Gustav Klimt: la secessione nell’arte

Gustav Klimt: la secessione nell’arte

/ eventi in città

Gustav Klimt: la secessione nell’arte

Klimt Experience una mostra multimediale

fino al 3 febbraio per ricordare l’artista viennese

di Bruno Marchionibus

Il pittore Gustav Klimt

Chi era Gustav Klimt? Che posto ha occupato nella storia della pittura
europea a cavallo del novecento? Quale è stato il suo apporto al
movimento secessionistico austriaco?
Inaugurata il 20 ottobre, alla Basilica dello Spirito Santo in via Toledo,
resterà aperta e visibile ai napoletani ed a tutti i turisti che saranno in
città fino al 3 febbraio prossimo, la mostra multimediale dedicata
all’artista nato a Baumgarten, un sobborgo di Vienna.
L’evento, che segue l’esposizione dell’Esercito di Terracotta cinese,
approfondisce la vita e le opere di quello che viene definito il fondatore,
nonché artista più significativo, della Secessione Viennese.
Klimt Experience, che sta avendo un successo planetario come testimonia
il riscontro positivo ottenuto recentemente a Shangai, è un percorso
onirico ed immersivo; protagonisti non saranno quadri materialmente
installati in loco, ma ben 700 immagini proiettate su megaschermi e sulle
pareti della maestosa navata centrale, con una definizione ancor migliore
del Full HD.

Nella Sala Immersiva, dunque, gli spettatori saranno letteralmente
trasportati all’interno del mondo di Gustav Klimt, attraverso la forza
espressiva della narrazione per immagini e suoni, realizzata dal regista Stefano Fake,
ed alla riproduzione delle sue inconfondibili opere
selezionate dallo storico dell’arte Sergio Risaliti, tra le quali non potranno
mancare le celebri “Il Bacio”, “Giuditta” e “L’Albero della Vita”. Opere,
queste, che verranno contestualizzate ed illustrate assieme alla vita
dell’artista nell’area introduttiva alla mostra, dove ha inizio il percorso
espositivo che ha la durata di 85 minuti circa.

Il ritratto di Adele Block Bauer, una delle opere più famose del pittore austriaco

Per maggiori notizie e approfondimenti

pubblicato su Napoli n.2 del 06 novembre 2018

Sono Hamsik ma chiamatemi “Marekiaro”

Sono Hamsik ma chiamatemi “Marekiaro”

/ Lo Scaffale Partenopeo

Sono Hamsik ma chiamatemi “Marekiaro”

Un’autobiografia scritta a quattro mani con Monica
Scozzafava ed impreziosita da un racconto di Maurizio De Giovanni

di Marina Topa

“Marekiaro”, l’autobiografia del capitano azzurro Marek Hamsik scritta con Monica Scozzafava ed arricchita da un racconto di Maurizio De Giovanni, è qualcosa in più che la semplice storia di un atleta; è il racconto di un ragazzo capace di raggiungere il successo rimanendo umile e ben attaccato ai valori che gli sono stati insegnati diventando anche i suoi, è il percorso di vita di un giovane calciatore slovacco che a Napoli, città tanto diversa dal paese ai piedi dei Carpazi che gli ha dato i natali, trova sorprendentemente la sua seconda casa, diventa uomo, realizza i suoi sogni e tocca il cielo con un dito, pur senza mai montarsi la testa ed abbandonare la sua caratteristica semplicità.

Lo scrittore Maurizio De Giovanni a Dimaro con Ancelotti

“Il Napoli è una seconda famiglia, nella quale ho assunto la mia parte di
responsabilità. Non sono napoletano, ma ho il sangue azzurro” afferma nel
libro lo stesso Hamsik che, come racconta De Giovanni nel testo che
accompagna questa autobiografia, con gli anni è diventato il Capitano della
città prima ancora che della squadra, un uomo in missione per conto di
quello che ormai è anche il suo popolo. Marek, stagione dopo stagione, e
quelle all’ombra del Vesuvio sono ormai dodici, ha conquistato l’amore ed il
rispetto della città partenopea con i fatti più che con le parole, e nelle
pagine di “Marekiaro” ripercorre tutto il vissuto che lo ha portato a
guadagnarsi sul campo la qualifica di “bandiera” del Napoli, battendo tutti i
record che era possibile battere con questi colori, a partire da quello delle
reti realizzate in maglia azzurra che fu di Diego Armando Maradona.

Il capitano in azione contro il Liverpool

pubblicato su Napoli n.2 del 06 novembre 2018