi (Boga, Berardi, Locatelli, Consigli e Caputo su tutti) e l’aggiunta delle giuste pedine ad una squadra già competitiva, il sogno di Squinzi potrebbe diventare realtà.

Aspettando il Barcellona

“Troppe chiacchiere, dobbiamo crescere, abbiamo 9 partite e nessuno deve pensare che andiamo a fare scampagnate, abbiamo il dovere di arrivare bene a Barcellona”. La strigliata di Gattuso alla squadra dopo la sconfitta di Bergamo di inizio luglio è servita agli azzurri per riprendere il giusto cammino. Il tecnico calabrese si è dimostrato intelligente nel dare spazio a tutti i calciatori che, nonostante la classifica, hanno ripagato il suo lavoro. Meret, Hysaj, Maksimovic, Lobotka, Politano, Callejon e Lozano, più degli altri, hanno fornito buone risposte riuscendo a ritagliarsi spazi importanti per dimostrare di meritare la riconferma. Il Napoli si prepara adesso ad un ultimo impegnativo tris di partite per chiudere il campionato e dimostrare il proprio valore: stasera il Sassuolo, mercoledì l’Inter e domenica prossima la Lazio. Gattuso dovrà utilizzare queste gare come prove generali per far arrivare i suoi pronti alla sfida con il Barcellona. La stagione degli azzurri, archiviato il campionato, potrebbe difatti regalare ancora inaspettate gioie al popolo partenopeo. Dopo la prova di forza del San Paolo all’andata, pensare di vincere al Camp Nou non è una chimera. Accedere ai quarti battendo i blaugrana darebbe una consapevolezza di forza enorme al Napoli che gli consentirebbe poi, in un torneo finale ad otto squadre con partite secche, di provare ad andare più avanti possibile cercando di imboccare l’unica strada rimasta per accedere alla prossima Champions. Per provarci però bisogna partire dalla gara di stasera. Gattuso lo sa e cercherà di inculcarlo ai suoi ragazzi.

I precedenti

Quella di stasera sarà la quindicesima sfida ufficiale fra Napoli e Sassuolo. Le prime 14 gare fra le due compagini non sono mai terminate a reti bianche. Nelle 7 sfide lontano dal San Paolo il Napoli si è imposto 3 volte, 3 sono stati i pareggi e 1 solo il successo dei neroverdi, nell’agosto 2015 quando Floro Flores prima e Sansone poi ribaltarono l’iniziale vantaggio di Hamsik. Fra le mura amiche precedenti totalmente a favore degli azzurri: nei 7 match disputati finora a Fuorigrotta, sono stati ben 5 i successi partenopei e 2 i pareggi. L’ultima sfida al San Paolo risale al 13 gennaio dello scorso anno, valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia, in cui gli azzurri si imposero per 2 a 0 con i gol di Milik e Fabian Ruiz.

pubblicato il 25 luglio 2020

“Gli Etruschi al Mann” fino al 31 maggio 2021

“Gli Etruschi al Mann” fino al 31 maggio 2021

LA CITTÀ

“Gli Etruschi al Mann” fino al 31 maggio 2021

Inaugurata il 12 giugno la mostra offre a Napoli due interessanti percorsi con l’esposizione di reperti inediti

di Marina Topa

Riapertura con attività intensa per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Dal 12 il sito diretto da Paolo Giulierini offre una grande opportunità culturale per la città e per i turisti che presto torneranno ad affollare Napoli, la mostra “Gli Etruschi e il Mann”. È la giusta occasione per approfondire la conoscenza della cultura di questa popolazione che può essere considerata la più importante nel periodo preromano. Gli Etruschi hanno infatti avuto per lungo tempo il controllo delle risorse del territorio che si estende dalla Pianura Padana a quella Campana, giocando un ruolo incisivo nella cultura della nostra penisola.
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli la ospiterà sino al 31 maggio 2021 con uno splendido allestimento a cui ha lavorato per la realizzazione anche la Regione Campania.
L’esposizione, che è stata curata dal direttore Paolo Giulierini e da Valentino Nizzo che ne ha pubblicato il catalogo con l’editrice Electa, offre la possibilità di ammirare 600 reperti riconducibili alle diverse epoche che si susseguono dal X al IV sec. a.C. e di cui circa 200 saranno esposti per la prima volta.
Il MANN, che custodisce nei suoi depositi un patrimonio artistico dal valore incommensurabile, con questa mostra ha dato l’opportunità di recuperarne al pubblico una parte importante. Grazie ad un minuzioso lavoro di studio, restauro e relativa documentazione sui materiali esposti si è dato un significativo contributo alla ricerca archeologica internazionale per quanto concerne una più approfondita conoscenza della civiltà e della storia etrusca.
Il percorso previsto per la visita si articola in due sezioni di cui una, intitolata “Gli Etruschi in Campania”, documenta la presenza della civiltà etrusca nella nostra regione ed ha un taglio d’interesse più propriamente archeologico mentre l’altra, intitolata “Gli Etruschi al MANN”, presenta i reperti etrusco-italici acquisiti dal Mann con costante ed attento lavoro nell’ambito del ricercato mercato collezionistico ed ha un taglio decisamente più storico-culturale. Per rendere più proficua la visita di questa seconda sezione è consigliabile la lettura del volume “Gli Etruschi in Campania. Storia di una (ri)scoperta dal XVI al XIX secolo”, edito nelle pubblicazioni scientifiche “Quaderni del MANN”, a cura di Valentino Nizzo.
Saranno esposti, inoltre, anche dei materiali del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, una sorta di “manifesto” dell’età delle grandi rotte commerciali e dello scambio di beni di lusso nel Mediterraneo; si tratta dell’intero corredo di una delle tombe più ricche dell’epoca, la Tomba Bernardini (675-650 a.C.), che presenta un forte valore di testimonianza storica considerando quanto gli etruschi fossero definiti dei maestri proprio nell’arte funeraria.

pubblicato su Napoli n.26 del 5 luglio 2020

I giudizi (semiseri) su Parma-Napoli

I giudizi (semiseri) su Parma-Napoli

GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Parma-Napoli

Avere palla per 45 minuti e poi subire gol allo scadere è come corteggiare una donna e poi scoprire che esce con un altro

di Bruno Marchionibus

Giua: Al celebre “Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare” di Rutger Hauer il signor Giua potrebbe replicare “Ho visto cose che voi umani non potete vedere”. Solo il suo occhio, infatti, rileva due calci di rigore per il Parma su due tocchi francamente impercettibili che, sommandosi al rigore non concesso invece a Milik in Napoli-Lecce, fanno percepire un astio del fischietto sardo nei confronti dei colori azzurri che si potrebbe giustificare solamente se il buon Antonio avesse trovato un napoletano nell’armadio della sua camera da letto mentre la moglie gli chiedeva “Caro, come mai sei tornato prima ?”. Blade Runner

Caprari/Kulusevski: L’uomo il cui cognome farebbe perdere la testa a Vittorio Sgarbi (“Capra-ri, Capra-ri, Capra-ri”), porta in vantaggio i padroni di casa al termine di un primo tempo in cui l’emozione principale era stato il cooling break. Kulusevski, invece, a fine match dimostra di aver già appreso lo stile Juve senza neanche bisogno di varcare i cancelli di Vinovo con un tuffo che, in Italia, non si vedeva dai tempi del dualismo tra Cagnotto e Klaus Dibiasi. Il Parma ottiene così la vittoria dopo un secondo tempo passato in lockdown nella propria metà campo, considerata vera e propria zona rossa e non superata mai. Tutti giù per terra.

Insigne: L’allenatore del Parma è D’Aversa, l’uomo chiave del Napoli di Frattamaggiore. Prova un paio di tiraggiro, per fortuna non sul rigore del momentaneo pareggio, ma più in generale dimostra di essere comunque tra i più vivi in una partita in cui i partenopei sono più sperimentali del metodo scientifico di Galileo Galilei. Anche se con ritmi più blandi del motivetto di un carillon che fa da ninna nanna, infatti, tutte le azioni passano dai suoi piedi. Tirarrigore.

Grassi: L’uomo che, nella mente di ogni tifoso napoletano, non è un’entita a sé ma la metà della mela della celeberrima coppia Grassi&Regini, si rende protagonista in entrambe le aree di rigore. A fine primo tempo, non appena Mario Rui lo sfiora con un tocco che anche una mosca avrebbe fatto fatica a percepire, si lancia come fosse stato fucilato da un plotone d’esecuzione della Wermacht. A inizio ripresa, però, a ben quattro anni e sei mesi dal suo acquisto da parte di De Laurentiis riesce a compiere una giocata decisiva per mandare in rete il Napoli, con un fallo di mano che concede agli azzurri il penalty. Where is Regini ?

Koulibaly: La sua prestazione ricorda un po’ l’andamento delle otto stagioni del Trono di Spade: memorabile dall’inizio alla (quasi) fine, da rimuovere dalla memoria sul finale. Kalidou, infatti, per larghi tratti giganteggia e domina sul prato del Tardini come fosse Mohammed Alì sul ring, e viene da pensare sia una fortuna che Kalidou non sradichi alberi dal suolo come sradica palloni dai piedi degli avversari, altrimenti la foresta amazzonica sarebbe solamente un lontano ricordo. Poi, però, proprio quando la palma di migliore in campo pareva già fiorire nella sua bacheca, perde Kulusevski in velocità e cade nella trappola dell’astuto esterno offensivo emiliano, che peraltro è magnifico nel riproporre la decorazione presente sulla famosa tomba del tuffatore a Paestum. Jon Snow.

pubblicato il 23 luglio 2020

Una serata da dimenticare al più presto

Una serata da dimenticare al più presto

IL GIORNO DOPO PARMA-NAPOLI

Una serata da dimenticare al più presto

Ride solo il bilancio della società dopo la sconfitta di Parma. Gattuso appare preoccupato per l’appuntamento Champions

di Giovanni Gaudiano

,Si era detto dopo la sconfitta di Bergamo che queste partite finali della stagione avrebbero visto all’opera probabilmente un Napoli poco applicato. Ciononostante vedere la squadra giocare, perdere malamente quasi come se fosse un copione già scritto è inaccettabile.
A questo punto salvo imprevedibili cambiamenti derivanti dalle ultime tre partite la squadra di Gattuso chiuderà la stagione al settimo posto in classifica, in pratica allo stesso posto quando il tecnico calabrese è subentrato.
In quel momento il Napoli era distante solo otto punti dal quarto posto e l’Atalanta aveva sette punti più degli azzurri.
Oggi il Napoli si trova a 13 punti dalla Lazio, quarta, che deve ancora giocare la 35^ di campionato e addirittura a 18 punti dall’Atalanta ed ha un ritardo di cinque punti dalla Roma che occupa il quinto posto.
È passato in pratica un girone. Sono arrivati a Napoli, a gennaio, Demme, Lobotka e Politano. Non è andato via nessuno. Si è vinta una Coppa Italia, è vero, ma chi può dire che non si sarebbe vinta lo stesso con una guida tecnica diversa? Chi può affermare con certezza che la squadra non sarebbe stata ancora in lotta per una posizione in Champions?
Già, ci sono le parole del presidente che solo di recente ha iniziato a lanciare le sue tipiche frecciatine a Carlo Ancelotti, vista la flessione dell’Everton delle ultime settimane.
Vale la pena ricordare che il tecnico emiliano è arrivato a Liverpool con la squadra pericolosamente ai limiti della zona retrocessione e che oggi l’Everton chiude tranquillo a metà classifica senza che nessun giocatore sia arrivato nella sessione di mercato di gennaio.
I dati riportati non servono a puntualizzare nulla, semmai dovrebbero aiutare a comprendere il reale valore della squadra azzurra.

Il Parma ha preso al Napoli sei punti, si è salvato, pagherà i riscatti obbligatori alla società azzurra per Inglese, Grassi e Sepe. Si tratta di un gruzzolo superiore complessivamente ai trenta milioni di euro. De Laurentiis sarà felice, le casse del Napoli saranno sempre più floride ma nel frattempo avremo assistito ad una partita che qualificare pietosa, come altre di questo finale di stagione, è voler essere buoni.
Il Napoli non può offrire questo spettacolo. Il Napoli non può preparare una gara così importante, come quella di Barcellona, in questo modo. La delusione e la preoccupazione erano presenti a fine partita palesemente sul volto di Gattuso che sembra aver perso la sua proverbiale grinta.
Senza voler anticipare nulla e senza richiamare sventure ma anche un Barcellona in difficoltà potrebbe infliggere a questa squadra, apparsa involuta, svogliata, poco concentrata, una dura lezione.
La partecipazione dell’arbitro al risultato è evidente ma questo non può bastare ad assolvere un gruppo di giocatori, che Gattuso sta giustamente ruotando, che dovrebbero al contrario farsi trovare pronti per mettere in difficoltà il tecnico nelle scelte da fare per quella serata.
Ci si augura di sbagliare, di non aver capito che si tratta di una fase vicina all’allenamento e soprattutto di vedere un Napoli diverso, capace almeno di giocarsela la qualificazione evitando di subire qualche mortificante cappotto che oltretutto sarebbe fuori stagione!

pubblicato il 23 luglio 2020

In buona compagnia con la lettura

In buona compagnia con la lettura

SCAFFALE PARTENOPEO

In buona compagnia con la lettura

A Napoli presso la terrazza dell’hotel Britannique partono suggerimenti sui nuovi libri da leggere per l’estate

di Marina Topa

Lunedì 20 luglio ha avuto luogo “Libri in passerella … in un pomeriggio di mezza estate” nel bellissimo scenario della terrazza dell’Hotel Britannique in Corso Vittorio Emanuele.
L’evento, condotto dalla giornalista e scrittrice Anna Copertino e organizzato in collaborazione dalla “sua” Road Tv Italia e dalla casa editrice Homo Scrivens di Aldo Putignano, ha dato vita ad un bel momento di cultura e socialità. Editori, scrittori, librari e semplici lettori si sono finalmente potuti incontrare “vis-à-vis”, dopo mesi di incontri online per confrontarsi sulla situazione attuale del settore e sulle iniziative post-covid che lasciano sperare in un suo rilancio partendo proprio da Napoli.
Si sono poi susseguite presentazioni di libri e momenti musicali affidati alla voce di Giacomo Casavola.
Iniziativa lodevole, dunque, che ha permesso al pubblico di trascorrere un piacevole pomeriggio e di conoscere una serie di nuove interessanti proposte editoriali da gustare durante le vacanze estive, introdotte dalla lettura della quarta di copertina e intervallate dagli interventi di Chiara Tortorelli, Enza D’Esculapio e del Presidente dell’Associazione Piccoli Editori Diego Guida.

pubblicato il 22 luglio 2020