Napoli – Portici: la prima ferrovia italiana

Napoli – Portici: la prima ferrovia italiana

L’inaugurazione della Napoli-Portici raffigurata da Salvatore Fergola

IL TEMA

Napoli – Portici: la prima ferrovia italiana

Un primato lungo 180 anni che da oggi al 6 ottobre sarà festeggiato e celebrato con tante iniziative a Pietrarsa

di Giovanni Gaudiano

L’anniversario di un primato.

L’hub di Pietrarsa da oggi al 6 ottobre sarà al centro del mondo ferroviario internazionale con un doppio festeggiamento e tante iniziative per ricordare a tutta l’Italia ed anche oltre che la prima strada ferrata italiana, la celebre Napoli – Portici immortalata da Salvatore Fergola, nacque qui da noi.

La ferrovia voluta da Ferdinando II di Borbone ed inaugurata il 3 ottobre 1839 compie 180 anni: aveva già il doppio binario, certo era lunga solo un po’ più di 7 Km, ma se si pensa che sino a qualche decennio fa c’erano ancora tratti su importanti dorsali ad un solo binario è facile capire come quel primato vada ricordato. I festeggiamenti riguardano anche il museo di Pietrarsa, che traguarda i 30 anni dall’apertura. Si tratta di un’eccellenza nel panorama europeo dove il tuffo nel passato con un forte richiamo al mondo ferroviario attuale è evidente. Il Museo si trova nello spazio che Ferdinando II di Borbone aveva destinato alle Officine Ferroviarie. In quell’opificio si iniziarono a costruire locomotive su concessione inglese, i britannici erano i maestri indiscussi del momento, e quando Pietrarsa raggiunse il primato con la capacità di sfornare una locomotiva in trenta giorni proprio i figli di Albione vennero in visita per capire come avessero fatto a dimezzare i tempi rispetto ai loro standard.

Quale era il segreto nascosto in quella “dependance” che osava alzare la testa e sfidare apertamente i “maestri”? Ci sono molte leggende sulle capacità lavorative dei napoletani e dei meridionali in genere. La verità risiede in due incontrovertibili fatti storici: l’emigrazione delle nostre braccia rubate alla terra per andare in fabbrica al nord; la riconosciuta capacità delle aziende nate a Napoli che in vari campi hanno sempre primeggiato, il pensiero va al mondo siderurgico, al polo aeronautico, a quello delle vetture senza ovviamente dimenticare quello ferroviario.

Sarebbe ora di smetterla con questi luoghi comuni e con queste storielle da giornaletti di periferia. Sabato 5 ottobre ad aprire la terza giornata di festeggiamenti sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che con la sua presenza certificherà il valore di un primato che perdura grazie anche alla sapiente gestione ed agli investimenti delle Ferrovie dello Stato attraverso la Fondazione delle FS, nata nel 2013, presieduta dal Gianfranco Battisti e diretta da Luigi Cantamessa.

pubblicato su Napoli n.15 del 28 settembre 2019

“Ehi tutto bene?” di Claudio Rinaldi

“Ehi tutto bene?” di Claudio Rinaldi

SOCIETÀ

“Ehi tutto bene?” di Claudio Rinaldi

Replica presso l’Arciconfraternita Santa Maria del Soccorso all’Arenella della mostra di pittura esposta lo scorso aprile al PAN

di Marina Topa

Importante traguardo quello raggiunto con la mostra di pittura di Claudio Rinaldi, un giovane autistico, dal titolo “Ehi tutto bene?”. Questa mostra è la replica di quella esposta al PAN lo scorso mese di aprile, anch’essa curata dalla professoressa Manuela Torre, insegnante di sostegno di Claudio e curatrice d’arte. Il titolo nasce dalla frase che il ragazzo ripeteva frequentemente alla sua insegnante a testimonianza della sensibilità presente anche nei ragazzi autistici. L’Associazione “La città adattabile”, di cui è presidente Cristina Gargiulo, madre di Claudio, insieme con l’associazione “Il Carro” da anni sono impegnate per la conquista dell’integrazione e dell’autonomia delle persone autistiche.

“La Città Adattabile” è un’associazione formata da genitori e familiari di questi ragazzi che stimolano e coinvolgono nelle loro iniziative molti volontari, soprattutto ragazzi coetanei dei loro figli: accettare l’autismo e conoscerlo è il primo passo per abbattere le barriere che in molti casi si considerano più alte di quello che in realtà sono.

Il dipartimento di Neuropsichiatria della Asl Napoli 1, di cui la responsabile è la dottoressa Luisa Russo, ha attivato una serie di iniziative a favore di questo progetto di integrazione e sostegno dei bisogni delle persone autistiche ed ha incontrato grande appoggio anche nella persona di Don Aldo Scatola, parroco della Chiesa di Santa Maria del Soccorso a piazza Arenella.

Nel presentare la mostra, allestita nei locali dell’Arciconfraternita Santa Maria del Soccorso all’Arenella, un vero scrigno d’arte, Monsignor Aldo Scatola ha sottolineato l’importanza della solidarietà umana e cosa significa renderla concreta. Ha invitato ad avvicinarsi all’esperienza del volontariato affiancando ai ragazzi autistici sia i ragazzi che le persone adulte, ognuno con il ruolo che sente più consono a se stesso, partecipando a dei laboratori artistici che avranno luogo nei locali in via Massari messi a disposizione dalla sua Parrocchia. L’iniziativa è stata salutata con entusiasmo anche dal presidente della 5^ municipalità, Paolo De Luca, che ha ricordato la particolare attenzione alle politiche sociali della municipalità stessa, disponibile ad offrire anche dei locali.

Entusiasmante è stata anche la partecipazione di tanti ragazzi che già lo scorso anno hanno vissuto esperienze di volontariato nel quartiere e che sono pronti a ripeterle. Coloro che sono interessati a mettere a disposizione le proprie competenze in qualità di esperti di pittura, ceramica, disegno o varie attività manipolative, coloro che sono interessati ad offrire un contributo di vigilanza e tutti i ragazzi interessati a frequentare i corsi per imparare ad esprimersi attraverso queste forme d’arte, possono rivolgersi alla segreteria della Parrocchia Santa Maria del Soccorso all’Arenella aperta tutti i pomeriggi in modo da poterli organizzare nel modo più consono alle esigenze di tutti.
C’è una certezza: l’esperienza non produrrà un arricchimento solo per i ragazzi con problematiche particolari ma per tutti, perché la vera integrazione è una conquista sociale e tutti avremmo diritto a rispondere positivamente alla domanda di Claudio “Ehi, Tutto bene?”.

pubblicato il 01 ottobre 2019