“L’eresia del tempo” di Enrico Inferrera

“L’eresia del tempo” di Enrico Inferrera

SCAFFALE PARTENOPEO

“L’eresia del tempo” di Enrico Inferrera

Una riflessione sul concetto di tempo, sul senso della vita per valutare il destino umano in modo libero dai retaggi culturali

di Marina Topa

Enrico Inferrera, Presidente di Confartigianato Napoli, che ha ricoperto prestigiosi incarichi nazionali ed ha promosso e realizzato numerose iniziative per lo sviluppo economico, culturale e sociale di Napoli e del meridione impegnandosi a valorizzarne l’arte, la storia e la cultura, da anni scrive articoli per numerosi giornali ed ha già collezionato riconoscimenti letterari con il romanzo “Vite bisestili” (Ed. Creativa nel 2016), e con la raccolta di poesie illustrate da Valentina Alescio “Diversi Paralleli” (Ed. Creativa nel 2017). In questo 2020 così particolare per la storia mondiale, in cui la pandemia da covid-19 ha obbligato al distanziamento sociale, che soprattutto nell’educazione affettiva delle generazioni più giovani rischia di indurre anche a quello emotivo, pubblica “L’eresia del tempo”… L’autore accompagna i lettori, pagina dopo pagina, in una storia ambientata tra Roma e Napoli, che induce a riflettere su sentimenti ed emozioni in una dimensione temporale in cui il presente, il passato ed il futuro hanno un ordine che esula dal tradizionale … è un ordine libero; un ordine scelto di volta in volta dal protagonista, Angelo, da altri originali personaggi e dal lettore stesso che potrà esaminare e soffermarsi sugli eventi narrati a suo piacimento, come e quando lo desidererà: «Come vedi, il mio racconto non segue la cronologia ordinata dei fatti, non ha un tempo lineare come quello degli orologi e dei calendari. Segue l’ordine dei miei pensieri, delle mie sensazioni, delle mie emozioni; salta da un evento all’altro della mia vita con un nesso, un collegamento che solo la mia mente conosce, e forse non solo la mia mente, ma l’intero mio corpo».

Forse il lockdown, che ha imposto a tantissimi un diverso rapporto proprio con il tempo, oltre che con la propria interiorità, rende ancora più piacevole e semplice l’introduzione del lettore nella dimensione del romanzo.
Angelo, un pianista quarantenne dallo spirito libero che nella musica riesce a dar sfogo alla sua esigenza creativa, attraverso il racconto della propria vita cerca di far comprendere ad uno scienziato che lo contatta dal futuro cosa sono le emozioni e i sentimenti; cose inesistenti nel mondo di quest’ultimo a causa di modifiche apportate al Dna degli esseri umani (e se questa trasformazione dell’umanità fosse già iniziata anche da noi?). È facile per il lettore rievocare le sinestesie di Proust (la famosa maddalena nel tè che risveglia le emozioni dell’infanzia) ma lì il passato era definito così come il presente mentre nella scrittura di Inferrera l’uno scivola nell’altro.
«Vuoi che ti racconti di me, di noi, delle nostre abitudini, del nostro mondo, di come riusciamo a vivere o a sopravvivere, malgrado tutto?» In sostanza è questa la base di partenza per la descrizione della condizione di vita delle persone negli ultimi cinquant’anni; un intreccio di relazioni che vanno dalle più tenere alle più feroci, relazioni in cui troppo spesso l’interesse economico ed egoistico la fa da padrone anche sui principali valori umani. È così che il romanzo mette in risalto come sia inevitabile affrontare e cogliere la vita per le opportunità che offre al momento; è qualcosa che ciascuno deve fare da e per sé perché ciascuno è proiettato ad essere altro da ciò che è al momento.
Sarà infine il colpo di scena narrato nell’ultimo capitolo a dare il messaggio chiave: nulla è scontato, la realtà non è come appare perché tutto può ancora accadere.

pubblicato il 31 luglio 2020

I giudizi (semiseri) su Inter-Napoli

I giudizi (semiseri) su Inter-Napoli

GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Inter-Napoli

L’unica giustificazione all’aver preso gol subito è che eravamo ancora scioccati dalla vista della nuova maglia dell’Inter

di Bruno Marchionibus

Caressa: Alla trecentesima volta in cui ripete “Broooz”, felice come un liceale che arriva fuori scuola e scopre che c’è sciopero, Bergomi, disperato, pensa seriamente di irrompere momentaneamente su Canale 5 a Temptation Island e chiedere un falò di confronto per abbandonarlo all’istante. Fa un’immersione ad ogni calcio d’angolo, tanto che viene da pensare che per le prossime telecronache più che monitor e microfono abbia bisogno di maschera e bombole, e tra lo stupore generale afferma ad inizio secondo tempo: “rimessa per l’Atalanta”. D’altra parte, è ovvio che viste sott’acqua le immagini della partita possano arrivare così confuse da confondere le squadre in campo. Enzo Maiorca.

Lautaro Martinez: Esulta con il segno provocatorio del “parlate, parlate” verso gli spalti completamente vuoti e le cose sono due: o ha un meccanismo di rifiuto verso tutta questa situazione, o nell’intervallo aveva preso questione con una decina di sediolini del primo anello di San Siro. Dicono pensi già a giocare al fianco di Messi e Suarez; dalla mezz’ora che ha giocato non sembra, ma se fosse così, gli chiederei gentilmente di spiegare anche ai nostri come si fa a concentrarsi già da ora mentalmente sul Barcellona. L’uomo che litigava coi sediolini.

Koulibaly/Lukaku: Un duello tra due pesi massimi così non si vedeva dai tempi del “The Rumble in the Jungle” tra Alì e Foreman. Il più delle volte, forse, la parte di Cassius Clay spetta al gigante belga, ma anche Kalidou non è da meno e tiene botta, trasformando il Meazza nel Madison Square Garden, e causando ad ogni contrasto con Romelu il serio rischio di uno spostamento dell’asse terrestre, o quantomeno di un’attività sismica a Milano e provincia. Pesi massimi.

Milik: Approccia la partita con la stessa energia e voglia di fare con cui io ho approcciato l’altra mattina un’ora e mezza in fila alla posta, tanto che il maggior segno di vitalità lo mostra al momento del cooling break quando scatta verso la panchina per bere. E a un certo punto, sul finire del primo tempo, Gattuso gli lancia un urlo dalla panchina così forte che non ho capito se lo avessi sentito dal televisore o direttamente dalla finestra aperta; sarà, quella tra il polacco e il Napoli, una di quelle storie d’amore mai pienamente realizzate che lasciano tanti interrogativi sul se ci si fosse incontrati in momenti diversi. Impalpabile.

Brozovic: L’uomo che in modo decisamente Epic ha conquistato il web, sta conquistando pian piano anche Conte e San Siro. Ad ogni “Broooz” di Caressa viene sinceramente da sperare che sia l’ultimo pallone che il croato tocchi, e invece per la felicità del buon Fabio il centrocampista nerazzurro è sempre nel vivo della manovra interista, permettendo al telecronista di mostrare tutta la sua esaltazione nel nominarlo e al sistema nervoso di Bergomi di mettere alla prova la propria resistenza. Mario Broz.

pubblicato il 29 luglio 2020

A Palazzo Venezia domani “ ‘A Malaparola” di Davide Brandi

A Palazzo Venezia domani “ ‘A Malaparola” di Davide Brandi

SCAFFALE PARTENOPEO

A Palazzo Venezia domani “ ‘A Malaparola” di Davide Brandi

Domani alle ore 17,30 nel cuore di Spaccanapoli sarà presentato il nuovo libro edito dalla casa editrice napoletana Edizioni Mea

di Redazione

Domani alle ore 17,30 nel cuore di Spaccanapoli nello splendido scenario di Palazzo Venezia a Napoli in via Benedetto Croce n. 19 sarà presentato il nuovo libro di Davide Brandi edito dalla casa editrice napoletana Edizioni Mea: ‘A Malaparola. Il testo del professore Brandi a cura di Franco Simeri famoso speaker di Radio Marte, vede la prefazione del bravo scrittore Pino Imperatore e Gianni Simioli anchorman molto amato non solo dai napoletani.
Questo libro nasce dall’esigenza di raccogliere le “male parole”, di conoscerne l’etimologia e la storia per dar loro una giusta collocazione nella lingua napoletana.
L’idea di pubblicare questa raccolta di male parole è nata dall’enorme successo della rubrica radiofonica condotta da Franco Simeri su Radio Marte con protagonista Davide Brandi, noto al “popolo marziano” come ‘O Prufessore.

L’autore del divertente libro negli ultimi anni ha avviato a Napoli una “piccola rivoluzione” a salvaguardia della lingua napoletana e della cultura partenopea in genere. Ha fondato, unitamente ad altri, l’Associazione di Promozione Sociale I Lazzari di cui ne copre il ruolo di Presidente e tiene personalmente i corsi gratuiti presso vari siti della Campania.
Nel testo che sarà presentato il 29 luglio sono state selezionate le male parole più comuni, non trascurando quelle poco conosciute, proprio perché l’intento è quello di preservare con esse la cultura partenopea giunta a noi fino ad oggi.
Un lavoro che ha un duplice intento da un lato far sorridere il lettore, dall’altro di trasmettere soprattutto ai più giovani l’identità partenopea.
Vi aspettiamo il 29 alle ore 17,30 a Palazzo Venezia, a dialogare con l’autore sarà Franco Simeri il curatore del bel testo.

pubblicato il 28 luglio 2020

I giudizi (semiseri) su Napoli-Sassuolo

I giudizi (semiseri) su Napoli-Sassuolo

GIUDIZI SEMISERI

I giudizi (semiseri) su Napoli-Sassuolo

Attenzione che a breve inizieranno ad annullare al Sassuolo anche i gol delle scorse partite con effetto retroattivo

di Bruno Marchionibus

Hysaj: Non dico “chiudete tutto” solo perché dopo mesi di lockdown non mi sembra il caso. Parafrasando il Piccolo Principe, si potrebbe dire che è il tempo che hai perduto per il tuo gol che ha reso quel gol così importante; e considerando che Elseid per andare in rete col Napoli ci ha impiegato ben 153 partite, possiamo affermare che ieri abbiamo assistito ad una delle segnature più importanti della storia del calcio. Non solo, il terzino, galvanizzato, oltre a costringere tutti i meteorologi a rivedere le proprie previsioni, dovendo improvvisamente includere forti acquazzoni in tutta la zona di Fuorigrotta per l’evento inatteso, si rivela anche il migliore dei suoi, provando addirittura a siglare il raddoppio, il che, più che un temporale, avrebbe provocato una vera e propria Napocalisse. La prima volta non si scorda mai.

Aureliano: Per compensare lo scellerato arbitraggio di Giua a Parma, ad arbitrare Napoli-Sassuolo ci mandano uno il cui cognome vuol dire più o meno “seguace di Aurelio”. Chiamato dal VAR nel corso di novanta minuti un numero di volte che nemmeno uno stalker con la sua vittima, annulla ben quattro reti ai neroverdi, entrando di diritto nel grande libro dei record e diventando il sogno erotico di chi nella bolletta si era giocato “no gol”. Ammonisce, in maniera decisamente fiscale, i diffidati Berardi e Mertens, come quei professori che alla prima parola fuori posto mandano fuori gli alunni. Guinness World Record.

Djuricic/Caputo/Berardi: I gemelli del gol annullato. In questo caso, non si realizza il detto secondo cui “Chi la Djuricic la vince”, perché, per ogni gol neroverde, il signor Aureliano mima la VAR e poi alza il braccio come fosse una coreografia pre-impostata di un balletto estivo sulle note di Baby K. La faccia, sbigottita, degli attaccanti del Sassuolo, sembra quasi dire “Non ho Caputo, annulli anche questo ?”. Gli offside, però, ci sono, millimetrici ma ci sono, anche se quando ti annullano quattro gol è chiaro il timore che, se ne segnerai un quinto, l’arbitro non solo ti annullerà anche quello ma cancellerà pure Sassuolo dalle cartine geografiche. Il calcio non VAR in vacanza.

Politano: Se il VAR salva la porta del Napoli, Matteo salva le statistiche e la media legni della squadra azzurra. Proprio quando ci si disperava ormai sul fatto che nessuno nell’arco dei novanta minuti avesse colpito almeno un palo, è l’ex di giornata a tranquillizzare tutti centrando il legno della porta di Consigli e confermando che le partite della squadra di Gattuso possono essere omologate solo se almeno un palo lo si prende. Perchè, se una quindicina di anni fa fece scalpore il video in cui Ronaldinho colpiva quattro traverse di fila, qui a Napoli a queste cose, invece, ormai non ci facciamo neanche più caso. Palitano.

Allan: Dicevano fosse già con la testa sotto la Torre Eiffel o comunque in altri lidi. L’esultanza dopo il gol, però, è di chi a Napoli lascerà almeno un pezzo del suo cuore. E’ vero, chi viene al Sud piange due volte, quando arriva e quando parte. Oppure, chissà, adesso che un’eventuale partenza pare più vicina, il numero 5 si sta rendendo conto che sì, è importante il viaggio, ma anche la meta e il posto in cui stai non è che contano poco, e meglio di Napoli non è così facile trovare. Gol vittoria.

pubblicato il 26 luglio 2020

Lasciare lavorare Gattuso e sospendere le critiche

Lasciare lavorare Gattuso e sospendere le critiche

IL GIORNO DOPO NAPOLI-SASSUOLO

Lasciare lavorare Gattuso e sospendere le critiche

L’impegno che attende il Napoli tra meno di due settimane è importante per affrontarlo con poca convinzione

di Giovanni Gaudiano

Mancano solo tredici giorni all’appuntamento di Barcellona e il Napoli continua a giocare il suo campionato mentre Messi e compagni sono stati mandati liberi per cinque giorni a riposare, a ritemprarsi, a ritrovare la concentrazione smarrita nel finale di stagione della Liga.
Solo il giorno dopo la partita si potrà dire se questa scelta avrà giovato all’undici blaugrana ed avrà nociuto di contro alla squadra azzurra che tra alti e bassi mostrati nelle ultime gare sta preparando comunque quell’appuntamento.
Gattuso ha ammesso con candore come dopo la vittoria della Coppa Italia e la sconfitta di Bergamo la luce, quella che sembrava di aver visto nel ritorno in campo dopo la sosta, si è in pratica affievolita.
L’analisi della gara con il Sassuolo, comunque vinta, e delle prossime due che chiuderanno la stagione a questo punto ha poco senso.
L’allusione che il tecnico ha anche fatto sulla bellezza della città e alle opportunità che offre ai giovani stranieri in rosa significa che anche senza un vero rompete le righe qualche libertà di fatto è stata concessa.
Bisogna quindi partire da una serie di fattori di circostanza. Comprendere come la situazione in cui ci siamo trovati tutti è assolutamente inedita. Capire che gli errori di campo di ieri sera, che continuano a manifestarsi numerosi creando preoccupazione, forse è meglio che stiano capitando proprio in queste partite dal relativo valore.

Gattuso sta ruotando sedici/diciotto giocatori con una evidente preferenza per i sedici che potrebbero essere utilizzati a Barcellona, quelli sui quali pensa di preparare quell’impegno difficile ma non impossibile.
Insomma è arrivato il momento di sostenere questa squadra ed il suo tecnico senza stare lì a cercare oggi cosa non va.
Non serve oggi dire questo o quel giocatore non serve perché è già in partenza, come non è produttivo voler trarre giudizi che hanno il crisma della sentenza sull’allenatore che sembra evidente ci stia mettendo tutto quello che ha.
Queste considerazioni sono avanzate da chi nel tempo e in momenti meno topici non ha lesinato critiche e dubbi su questi e quello. Ci sono ancora due partite di campionato da giocare con Inter e Lazio e poi si volerà a Barcellona.
Il solito nutrito nugolo di tifosi non potrà essere presente al Camp Nou ma può far sentire il proprio sostegno alla partenza, attraverso i social, mentre l’informazione può adottare un basso profilo in un momento che necessità di tranquillità.
La squadra deve sentire che la città la sostiene in modo da essere soprattutto moralmente impegnata a dare il massimo. Se questo non basterà ci sarà tempo, dopo, di parlarne anche analizzando approfonditamente gli errori che eventualmente saranno stati commessi.

pubblicato il 26 luglio 2020